23 luglio 2015

Tagli costi fiscali. Le proposte dei commercialisti

Da adempimenti più snelli e certi a chiarezza sui versamenti, Cndcec al tavolo tecnico
Autore: Redazione Fiscal Focus

Confronti e proposte - È iniziato il processo di consultazione avviato dal governo in vista delle misure che andranno a ridurre del 30% i costi degli adempimenti fiscali. Alla prima riunione del tavolo tecnico voluto dal viceministro Luigi Casero, incaricato di seguire i lavori, ha preso parte anche una delegazione del Consiglio nazionale dei commercialisti, guidata dal presidente Gerardo Longobardi e dal consigliere Luigi Mandolesi, che ha presentato un voluminoso pacchetto di proposte di semplificazioni fiscali per imprese e contribuenti.

Il documento dei commercialisti
– Le proposte dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, come abbiamo accennato, sono state molte e tutte mirate a semplificare il rapporto dei contribuenti col Fisco, spesso polveroso e difficile. In primo luogo, la categoria si è focalizzata sulla necessità di definire un nuovo calendario per gli adempimenti fiscali, caratterizzato da una tempistica certa e la previsione di una proroga automatica dei termini di presentazione delle dichiarazioni e di versamento qualora si dovessero verificare dei ritardi nella disponibilità dei software. Insomma, si tratta chiaramente di proposte redatte in conformità ai principi sanciti dallo Statuto dei diritti del contribuente. Altra richiesta avanzata dalla categoria dei commercialisti riguarda l’abrogazione degli studi di settore per professionisti e lavoratori autonomi in genere, mentre per gli altri soggetti è stata proposta l’eliminazione dell’obbligo di indicazione di tutti i dati statistici non rilevanti ai fini della determinazione dei ricavi e compensi. Nel documento presentato al viceministro Casero, la delegazione guidata da Longobardi ha altresì inserito l’ipotesi di una sospensione feriale dei termini per la definizione degli avvisi bonari, risposte a richieste di documentazione e per qualsiasi richiesta istruttoria da parte degli organi di controllo (risposte a questionari, inviti a comparire, ecc.). “Tra le richieste anche quella della riapertura dei termini per lo scioglimento agevolato delle società di comodo. Per queste ultime, i commercialisti sottolineano anche che sarebbe importante, una completa riformulazione dei presupposti per l’applicazione del regime, nonché la rivisitazione della disciplina sulle società in perdita sistematica”. Fin qui le proposte hanno riguardato gli adempimenti e si è trattato chiaramente del ramo più corposo, che però non è stato l’unico. La categoria si è infatti soffermata anche sulla questione dei versamenti, in merito alla quale è stata formulata esplicita richiesta di ripristino della facoltà per i soggetti non titolari di partita IVA di presentare i mod. F24 cartacei in banca o Posta, l’abrogazione del mod. 770 semplificato e quella dei modelli Intrastat relativi agli acquisti di servizi generici.

Il punto del presidente
– Quanto fin qui esposto è la concreta espressione della volontà dei commercialisti di partecipare in maniera attiva al cambiamento fiscale del Paese. Sul punto, il numero uno della categoria, Gerardo Longobardi, ha concluso sottolineando come il tavolo tecnico indetto dal viceministro Casero si sia posto “l’importante obiettivo di una riduzione finalmente significativa e in tempi ragionevoli dei costi degli adempimenti fiscali nel nostro Paese. Costi che ricadono sia sulle imprese che sui cittadini, nonché sui professionisti, commercialisti in primis. Proprio questi ultimi sentono più di altri sulle loro spalle il peso di una macchina fiscale ancora troppo farraginosa. Quello che abbiamo presentato oggi al Viceministro Casero è solo il primo di una serie di documenti densi di proposte. La semplificazione fiscale è un obiettivo strategico per la nostra professione ma anche, e soprattutto, per il Paese. Nel momento in cui dichiariamo la soddisfazione per il nostro coinvolgimento in un tavolo che ci auguriamo raggiunga risultati concreti, ci impegniamo dunque a fornire il massimo contributo di idee e competenze”.

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