12 maggio 2016

SEMPLIFICAZIONI FISCALI: OTTIMISMO DEI COMMERCIALISTI DOPO L’INCONTRO CON CASERO

Autore: Ester Annetta

Quanto sia già stato fatto e quanto ancora ci sia da fare per semplificare il complesso universo della fiscalità è stato il tema del ricco dibattito tenutosi ieri, presso la sede della FNC, tra i vertici più rappresentativi della categoria – il Consiglio Nazionale di Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e la stessa Fondazione Nazionale Commercialisti – e l’On. Luigi CASERO, Viceministro dell’Economia e delle Finanze.
Un tema – quello della semplificazione – molto sentito dai commercialisti, che ad esso avevano già dedicato l’ultimo Congresso Nazionale, lo scorso ottobre, presentando pure, in quell’occasione, un sostanzioso volume in cui gli ambiti necessitanti degli interventi più marcati erano stati ampiamente illustrati e motivati.
Al centro del bisogno di semplificare risiede la necessità di alleggerire non tanto il lavoro dei commercialisti ma quello sia dei contribuenti, chiamati all’esecuzione di adempimenti fiscali, sia degli imprenditori, costantemente alle prese con gli incombenti di quella stessa natura che risultino legati allo svolgimento della propria attività. E’ quanto ha rimarcato, in apertura dei lavori, Giovanni Castellani, Direttore Scientifico della FNC - chiamato come moderatore - ponendo così l’accento sul vantaggio “sociale” prima ancora che “professionale” per cui tanto si sono prodigati (e tuttora si prodigano) i commercialisti nelle varie sedi istituzionali.
Allargando il contesto, Castellani ha altresì voluto evidenziare che – partendo dall’art. 53 della Costituzione, che individua un generale dovere di contribuzione alle spese pubbliche – la semplificazione si muove nella direzione di affiancare a quel dovere un corrispondente diritto: quello a pagare il giusto e a farlo in maniera chiara e, appunto, semplificata.

E Gerardo Longobardi, Presidente del CNDCEC, a sua volta ha puntualizzato come l’impegno per la semplificazione non debba rimanere un concetto astratto ma debba tradursi in strumenti concreti, sommando, dunque, alla pianificazione anche la realizzazione degli interventi, al fine di concorrere alla creazione di un sistema legislativo chiaro e coerente in materia fiscale. Condizione indispensabile, questa, - ha aggiunto Longobardi – “affinché tanto per i nostri imprenditori nazionali quanto per quelli internazionali, che vedano nella dnostra economia un possibile campo di investimento, il nostro sistema fiscale appaia appetibile”.
Ma, in particolare, il Presidente ha voluto ricordare l’importanza dell’invito ricevuto dal Consiglio Nazionale a partecipare ai lavori per la formulazione della Legge di Stabilità 2016 e, soprattutto, quanti dei suoi contributi vi siano stati recepiti: dalle modifiche del regime forfetario all’anticipazione della deducibilità IVA alla data di apertura della procedura concorsuale, per citarne alcuni; nonché anche alcune “vittorie” nella direzione della razionalizzazione degli adempimenti (si pensi alla trattativa per l’ottenimento dell’assicurabilità della responsabilità del commercialista per il rischio di maggior imposta in relazione ai dati del 730 precompilato).

Il Consigliere Luigi Mandolesi, delegato alla fiscalità, prendendo la parola dopo il Presidente, ha voluto invece porre l’attenzione più che sul quanto già fatto (in termini di proposte dei commercialisti ormai recepite) su quanto ancora debba farsi, scindendo le proposte immediatamente realizzabili “a costo zero”, da quelle più gravose per l’implicazione di spese (o di decremento di entrate) a carico dello Stato.
Per Mandolesi la formula delle semplificazioni deve toccare due ambiti ben precisi: quello dell’interpretazione normativa, che importa la necessità di creare un sistema fiscale che – benché innegabilmente complesso – risulti quanto più possibile vicino alla certezza del diritto; e quello degli adempimenti, per renderne più agevole l’applicazione specifica.

