25 ottobre 2013

Studi professionali. Maggiori tutele per i dipendenti

È stato avviato un sistema di prestazioni integrative, per il triennio 2013-2015, in favore dei dipendenti degli studi professionali
Autore: Redazione Fiscal Focus

Premessa – Buone nuove per i dipendenti degli studi professionali. Infatti, lo scorso 22 ottobre è stato firmato l’accordo tra Confprofessioni e le organizzazioni sindacali di categoria (Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil) per disciplinare una serie di strumenti integrativi a tutela del reddito dei lavoratori finora esclusi da un sistema di ammortizzatori sociali a regime, così come previsto dal decreto 76/2013, convertito nella L. n. 99/2013. L’intesa raggiunta, che riguarda circa 1 milioni di occupati (ossia coloro che sono in regola con i versamenti alla bilateralità da almeno 18 mesi), consente ai dipendenti degli studi e delle società e aziende collegate di poter beneficiare di una serie di misure di sostegno al reddito - senza alcun aggravio a carico dei datori di lavoro professionisti - attraverso l’utilizzo delle risorse accantonate appunto dal sistema della bilateralità di settore composto dai tre organismi paritetici: Fondoprofessioni (il fondo interprofessionale per la formazione continua), Cadiprof (la Cassa di assistenza sanitaria integrativa) ed Ebipro (l'ente bilaterale nazionale).

Ambito di applicazione – Ad essere interessati dal suddetto accordo sono, attualmente, gli studi professionali fino a 15 dipendenti, mentre le più grandi non coperte da Cig ordinaria dovrebbero confluire nel fondo di solidarietà residuale previsto dall'articolo 3, comma 19, della riforma Fornero, da attivarsi dal 1° gennaio 2014.

La tutela al reddito – Il sostegno al reddito, valevole per il triennio “2013-2015”, si differenzia in tre casi ben precisi: sospensione dell'attività lavorativa, crisi aziendale e lavoratori a cui si applicano i contratti di solidarietà difensivi. Nel primo caso, vi è un intervento integrativo del 20% dell'indennità Aspi; a tal fine le parti dovranno attivarsi per stipulare una convenzione “tra Inps ed Ebipro che garantisca la sua erogazione per coloro che sono in regola con i versamenti al sistema della bilateralità”. Il secondo caso riguarda i lavoratori di strutture che percepiscono prestazioni di cassa integrazione in deroga, ai quali Ebipro riconoscerà un contributo orario pari al 20% della normale retribuzione oraria lorda per un massimo di 90 giorni di calendario. Le modalità sono ancora da definire. Infine, troviamo i lavoratori in solidarietà difensiva, i quali viene riconosciuto un anticipo del contributo ministeriale pari al 50% della retribuzione lorda persa, anche qui in base a un regolamento ancora da definire.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy