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Il convegno nazionale dell’Associazione Nazionale Commercialisti (ANC) si apre con una riflessione sull’Unità di Italia, sulla storia del Paese fino a giungere alla moderna ricetta del federalismo fiscale. L’approfondimento ha il merito di chiarire, spiegare cosa sia realmente questo federalismo fiscale di cui tutti parlano, tutti criticano, ma in pochi conoscono dal punto di vista tecnico. Quel che è importante per i Commercialisti è capire il loro ruolo in questa nuova avventura e anche gli effetti che produrrà in termini di aumento/diminuzione delle imposte. In un primo momento è difficile credere che non ci saranno aumenti, ma, come in tutti i cambiamenti veri, bisogna per forza guardare al lungo periodo.
Ma il tema dell’unità, qui ad Agrigento, ha una doppia valenza: oltre che al l’anniversario dei 150 anni, il riferimento fatto, nella capitale mondiale della concordia, è rivolto anche ai sindacati. All’unificazione dell’ordine deve seguire quella dei sindacati secondo Giuseppe Pozzato, presidente ADC. Da qui il bisogno di parlare di prospettive comuni con tutte le sigle (UNGDCEC, ADC, ANDOC, UNAGRACO, AIDC).
Al dibattito interno, nel pomeriggio è seguito quello con le istituzioni, con la politica. per portare proposte e prospettive anche all’esterno della Categoria. L’ANC si è fatta promotrice di tre progetti di legge, raccogliendo le firme per la petizione popolare. La prima proposta riguarda lo slittamento delle scadenze di agosto. Le motivazioni della richiesta della proroga a regime delle scadenze di agosto, oltre ad essere motivate da fattori tipici dell'economia nazionale ad altissima vocazione turistica (voce tra le più importanti del bilancio dello Stato) sono dettate soprattutto, dal disagio e dalle difficoltà incontrate ogni anno dai professionisti che si vedono costretti a lavorare fino a ridosso del Ferragosto per essere costretti immediatamente, a rientrare in studio per i conseguenti adempimenti e contatti con i contribuenti, senza di fatto avere mai, durante l'anno, un attimo di tregua da dedicare anche alla famiglia. Si tratta anche di un mese a vocazione vacanziera nel quale i contribuenti andrebbero lasciati tranquilli. Per questo, sarebbe giusto spostare le scadenze previste in quel mese a settembre, anche con l’applicazione dello 0,40% (l’addizionale che sostituisce la sanzione in caso di superamento dei termini previsti). Il secondo Ddl riguarda, invece, la sospensione dei termini in caso di malattia o infortunio del professionista. Perché se, in prossimità di una scadenza, un professionista dovesse rimanere vittima di un infortunio grave o di una malattia, non solo sarebbe passibile di sanzioni, ma metterebbe anche il contribuente nelle condizioni di subire danni gravi. L’ultima proposta di legge che l’ANC vuole sostenere è quella relativa alla deduzione dei costi relativi all’aggiornamento professionale. I commercialisti sono i principali artefici del successo del Fisco telematico; sono obbligati a fare almeno 30 ore di formazione professionale, ma possono dedurre solo il 50% dei costi sostenuti per farla. In più, nel caso di trasferte effettuate per la formazione, i costi che vengono riconosciuti arrivano alla metà del 75%. Previsione che sfiora il paradosso e merita una modifica in senso migliorativo a favore dei professionisti.