Nell’enumerare, quindi, le richieste a suo tempo avanzate dal CN, il Consigliere ha segnalato in particolare:
- la sospensione estiva dei termini per gli adempimenti fiscali e, dunque, anche dell’invio di atti amministrativi e di avvisi bonari: a riguardo – ha precisato – la proroga disposta con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate lo scorso anno, a seguito dei ritardi verificatisi nel periodo estivo, vale come rimedio contingente e d’urgenza; ciò che occorre è invece un’esplicita previsione normativa che disponga in maniera definitiva su tale aspetto;
- la soppressione degli obblighi dichiarativi relativi ad informazioni già in possesso dell’Amministrazione Finanziaria (si pensi, ad esempio, agli estremi di registrazione dei contratti di locazione di immobili);
- il ripristino del modello F24 cartaceo per i soggetti senza partita IVA;
- la soppressione del Registro delle dichiarazioni d’intento emesso e ricevuto;
- la proroga automatica dei termini di presentazione di dichiarazioni per obblighi tributari a seguito dell’introduzione di nuove modalità (es.: invii telematici);
- l’invio, per la compilazione delle Certificazioni Uniche, dei soli dati che non costituiscano una duplicazione di quelli inviati per la predisposizione del mod.730.
Accanto a questi interventi, che non comportano incidenza sul bilancio dello Stato, altri il Consigliere ne elencati, che, invece, implicano dei costi e sono tuttavia di priorità necessaria:
- anzitutto l’eliminazione degli studi di settore, ritenuti uno strumento ormai datato ed inadeguato;
- l’abolizione della presunzione legale di reddito sui prelievi: i commercialisti giudicano inopportuna tale presunzione, in considerazione, soprattutto, degli altri e più consistenti elementi a disposizione dell’Amministrazione Finanziaria per poter effettuare accertamenti e stime dei redditi.
- la deducibilità anche delle spese di viaggio, oltre che per vitto ed alloggio, da quelle sostenute per la formazione dei lavoratori autonomi;
- la deducibilità delle spese di manutenzione di immobili ante 2008;
- la deducibilità dei contributi previdenziali dal reddito personale anziché da quello complessivo (con conseguente esclusione dell’IVA);
- la deducibilità, anche integrale, delle spese di sponsorizzazione: il che richiede una loro esatta qualificazione, non essendo ancora chiari quali siano i requisiti che come tali le configurino;
Quanto, infine, ai casi di omessa dichiarazione, partendo dalla considerazione che ormai – grazie alla velocità della digitalizzazione – L’Amministrazione Finanziaria è in possesso del 99,9% delle dichiarazioni, appare anacronistico che l’eventuale ritardo di comunicazione, anche superiore a quattro mesi, venga sanzionato, ove, volontariamente, entro l’anno successivo, si provveda all’invio della dichiarazione omessa.
A fronte di tali richieste, l’intervento finale del Vice Ministro Luigi Casero è apparso all’insegna della più ampia apertura nei confronti dei commercialisti, dei quali ha riconosciuto il ruolo fondamentale svolto nel confronto da cui è scaturito – in prima battuta – il varo di alcuni provvedimenti contenuti nella Legge di Stabilità 2016; e che – in costanza – costituisce quel nucleo di competenze (oltre che la “visione di parte”) che fornisce valido supporto al legislatore in un ambito, com’è quello fiscale, di difficile e complessa organizzazione.

“Tra i primari obiettivi del Paese” – ha detto Casero – “c’è senz’altro quello di modificare l’azione politica fiscale, tanto al fine di rispondere alle sollecitazioni che arrivano da più parti quanto a quello di consentire l’adeguamento del nostro Paese alle politiche fiscali delle altre realtà Europee.”
Ha, quindi, esposto gli attuali tre punti di debolezza del nostro sistema fiscale, identificandoli: nella poca certezza delle norme, nella difficoltà pratica dei contribuenti di far fronte alle richieste di adempimenti e nella pressione fiscale che è tra le più alte dei Paesi Europei.
Rivolgendosi nella direzione di una maggiore certezza e di una maggiore semplificazione, si possono fronteggiare i primi due limiti ma, implicitamente, anche il terzo: difatti, evidenzia il Vice Ministro, semplificando gli adempimenti si riduce anche il tempo necessario ad eseguirli e, di conseguenza, ne risultano ridotte le relative spese. Ed ogni strumento di riduzione della spesa contribuisce ad abbassare la pressione fiscale.
E sulla premessa che fiducia e confronto debbono restare alla base del rapporto tra fisco e contribuente, Casero ha affermato che in un tale contesto ben si inseriscono anche i rinvii: Si, dunque, alla sospensione dei termini estivi.
Si, pure, alla detraibilità delle spese di viaggio dagli oneri sostenuti per la formazione; si, anche alla soppressione di tutte quelle dichiarazioni inutili che finiscono per appesantire sia i contribuenti che i professionisti che li assistono; si, pure, all’eliminazione di quella parte degli studi di settore che appaiono ormai superati mentre gli altri vanno adeguati e trasformati in uno strumento di compliance; infine si, alla necessità di riformulare le previsioni in tema di IRAP legata all’autonoma organizzazione, chiarendo anzitutto quest’ultima definizione onde evitare che continui interventi dei giudici in funzione interpretativa comportino costi maggiori di quanto non sarebbero quelli connessi ad un apposito intervento normativo.
Quanto ai tempi, il Vice Ministro ha riferito che il pacchetto semplificazioni sarà presentato entro la fine di maggio e riguarderà, pero ora, solo interventi riconducibili ad una prima fase “iniziale”. Con ciò ha quindi escluso che, nell’immediato, possa essere sciolto un altro nodo urgente per i commercialisti: quello del contraddittorio cd. endoprocedimentale, che, attendendo ad una fase più avanzata del percorso di di semplificazione, dovrà attendere ulteriori tempi di maturazione.
“E’ senz’altro una sensazione di ottimismo” – ha dichiarato il Direttore Giovanni Castellani, a conclusione dei lavori – “che si chiude quest’incontro, da cui ancora una volta è emersa la conferma dell’importanza della collaborazione tra il Consiglio Nazionale di categoria ed il Ministero dell’Economia e Finanze nella direzione di migliorare il nostro sistema fiscale.”

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