19 aprile 2013

Studi professionali: corsa alla Cig

Secondo le elaborazioni di Confprofessioni, 6.000 dipendenti in Cig nel 2012
Autore: Redazione Fiscal Focus

La cassa integrazione - La crisi è arrivata anche negli studi professionali e a farne le spese, oltre che i dipendenti, è anche l’attività del titolare. Infatti, secondo quanto comunicato da Confprofessioni, cha a sua volta ha elaborato i dati Inps, è emerso che nel 2012 gli studi professionali hanno ‘messo’ circa 6 mila dipendenti in Cassa integrazione in deroga per oltre 2 milioni di ore pagate. Sacrifici, questi, che sono stati imposti ai professionisti soprattutto a causa del ritardo dei pagamenti per prestazioni erogate. “Si tratta di un trend preoccupante, anche se i numeri sono abbastanza contenuti rispetto ad altri comparti produttivi. I dati rappresentano comunque un segnale d’allarme per un settore che da lavoro a circa 1 milione di persone in tutta Italia. Se poi si considera che gli studi professionali occupano mediamente 2,7 dipendenti emerge con tutta evidenza la difficoltà dei professionisti-datori di lavoro di fronte a una crisi che non accenna ad allentare la sua morsa”, ha affermato Gaetano Stella, ricordando altresì che il ricorso alla Cassa integrazione nel 2012 ha superato di quasi il 40% i dati del 2011, e a pagarne le conseguenze sono state figure quali segretarie, impiegate e assistenti di poltrona.

Ridurre i costi - I costi degli studi devono essere ridotti perché si restringono le risorse finanziarie, questo è il sunto di quanto è avvenuto lo scorso anno e che per quest’anno non rileva scenari differenti. “La crisi economica ha morso l’intero comparto, comprese le professioni tradizionalmente più anticicliche, come i notai, facendo registrare un calo del fatturato del 30% per dentisti, avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro, e del 25% circa per architetti, ingegneri e periti. Il quadro congiunturale degli studi è aggravato poi dalle difficoltà che le diverse aree professionali (economica, giuridica, sociale, tecnica e sanitaria) affrontano per l’incasso della parcella. In media i ritardi di pagamento si attestano intorno ai sei mesi ma in alcuni casi arrivano anche a un anno”, ha sottolineato Confprofessioni.

Le aree più colpite - Gli studi che hanno adottato in maggior misura la Cig sono quelli appartenenti all’area economico-giuridica, quindi avvocati, commercialisti e notai. Tant’è che è emerso un aumento della Cig negli studi legali (+347% rispetto al 2011) e notarili (dove il numero di dipendenti si è praticamente dimezzato, passando dai 70 mila del 2005 agli attuali 35 mila) e in quelli commerciali e tributari. “Nell’ambito delle professioni economiche è difficilissima la situazione negli studi che si occupano di gestione del personale in conto terzi, dove si è passati dai 28 dipendenti in Cigd nel 2011 agli attuali 922. Pesanti difficoltà si registrano anche nell’area sanitaria, dove le sofferenze maggiori si registrano tra gli odontoiatri e gli psicologi: questi ultimi con quasi 500 dipendenti in Cigd segnano un aumento del 488% rispetto al 2011. In affanno anche l’area tecnica: negli studi di architettura e ingegneria sono 365 i dipendenti in Cassa”, conclude Confprofessioni.

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