4 novembre 2013

Spesometro: le associazioni chiedono la proroga

Proroga e rispetto, sono questi i termini della protesta illustrata dal Coordinamento unitario in una lettera inviata a Befera e Saccomanni.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Le lettere - Il Coordinamento unitario delle associazioni di categoria alle quali fanno riferimento i dottori commercialisti e gli esperti contabili è deciso ad incarnare una battaglia che da giorni sta iniziando a farsi sentire: la richiesta di proroga della deadline per la comunicazione dell’elenco delle operazioni rilevanti ai fini Iva. La scadenza, si ricorda, è posta al 12 novembre prossimo. Tuttavia, tenendo conto dei ritardi nella messa in funzione dei software, Vilma Iaria - Presidente ADC, Roberta Dell’Apa - Presidente AIDC, Marco Cuchel - Presidente ANC, Raffaele Marcello - Presidente UNAGRACO, Eleonora Di Vona - Presidente UNGDCEC, e Domenico Posca - Presidente UNICO scrivono sia al ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, che al direttore generale delle Entrate, Attilio Befera, protestando sui ritardi e pretendendo il rispetto dei diritti dei contribuenti e, di riflesso, degli intermediari fiscali.

L’iter del rilascio dei software e la protesta - Nell’articolata missiva inviata alle due alte cariche istituzionali, i leader delle associazioni di categoria sottolineano i diversi passaggi che hanno condotto all’impasse attuale. Tenendo sempre presente, abbondando coi promemoria, che la prima scadenza è fissata al 12 novembre, le associazioni ricordano che solo il 10 ottobre scorso è stato approvato e pubblicato il nuovo modello di comunicazione, indicato come comunicazione polivalente, e ritenuto inutile da parte degli stessi firmatari della lettera. Esattamente quindici giorni dopo, lo scorso 25 ottobre, l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato il modulo di controllo del file generato dai programmi software, per il quale vige a carico dei commercialisti l’obbligo di acquistarlo. Intanto le case produttrici dei software hanno iniziato a testarne i relativi aggiornamenti appena una settimana fa, il 28 ottobre. A questo punto, le associazioni di categoria che hanno inviato la lettera nella scorsa settimana, hanno lecitamente presupposto che le software house avrebbero impiegato qualche giorno per procedere con le operazioni di aggiornamento e con i test e, considerate le festività intercorse, si è finalmente giunti ad oggi, 4 novembre, data dalla quale gli intermediari fiscali potranno attivarsi con le prime elaborazioni. Fin qui non ci sarebbero obiezioni di sorta, se non fosse per quel piccolo promemoria posto all’inizio, vale a dire la scadenza posta al 12 novembre che, in parole povere, è il prossimo martedì. Sul punto il Coordinamento unitario scrive che “lo Statuto del contribuente obbliga l’Amministrazione a mettere a disposizione del contribuente gli strumenti necessari per assolvere gli obblighi imposti in tempi utili e comunque non è possibile prevedere adempimenti a carico del contribuente prima che sia decorso il termine di sessanta giorni dalla entrata in vigore o dalla conoscenza degli strumenti. Delle due una: o lo statuto del contribuente, L. 212/2000, non è applicabile all’Amministrazione Finanziaria oppure la scadenza del 12/11/2013 prevista dalla stessa Amministrazione non ha effetto. In attesa che il legislatore e l’Amministrazione Finanziaria si pronuncino sulla applicabilità dello statuto del contribuente, noi considereremo la scadenza della presentazione del ‘Modello di Comunicazione Polivalente’ esattamente al sessantesimo giorno dal 25 Ottobre 2013”.

La richiesta – Preso atto di quanto fin qui esposto, le sigle sindacali guidate da Vilma Iaria, Roberta Dell’Apa, Marco Cuchel, Raffaele Marcello, Eleonora Di Vona e Domenico Posca hanno sottolineato come i dottori commercialisti e gli esperti contabili siano seriamente intenzionati a non accettare una simile sottomissione all’Agenzia, la quale dal canto suo non pare dimostrare alcun rispetto nei confronti della professionalità dei suddetti intermediari fiscali e meno ancora nei confronti dei contribuenti da essi assistiti. A nulla serve pertanto la rassicurazione formulata da Befera, che ha annunciato tolleranza per quanti presenteranno in ritardo la comunicazione o commetteranno errori formali. Non è questa una soluzione che può soddisfare professionisti e contribuenti. Prendendo atto quindi dell’intricata situazione, il Coordinamento unitario chiede “1. che venga differita la scadenza del 12 e poi quella del 21 novembre per l’invio dello ‘Spesometro’ per manifesto spregio del comma 2 dell’art 3 dello Statuto dei diritti del contribuente, in base al quale ‘… le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti’; 2. che venga data concreta attuazione alle norme vigenti in tema di semplificazioni tributarie imponendo che d’ora in poi l’Amministrazione Finanziaria operi con congruo e doveroso anticipo le disposizioni tributarie e l’elaborazione delle specifiche tecniche indispensabili per gli adempimenti fiscali imposti ai contribuenti e ai loro consulenti applicando senza deroghe il disposto del comma 1 dell’art 3 dello Statuto dei diritti del contribuente per il quale ‘… le modifiche introdotte si applicano solo a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni che le prevedono.’ Qualora non pervenissero questa risposte, le Associazioni sindacali e i commercialisti sono pronti a chiamare a raccolta tutti i colleghi ed i loro clienti verso una qualsiasi forma di civile protesta”.

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