28 novembre 2011

Quando il malessere dilaga

Dopo mesi di appelli inascoltati arriva la risposta: assemblea straordinaria a gennaio, tra un mese e mezzo. Per affrontare problemi che la Categoria si porta dietro da ormai troppo tempo.
Autore: Emma Mariani

Norme che cambiano a ridosso delle scadenze, come è successo – ad esempio – per la riduzione degli acconti Irpef introdotta a quattro giorni dal termine di adempimento, in modo da mettere in dubbio anche la positiva efficacia della previsione legislativa. Emergenze nelle emergenze. Continui oneri che il fisco impone alla Categoria senza nessuna restituzione. Un lento (?) declino della professione – le disposizioni in tema di collegio sindacale e di ingresso del socio di capitale nelle stp ne sono un esempio – che non si sta contrastando come si dovrebbe. E a farlo notare “al palazzo romano” sono ormai molti ordini territoriali. Il legislatore ha recentemente approvato una serie di norme che pregiudicano, in modo grave e irreparabile, l’esercizio delle professioni intellettuali ed in particolare quella del commercialista. Per affrontare questi e tanti altri nodi della professione, proposte e richieste di assemblee straordinarie sono arrivate (e continuano ad arrivare) da tutte le aree geografiche del Paese. C’è bisogno di scelte e di strategia. Una strategia che calcoli gli effetti sul breve periodo, su un oggi già troppo spesso mortificato e sul lungo periodo. Perché senza prospettiva e lungimiranza non si va da nessuna parte. Ma serve il coraggio per affrontare i problemi della Categoria. Sono difficoltà non nuove e aggravate da continue brutte notizie. Non si possono ignorare per non mettere in discussione lo status a quo. Purtroppo gli specchietti per le allodole non sono più sufficienti a distrarre dalle difficoltà che attanagliano i commercialisti.

All’appello fatto, nei giorni scorsi, dagli ordini della Lombardia, della Calabria, della Basilicata… si sono aggiunti quelli di Brescia e Torino. “La misura è ormai colma” ribadiscono e dicono di essere pronti alla mobilitazione. E cresce il dissenso verso l’attuale presidenza lontana dalla quotidianità dei professionisti, dalle loro esigenze.
In questi mesi si sono susseguite molte iniziative volte ad attrarre l’attenzione del Presidente. E mentre si attendeva risposta, il malessere e il disagio cresceva. E cresce anche oggi che Siciliotti si è svegliato e ha deciso di fissare la data di un’assemblea straordinaria per il 10 gennaio. Tra un mese e mezzo. Per quella data si sta anche preparando un documento tecnico di approfondimento sulla situazione attuale. Da oggi a gennaio, scrive Siciliotti – “sarà necessario per comprendere sia a livello nazionale sia locale i nuovi scenari”.

Dopo mesi di richieste, lettere, iniziative per chiedere l’attenzione del presidente finalmente è arrivata una risposta. Una risposta che ammette la conoscenza del periodo non felice della Categoria, delle nuove disposizioni normative che minacciano la professione. Purtroppo non giustifica il ritardo fin qui accumulato. A gennaio, forse, avremo responsi e – speriamo – proposte concrete su come affrontare le minacce che colpiscono i commercialisti.

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