Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
No revisione geografia giudiziaria - I professionisti scendono in campo per chiedere alla politica di rivedere le proprie posizioni. Ora è la volta dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura (OUA) che, a ridosso della prossima tornata elettorale, propone alle forze contendenti di rivedere gli interventi previsti in materia di geografia giudiziaria, al fine di impedire che questi vengano realmente attuati.
La nota del Ministero - Il parere della sigla di categoria è chiaramente contrario a una revisione della struttura logistica della geografia giudiziaria, tant’è che ha più volte messo in dubbio le scelte esecutive. A tal proposito, si sottolinea che l’ultima contestazione dell’Organismo riguarda proprio una recente nota del Ministero della Giustizia. Sul portale del dicastero guidato da Paola Severino è stata infatti annunciata la prossima pubblicazione dell’elenco dei Giudici di pace soppressi nel Bollettino Ufficiale del 28 febbraio 2013. Nella medesima nota il Ministero ha tenuto a chiarire che le istanze finora pervenute da parte di molte amministrazioni che chiedono il mantenimento del proprio Ufficio non saranno considerate valide, pertanto quelle medesime amministrazioni dovranno provvedere a rinnovare la richiesta nel giro di sessanta giorni.
Posizione OUA – A questo punto ben si comprende l’indignazione dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, che considera la suddetta decisione ministeriale inadeguata sia sotto il profilo dell’opportunità che sotto quello della legittimità, tant’è che in riferimento a quest’ultimo caso ci si è scontrati anche sul fronte giudiziale. Ora, tenendo presente l’annuncio del Ministero in riferimento alla pubblicazione dell’elenco nel Bollettino Ufficiale previsto per il prossimo 28 febbraio, s’intende che proprio da quella data dovranno scattare i sessanta giorni messi a disposizione dei Comuni per ripresentare la domanda giudicata, ad oggi, nulla. Inoltre siffatta richiesta di mantenimento dell’Ufficio giudiziario implicherebbe per gli enti locali la previsione di un surplus di spese, poiché questi dovranno assumersi tutti i costi, eccezion fatta degli stipendi dei giudici. Non pare proprio una saggia decisione, soprattutto alla luce del periodo critico che l’Italia sta vivendo e della necessità di stringere la cinghia! A questo punto l’OUA sostiene che non vi sia ragione di proseguire per tale strada, anche perché la normativa ha fatto emergere dei palesi elementi di incostituzionalità e inadeguatezza (si consideri che in località ad alta densità mafiosa, come la Sicilia, sono stati soppressi 81 incarichi di magistrato). Ciò detto, l’Organismo propone la sospensione coatta della norma, così da poter tranquillamente attendere la decisione della Corte costituzionale.