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Nei giorni scorsi, 23 e 24 settembre, a Roma si è tenuta l’Assemblea dei Consigli provinciali dei consulenti del lavoro, a cui ha partecipato la Presidente del Consiglio nazionale Marina Calderone e il Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.
Riforma ordini- “Il Futuro della professione alla luce delle modifiche da apportare all’ordinamento a seguito dell’emanazione della legge 148/11” è il primo argomento che è stato discusso nei due giorni di dibattiti, convegni e conferenze. Il Presidente Calderone ha sottolineato di fronte ai circa 500 partecipanti che il compito del Cno è anche quello di “suggerire al legislatore delle norme che possano rispondere agli interessi della collettività e non solo esclusivamente al bene di alcune parti del Paese”.
Ministro del Lavoro- Nel suo intervento, il Ministro Sacconi ha ribadito la difficoltà del momento storico in cui viviamo, “un ingorgo di situazioni epocali che devono indirizzarci sulla strada della crescita”. Continua il Ministro sottolineando come la categoria dei Consulenti del lavoro deve acquisire “funzioni sussidiarie inerenti l’interesse collettivo: certificazione, intermediazione, formazione, arbitrato, funzioni professionalmente esercitate nel nome di un criterio deontologico in funzione di un interesse collettivo”. Ma anche l’accesso alla professione secondo il Ministro, va rivisto partendo “dall’anticipare l’accesso dei giovani nelle professioni, attraverso un praticantato che si svolga nel periodo di laurea e che sia un feedback tra esperienza teorica ed esperienza pratica in modo che l’esame di abilitazione sia una riproduzione di un’esperienza pratica e non teorica”.
Presidente Calderone- Anche il Presidente Calderone si sofferma sulla riforma delle professioni varata dalla manovra bis, e che dovrà essere realizzata entro un anno. “Parleremo di polizze di responsabilità civile, tariffe, praticantati, potestà disciplinare all’interno dei giudizi promossi dagli iscritti agli ordini, di pubblicità. Tutti temi”- continua il Presidente Calderone- “ che vanno sulla strada della modernizzazione del nostro comprato. Eravamo e siamo certamente contro uno stile di manovra che prevedeva la liberalizzazione totale degli ordini. (…) Le vere proposte di sviluppo e di semplificazione sono quelle tese al risparmio nella gestione della spesa pubblica non quelle tese a liberalizzare gli ordini per acquisirne il mercato”.