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L’interrogazione parlamentare – Con un’interrogazione parlamentare avanzata il 19 settembre scorso, i senatori Barbolini e Costa chiedevano al ministro dell’Economia di dare una definizione univoca sul tema della sospensione degli adempimenti e dei versamenti dei tributi fino al 30 novembre 2012, comprese le ritenute, in carico alle popolazioni delle zone colpite dagli eventi sismici verificatisi tra il 20 e il 29 maggio.
Lo sdegno Anc - L’intervento dell’Associazione nazionale commercialisti s’inserisce al fine di sottolineare l’insensibilità dimostrata dal governo posto al cospetto di una siffatta interrogazione. “Rimango sbigottito di fronte a questa manifestazione d’insensibilità e scarsa lungimiranza nei confronti non solo della popolazione ma anche di una realtà economica che da sola produce il 2% del Pil del Paese”, ha affermato Marco Cuchel, leader dell’Associazione Nazionale Commercialisti. Lo stesso presidente della sigla di categoria ha tenuto a ricordare anche che “la mancata ripresa della produttività in quella zona avrà ripercussioni negative a livello nazionale nel medio e lungo periodo”.
Il motivo dell’interrogazione – Ora, l’interrogazione avanzata al ministro dell’Economia e delle Finanze non risultava fine a se stessa o come vano tentativo di posticipare un pagamento. Il reale motivo alla base della richiesta è che, avendo un’ulteriore proroga, sarebbe stato possibile chiarire in maniera più dettagliata i termini dei versamenti tributari e dei relativi adempimenti definendo “un’idonea rateizzazione di quanto dovuto dai contribuenti a partire dal 1 dicembre 2012”. “Nonostante questa risposta negativa – spiega l’associazione sindacale in una nota - l’ANC continuerà, con una forza se possibile ancora maggiore, il suo impegno di pressione nei riguardi delle Istituzioni, con l’auspicio che il Governo decida di tornare sui suoi passi e di assumere, in questa circostanza, un atteggiamento di attenzione e di ascolto nei confronti di cittadini che vivono delle difficoltà”.