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La diffida - Le tariffe professionali sono state abrogate, per chi non lo avesse capito ancora scatta la diffida dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Ne sanno qualcosa i Consigli notarili di Milano, Bari e Verona che, dopo la riunione dell’Antitrust svoltasi lo scorso 30 maggio, si sono visti recapitare la diffida.
Le ragioni e le vicende - Il motivo che ha generato la reazione così dura dell’Autorità è da individuare nel fatto che i tre Consigli abbiano rispettivamente posto delle differenti intese che, secondo l’Antitrust, sarebbero state restrittive della concorrenza e avrebbero avuto come obiettivo la reintroduzione delle tariffe. Si ricorda, a tal proposito, che queste ultime erano state abrogate dalla legge quale parametro di riferimento per la determinazione dei compensi ed erano stati altresì introdotti dei provvedimenti disciplinari nell’eventualità in cui le categorie professionali non si fossero adeguate alla normativa. Il parere dell’Autorità è che i tre Consigli abbiano agito al fine di rendere vano l'intervento di liberalizzazione introdotto con il decreto legge ''Cresci Italia'. I tre Consigli, pur avendo percorso strade differenti, erano arrivati alla medesima conclusione, ossia quella di agganciare le tariffe richieste ai clienti assistiti a quelle ministeriali abrogate dal legislatore, applicando quindi il principio dell'adeguatezza del compenso alla prestazione professionale. Ora, per ottenere comunque un risultato omogeneo, evitando quindi l’insorgenza di comportamenti ‘controcorrente’ da parte degli iscritti, i Consigli adottavano una sorta di politica intimidatoria, in quanto spaventavano i professionisti con la minaccia di azioni disciplinari. In definitiva, avviando i tre procedimenti istruttori, l'Antitrust ha ottenuto dai tre Consigli il ritiro immediato degli atti che introducevano le tariffe abrogate.
Le sanzioni – Pertanto i Consigli notarili che sono venuti meno alle disposizioni del legislatore, si sono visti recapitare dei conti abbastanza salati. Per quel che concerne, ad esempio, il Consiglio meneghino, la sanzione da versare pretesa dall’Antitrust è stata pari a 99.403 euro. Ammonta invece a 10.227 euro quella richiesta al Consiglio notarile di Bari e a 20.445 euro quella del Consiglio notarile di Verona. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha effettuato il calcolo prendendo come riferimento i contributi associativi che devono versare i notai dei distretti di riferimento per le attività notarili.