26 luglio 2013

Sisma Emilia: aziende beffate?

Le aziende non riescono ad accedere al finanziamento garantito dallo Stato. Commercialisti in allarme.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Aree terremotate - Gli eventi sismici che hanno interessato, lo scorso anno, l’Emilia e le regioni limitrofe, pur essendosi fortunatamente ridimensionati, non hanno però smesso di avere conseguenze negative dal punto di vista lavorativo. A segnalare le difficoltà, per quel che concerne la componente professionale, sono stati i dottori commercialisti e gli esperti contabili di quei territori. Avendo accolto gli allarmi lanciati dai colleghi, il coordinamento unitario delle associazioni di categoria, composto da Vilma Iaria, presidente ADC, Roberta Dell’Apa, presidente AIDC, Marco Cuchel, presidente ANC, Amedeo Sacrestano, presidente ANDOC, Raffaele Marcello, presidente UNAGRACO, Eleonora Di Vona, presidente UNGDCEC, e Domenico Posca, presidente UNICO, ha rivolto un appello alle istituzioni, chiedendo interventi forti e tempestivi.

Il problema – Il problema segnalato dai professionisti riguarda il finanziamento stanziato per le aziende che hanno subito danni strutturali diretti e/o indiretti. Infatti, se minate dagli eventi tellurici del 20 e 29 maggio 2012, per queste realtà imprenditoriali lo Stato ha garantito un pacchetto di finanziamenti per sostenere i tributi e i contributi. La disposizione è contenuta nel decreto legge n. 174/12 e successive modificazioni. L’accesso al finanziamento è però problematico. Secondo l’intervento legislativo, ad ogni scadenza, i modelli di pagamento F24, solo in forma cartacea, vengono addebitati su un conto dedicato. Purtroppo le aziende non hanno accesso a questi conti. Infatti, lo scorso 16 luglio, senza che gli istituti di credito avessero avvisato le aziende, non vi è stato l’addebitamento di alcuna delega, poiché tutti i conti erano stati bloccati al precedente 30 giugno.

Le ragioni – Il coordinamento unitario delle associazioni di categoria spiega che una simile situazione può aver trovato origine dalla “mancata sottoscrizione della convenzione tra ABI - Associazione Bancaria Italiana e Cassa Depositi e Prestiti, per rendere operativi i nuovi finanziamenti e alla mancata emanazione di disposizioni operative da parte dei diversi organismi coinvolti (Agenzia delle Entrate, Inps, Inail e MEF), atte a regolamentare la proroga dei termini di versamento dei tributi e contributi”.

La richiesta -
Le sigle sindacali chiedono che le istituzioni, che si erano dimostrate così disponibili nel garantire il finanziamento sulla carta, agissero affinché le aziende/contribuenti, già colpite dal terremoto, possano effettivamente godere del beneficio. Se non si trovasse un’immediata soluzione, si presenterebbe una situazione ben più drammatica, in quanto i ‘beneficiari’, oltre ad aver subito un danno, si troverebbero anche ad essere oggetto di beffa. “Inutile sottolineare il grave disagio dei contribuenti che, senza esserne preventivamente informati, hanno dovuto fare ricorso all’addebito delle deleghe di pagamento sui propri conti correnti, rimanendo così privati della possibilità di fare affidamento sulla disponibilità del conto dedicato – continua il coordinamento - Purtroppo, va rimarcato come anche in questa occasione persone, già così provate dal drammatico evento calamitoso, abbiano ancora una volta dovuto subire ingiustamente le conseguenze della colpevole assenza di coordinamento tra gli enti preposti”. Per questi motivi, le associazioni di categoria si dichiarano intenzionate a non mollare la presa, diffondendo ove e come possibile queste notizie presso l’opinione pubblica, “affinché i diritti e la dignità di tutti i cittadini, delle aziende e dei professionisti, vittime di eventi così drammatici, non siano calpestati ma vengano rispettati fino in fondo”.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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