13 maggio 2015

Rapporto 2015. Quadro generale della categoria

Autore: Redazione Fiscal Focus

Rapporto 2015 – In queste settimane la Fondazione nazionale dei commercialisti ha diffuso i dati esposti nel Rapporto 2015, ottava edizione della serie di fotografie statistiche che traducono in numeri e percentuali la vita della categoria professionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Stando ai dati più recenti, nonostante la crisi e le problematiche vissute dai contribuenti, persone fisiche o imprese, la professione è risultata in crescita. “Nel 2014, anno nel quale la popolazione è rimasta invariata e il Pil è diminuito dello 0,4%, i Commercialisti iscritti all’albo sono aumentati dell’1%, mentre quelli iscritti alle casse previdenziali della Categoria sono aumentati del 2,6%”.

Crescita e territorio
– Dunque, prendendo in considerazione i dati dell’anno in corso, vediamo che all’inizio del 2015 vi erano 116.245 iscritti all’Albo, manifestando una crescita tendenziale dell’1%. Ad aumentare sono anche le ‘quote rose’, ossia la componente femminile che arriva al 31,6% del totale. Medesima tendenza è stata registrata per i professionisti under 40, la cui percentuale su base annua è arrivata a quota 21,1%. Diminuisce però il numero dei praticanti, soprattutto negli Ordini delle regioni meridionali. In generale, il tasso di crescita è più elevato tra gli Ordini del Nord (+1,6%), mentre risulta più contenuto tra quelli del Centro (+06%) e del Sud (+0,7%). “L’articolazione territoriale dei dati del Rapporto 2015 e le elaborazioni a livello di singolo ordine locale qui presentate, che fra l’altro ci hanno portato a sperimentare la realizzazione di un modello regionale cominciando dalla Sicilia, ci incoraggiano a proseguire sulla strada della diffusione di Rapporti e Focus a livello locale per rappresentare una professione che, nonostante le mille difficoltà e le mille differenze geografiche del nostro Paese, continua a fornire assistenza quotidiana a circa 3 milioni di piccole e medie imprese”, si legge nella nota del Rapporto.

Macroeconomia e redditi – Il rapporto mostra inoltre che tra il 2007 e il 2013 il reddito medio nominale dei commercialisti si è contratto del 2,4% e quello reale del 12,7%, laddove il Pil nominale è aumentato dello 0,4% e quello reale è diminuito dell’8,9%. Sul fronte del reddito medio, l’ultimo anno preso in esame è quello del 2013. Alla luce di ciò, l’andamento del reddito medio professionale del 2013 ha inciso sul trend negativo della serie 2007-2012. “Nel 2013, infatti, il reddito medio nominale, calcolato pari a 58.437 euro, è diminuito dell’1,3% rispetto al 2012 e quello reale, calcolato pari a 52.255 euro (valore deflazionato sulla base dell’indice IPCA rispetto al 2007) è diminuito del 3,2% rispetto al 2011. Sempre nel 2013, il Pil nominale è diminuito dello 0,4%, mentre il Pil reale si è ridotto dell’1,7%”. Considerando la suddetta serie storica, che è l’ultimo disponibile, in generale, il reddito professionale medio dei commercialisti ha seguito il trend ciclico del Pil rilevando oscillazioni più ampie dell’andamento economico generale, quindi contrastando la tesi anticiclica. “Il valore più alto in termini di reddito professionale medio 2013 viene fatto registrare dagli iscritti all’Ordine di Bolzano con 137.622 euro (-3,5% sul 2012), quello più basso, invece, è degli iscritti dell’Ordine di Castrovillari con 15.008 euro (-2,9% sul 2012). Il divario Nord-Sud è particolarmente pronunciato ed evidente: si va dagli 80.422 euro di Irpef del Nord ai 30.342 del Sud, con un livello medio del Nord pari a più del doppio rispetto al Sud (265% il rapporto Nord-Sud). Il divario si amplia ancora di più se si osserva il dato Irpef più elevato del Nord-ovest, pari a 84.473so delle regioni meridionali, pari a 29.419 euro (287% il divario)”.

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