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La proposta del Cndcec - Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, nei giorni scorsi, ha avanzato un’interessante proposta al governo per quel che concerne la gestione del Registro dei revisori, attività che la categoria guidata da Claudio Siciliotti ha dovuto cedere a partire dal 13 settembre. “Dopo un’attenta e sofferta valutazione – ha spiegato il Consiglio per mezzo di una nota – abbiamo convenuto sulla necessità di impegnarci affinché si eviti una lunga fase di incertezza per i 150mila revisori legali italiani e affinché il passaggio di competenze del relativo Registro avvenga in maniera ordinata e condivisa. Si tratta di una scelta di responsabilità assunta pur nella consapevolezza, rafforzata dal parere dei nostri avvocati, che sussisterebbero tutte le condizioni per impugnare i regolamenti attuativi del dlgs 39/2010 in materia di revisione legale dei conti. Ma questo è il momento di garantire immediata certezza ai soggetti interessati, anche sacrificando legittime aspettative di giustizia che fatalmente interverrebbero solo dopo lungo tempo”. In sostanza, la collaborazione proposta andrebbe a inserirsi nelle dinamiche proprie di un graduale trasferimento delle consegne che si potrebbe realizzare attraverso l’impegno di un comune tavolo di lavoro. Proprio in ragione di un siffatto proposito, il presidente Siciliotti, a mezzo di una missiva rivolta al Guardasigilli, ha chiesto un incontro finalizzato alla concertazione delle congiunte modalità operative.
Equipollenza e tirocini - Nella medesima lettera, il leader dei dottori commercialisti e degli esperti contabili italiani, dopo aver sottolineato l’efficienza e l’economicità che hanno caratterizzato la gestione del Registro, ha contestualmente posto in evidenza alcuni temi per i quali si richiede una maggior chiarezza da parte degli organi governativi. A ben vedere, il Consiglio nazionale ha inteso sollecitare l’attenzione del capo del Dicastero della Giustizia su questioni quali “l'equipollenza dei percorsi formativi per i commercialisti ed i revisori, già ufficialmente riconosciuta dal Ministero dell'Università, con esplicito parere del 4 aprile 2012; l'armonizzazione dei periodi di tirocinio previsti per accedere a tali attività, 18 mesi per la professione di commercialista, 36 mesi per la funzione di revisore”. Il punto, soprattutto in merito all’equipollenza, è che il Miur l’ha già riconosciuta, quindi si attende esclusivamente una delucidazione da parte del Guardasigilli. Il tema tirocini poi è stato già affrontato dalla relazione al D.P.R. n. 137/2012, vale a dire il regolamento di Riforma delle professioni, secondo cui sulla pratica per i revisori locali non si applica la riduzione a 18 mesi, in quanto non si tratta di mera attività professionale, quindi non rientra nell’ambito d’interesse della riforma. “Abbiamo però bisogno – spiega Siciliotti nella missiva - di affrontare con chiarezza anche questa questione per dare a tutti i professionisti e soprattutto ai giovani che si avvicinano alla professione le certezze che meritano di avere”.
Il personale organico - L’equipollenza dei titoli e la pratica risultano essere quindi dei tempi particolarmente cari al presidente Siciliotti così come lo sono all’intera categoria da lui rappresentata. Si tratta, in ogni caso, di argomenti ai quali inevitabilmente vanno ad aggiungersi altre delicate questioni, sulle quali il leader dei commercialisti non sente di poter tacere. In particolare, il presidente del Cndcec, nella sua lettera, ha voluto mettere il punto anche sulla “salvaguardia del personale della struttura che ha gestito fino ad oggi il Registro e che viene esposto al rischio di perdere il proprio lavoro dopo aver contribuito a portare a livelli ottimali di efficienza la carente gestione di un pubblico registro”. Secondo il Consiglio nazionale, i successi conseguiti dalla società di gestione del Registro sono innanzitutto dovuti proprio a questi funzionari sui quali oggi cade l’incognita della perdita del lavoro. Si tratta, a ben vedere, di un organico “che tanta parte ha avuto in questi anni nei successi conseguiti dalla struttura in termini di efficienza e affidabilità per gli iscritti”. Ora la palla passa al Ministero guidato da Paola Severino, dal quale si attende una chiara risposta alle istanze avanzate dai commercialisti.