5 novembre 2013

Spesometro da rivedere, deadline da prorogare

Dopo i commercialisti, anche i cdl chiedono proroghe e rivisitazione della procedura.
Autore: Redazione Fiscal Focus

L’allarme dei consulenti del lavoro - Non piace neanche ai consulenti del lavoro, così come accaduto per i dottori commercialisti ed esperti contabili, l’atteggiamento dell’Amministrazione Finanziaria che ha reso disponibili i software per le comunicazioni ai fini degli accertamenti tramite spesometro. Le deadline sono due: la prima è posta al prossimo martedì 12 novembre; la seconda al 21 novembre e riguarda i contribuenti trimestrali. I pochi giorni a disposizione tra il rilascio dei sistemi utili alla trasmissione telematica e le scadenze potrebbe dunque generare scompiglio sia tra i contribuenti che tra i rispettivi intermediari. "Il difficile assolvimento, alla luce dei ritardi tecnici e dei dubbi che ancora rimangono irrisolti, fa tornare in mente – spiega il Consiglio nazionale dell’ordina dei consulenti del lavoro - il famoso 740 lunare dei primi anni '90. Ai già innumerevoli adempimenti esistenti a carico dei contribuenti, si aggiunge anche quello dello spesometro, con criticità che fisiologicamente si ribaltano sui professionisti che li assistono".

Il problema e i rischi -
I consulenti del lavoro non criticano affatto l’adempimento della gestione telematica, che anzi ritengono utile perché da quando è stato introdotto, nel 1998, ha permesso sia di contenere la spesa sia di fare enormi passi avanti per quel che concerne i processi organizzativi e lavorativi. Le recriminazioni della categoria guidata da Marina Calderone, quindi, riguardano esclusivamente le tempistiche. “Purtroppo, le condizioni che si sono create per l'assolvimento di tale adempimento risultano di difficile attuazione". Secondo il Consiglio nazionale, “il rischio è quello di fornire dati con un'eccessiva fretta, che rischia di ripercuotersi sulle finalità dell'adempimento, ovvero quello fornire dati utilizzabili dall'amministrazione per i controlli sui contribuenti, ai fini degli accertamenti sintetici. Tale adempimento, infatti, registra ancora uno stato d'incertezza non solo normativo, ma anche e soprattutto di natura tecnica. A tal fine, è bene evidenziare che il software di controllo dei dati, necessario per la corretta compilazione del modello, è stato diffuso solo il 25 ottobre. La scadenza per il primo invio è stabilita per il prossimo 12 novembre e, alla luce di quanto indicato, si tratta di una data troppo vicina per permettere a tutti gli operatori del settore il corretto svolgimento dell'adempimento”.

Le possibili conseguenze negative –
Preso atto di una simile situazione, qualora si dovesse continuare per questa strada senza prestare ascolto alle richieste dei professionisti, che conoscono la materia per diretta esperienza, si potrebbe giungere a conseguenze negative per quel che concerne l’esatta esecuzione dell’adempimento. Il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro ricorda, pertanto, che “dai primi inserimenti dei dati, infatti, sono scaturite moltissime incongruenze tra istruzioni e modello. Non sono mancate anche diverse segnalazioni da parte di colleghi che hanno riscontrato varie anomalie e dubbi circa la corretta indicazione dei dati. I contribuenti, incalzati dalle richieste di dati mancanti da parte dei professionisti, manifestano notevoli disagi per l'imminente scadenza: occorre ricordare che non tutti hanno un'adeguata organizzazione al fine di poter integrare o fornire con immediatezza eventuali dati da inserire nel modello".

La proroga e la rivisitazione – Ora, tenuto conto di quanto fin qui esposto, e alla luce anche del fatto che i consulenti del lavoro non sono gli unici professionisti a chiedere un intervento, in quanto proprio in questi giorni sono intervenuti altresì i commercialisti tramite il Coordinamento unitario delle associazioni di categoria, risulta opportuna una presa di coscienza da parte dell’Amministrazione. Il parere della categoria presieduta da Marina Calderone è che non sia esaustivo un intervento che si limiti alla proroga, ma che appare quanto mai opportuna una rivisitazione della procedura. L’intero processo dovrebbe essere riesaminato “con il fine sia di chiarire tutti i dubbi sollevati in questo periodo da tutti gli operatori del settore, sia allo stesso tempo rendere la procedura stessa snella ed efficace, per lo scopo per cui tale misura è stata introdotta: la possibilità reale di incrociare i dati trasmessi al fine di far emergere l'evasione fiscale. Non basta, infatti, assicurare la mano morbida sulle sanzioni se poi i dati che giungono sono inservibili. Meglio un ripensamento, un rinvio, per ottenere dati utilizzabili e una migliore gestione di un adempimento che non è legato ad esigenze di gettito”.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy