13 settembre 2012

Registro revisori: la tutela del singolo

L’Anc auspica un dietrofront da parte del governo a tutto vantaggio dei singoli iscritti.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il passaggio della gestione - In questi giorni di bufere e cambiamenti non poteva passare inosservato, per l’Anc, il trasferimento di consegne del Registro dei revisori, la cui gestione si sposta proprio oggi dal Consiglio nazionale dottori commercialisti ed esperti contabili all’Ispettorato di Vigilanza della Ragioneria Generale.

La gestione del Cndcec - Innanzitutto l’Associazione nazionale dei commercialisti illustra i meriti da riconoscere al Consiglio nazionale per come ha saputo gestire e migliorare il Registro dei revisori. “Prima del conferimento di tale gestione alla società del Consiglio Nazionale – ricorda la sigla di categoria - la conduzione del servizio aveva caratteristiche a dir poco anteguerra: vetusti bollettini postali, uffici polverosi pieni di faldoni ai quali era impossibile accedere, telefoni che squillavano eternamente a vuoto e l’impossibilità di ottenere un attestato di iscrizione se non in tempi misurabili in ere geologiche”. Ciò è sintomatico del fatto che il passaggio non avviene alla luce di una presunta scarsa efficienza o a causa di lamentele da parte degli iscritti, poiché la società in seno alla categoria che ha amministrato il Registro “ha saputo offrire a tutti i revisori un servizio di qualità e senza oneri aggiuntivi per i colleghi”.

Le difficoltà incontrate dai revisori - Ora, il punto focale sul quale riflettere, secondo l’associazione guidata da Marco Cuchel, non è tanto il passaggio di consegne, quanto il difficile compito di svolgere un’attività come quella del revisore. Compito che, a parere dell’Anc, diventa ogni giorno più delicato. “Le responsabilità e i rischi connessi allo svolgimento di questa funzione sono sproporzionalmente maggiori rispetto ai ritorni economici e spesso assistiamo a una vera e propria fuga dagli incarichi – spiega la sigla sindacale nella nota diffusa ieri - Inoltre, la trasformazione di molti organi di controllo da collegiali a monocratici rappresenta per il professionista un forte aggravio di responsabilità, di mole di lavoro, naturalmente quasi sempre a parità di compenso”. E le recenti disposizioni legislative non facilitano di certo le cose, rincarando la dose per quel che concerne l’accesso ai giovani. Infatti, per chi non abbia maturato solide esperienze, le speranze di potersi iscrivere al Registro sono abbastanza deboli. In genere, i giovani professionisti “vengono scoraggiati dallo svolgere da soli una funzione in cui la condivisione di responsabilità con colleghi di maggiore esperienza sarebbe raccomandabile”. Sono troppe, infatti, le responsabilità che ricadono sulle spalle dei revisori e spesso queste non dipendono neanche dalla correttezza o meno impiegata nell’assolvere il proprio compito. In sostanza, è proprio a questo che incrementa l’insorgenza di società di revisione, che limitano i danni poiché presentano una serie di coperture che il singolo professionista da solo non potrebbe permettersi.

L’auspicio – Per concludere, il pacato auspicio della sigla di categoria è che, tenendo conto dell’ottimo operato del Cndcec, il governo riveda le proprie scelte per tutelare ogni singolo iscritto al Registro.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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