6 maggio 2013

Unagraco: pronti a lavorare per la ripresa

Sui temi fiscali i commercialisti vogliono stare in prima linea. Si chiede sostegno anche alla previdenza.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Governo e ripresa - Il Congresso nazionale dell’Unagraco, svoltosi a Palermo, si è aperto con una profonda riflessione sui recenti mutamenti politici che hanno coinvolto il nostro Paese portandolo, dopo due mesi dalle elezioni, ad avere un governo ‘di conciliazione’, ossia caratterizzato dalle famigerate larghe intese. Il ruolo di questa nuova squadra esecutiva guidata dal presidente del Consiglio Enrico Letta sarà quello di traghettatore. In sostanza, entro i prossimi diciotto mesi il governo dovrà attuare e rendere operative delle riforme strutturali che possano dare slancio all’economia italiana, tuttora profondamente minata da una grave recessione. Il compito dei commercialisti in questo nuovo cammino sarà davvero molto importante, soprattutto perché saranno le materie fiscali quelle largamente coinvolte dal processo di ripresa che dovrà intraprendere l’Italia.

I commercialisti e la crescita del Paese - Il compito dei commercialisti, afflitti al momento dalla grave piaga che è l’assenza di governance, dovrà essere quello di lavorare in maniera fattiva per dare il proprio contributo alla crescita del Paese. Ad apertura del Congresso nazionale dell’Unagraco, il presidente della sigla sindacale, Raffaele Marcello, ha sottolineato questo compito alla luce anche degli encomiabili obiettivi che si è posto Enrico Letta nel suo programma. Il parere di Marcello, che ricordiamo essere uno dei due candidati alla vicepresidenza della categoria durante le ultime competizioni elettorali, è che il presidente del Consiglio abbia affondato il discorso i quelle che sono le reali problematiche del Paese, “proponendo misure operative che affiancano la crescita al rigore. I commercialisti sono disponibili ad individuare insieme al nuovo esecutivo interventi che possano sostenere la ripresa economica”. In aggiunta a ciò, Marcello ha altresì evidenziato le problematiche che, nel contesto attuale, incontrano i professionisti. “Il momento resta delicato – ha dichiarato - Ciò che accade ai professionisti riflette quello che è avvenuto nel resto del Paese. Auspichiamo che il dialogo possa riportare la categoria al centro del dibattito e soprattutto che i professionisti possano sentirsi nuovamente rappresentati”.

L’agenda di governo – Da quel che abbiamo letto negli ultimi giorni, i principali punti dell’agenda programmatica del governo Letta hanno carattere prettamente fiscale, rientrando quindi nell’ambito operativo della categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Ciascun iscritto ha infatti vissuto sulla propria pelle i danni e le difficoltà di un sistema impositivo e tributario da ristrutturare. Esempi di queste problematiche sono le scadenze poste le une a ridosso delle altre, gli adempimenti di anno in anno più onerosi, la morsa fiscale sul lavoro, per non parlare poi del capitolo Imu, sul quale il governo si è già espresso cancellando l’appuntamento di giugno. “Riteniamo che la revisione sia uno strumento importante per l’attività professionale, una nuova sfida per il futuro della categoria. L’Imu? Non avversiamo l’imposta, ma gli adempimenti che ne conseguono”, ha continuato Marcello in riferimento alla questione fiscale.

La previdenza e i professionisti – Il piano presentato del nuovo governo ha interessato quindi il capitolo welfare, trascinando con sé la questione sempre aperta delle casse di previdenza private alle quali fanno riferimento i professionisti. Sul punto è intervenuto Paolo Saltarelli, presidente della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri, anch’egli presente al convegno palermitano. "Auspichiamo che il nuovo governo guidato da Enrico Letta possa approntare misure di sostegno per le professioni, che vivono un momento di grande difficoltà. Penso ad esempio alla doppia tassazione a cui sono sottoposte le Casse di previdenza: una riduzione del prelievo fiscale permetterebbe agli Istituti di usare le somme risparmiate per interventi di welfare avanzato – ha sottolineato Saltarelli - L'extra gettito potrebbe essere utilizzato per aiutare i professionisti nel momento del bisogno. Inoltre si potrebbe pensare alla realizzazione, in sinergia con tutti gli Enti previdenziali, di un fondo di garanzia intercasse".

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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