22 marzo 2016

TERRORISMO e RICICLAGGIO: LONGOBARDI ALL'ONU

IL DISCORSO DEL PRESIDENTE AGLI STUDENTI DI TUTTO IL MONDO

Autore: ESTER ANNETTA

Il contrasto come strumento di crescita.
In questa formula apparentemente contraddittoria si potrebbe sintetizzare il senso del discorso tenuto dal Presidente del CNDCEC a New York, presso la sede dell’Onu, lo scorso 21 marzo, di fronte ad una platea di studenti delle scuole superiori e delle università, provenienti da varie parti del mondo.
Individuare i mezzi attraverso i quali ingenti capitali provengano o vadano distratti a vantaggio di attività illecite è un compito in cui diverse categorie di professionisti – commercialisti compresi – possono essere coinvolti. Il loro intervento può infatti risultare prezioso ove valga a segnalare e contrastare tutte quelle operazioni finanziarie che – passando attraverso le funzioni cui sono preposti – risultino sospette.
Il Presidente Longobardi – intervenendo all’iniziativa che si colloca nell’ambito di un progetto condiviso dal CNDCEC con l’Associazione diplomatici - ha così illustrato l’impegno ed i mezzi che i commercialisti, forti delle loro competenze e del supporto di una solida etica professionale che li rende senz’altro idonei paladini delle legalità, siano in grado di poter impiegare per contribuire alla lotta contro il finanziamento del terrorismo ed il riciclaggio di capitali, sottolineando come sia tuttavia fondamentale e ben più efficace che un tale obiettivo sia portato avanti a livello internazionale mediante un lavoro coordinato tra tutte le diverse forze che si oppongono a quel tipo di crimini. Difatti, trattandosi di reati diffusi su scala internazionale, anche l’impegno a contrastarli deve svolgersi su scala globale; e dunque, a partire dal sistema creditizio - che per primo rappresenta un sistema imponente di operazioni finanziarie – fino ad arrivare all’attività delle case da gioco, a quella svolta dagli agenti immobiliari e da diverse categorie professionali (avvocati, notai e commercialisti), tutti devono sentirsi chiamati a svolgere la funzione di validi ed efficaci presidi per la prevenzione degli illeciti.
Longobardi ha pure ricordato che il CNDCEC ha seguito, col proprio contributo tecnico e scientifico, la svolta di diversi Paesi – un tempo paradisi fiscali - nella direzione di rendere trasparenti e tracciabili tutte le operazioni finanziarie, con ciò ribadendo come sia rilevante il contributo di diversi operatori e di diverse professioni nel cercare soluzioni coordinate a questioni di portata diffusa ed attuare anche le giuste strategie di prevenzione. Ha quindi sottolineato come i commercialisti operino già da tempo in tale direzione, mediante una ricca cooperazione con i colleghi all’estero e con la Federazione europea (FEE) ed internazionale IFAC, attraverso cui si predispongono linee guida, codici di condotta ed altri strumenti che possano risultare idonei a comporre una normativa quanto più completa possibile per l’inquadramento di quei reati che sono rilevabili su scala internazionale ed approntare conseguentemente efficaci strumenti sanzionatori e di repressione.

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