23 maggio 2014

Ungdcec. Categoria verso nuova fase

Chiudere con le divisioni, costruire insieme il futuro dando maggiore fiducia ai giovani commercialisti.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Chiudere capitolo di scontri - La categoria non può più permettersi ulteriori guerre intestine. Questa è, in sintesi, la posizione espressa dalla giunta dell’Unione nazionale dei giovani dottori commercialisti e degli esperti contabili. Secondo l’associazione di categoria presieduta da Eleonora Di Vona, il nuovo appuntamento elettorale posto per il prossimo 16 luglio dovrebbe essere la definitiva chiusura di uno dei capitoli più tristi della categoria, caratterizzato da contrasti perenni e scontri quotidiani. “In questi giorni si sono susseguite notizie sugli organi di stampa dalle quali pare che si vada verso un’ipotesi di lista unica sulla base di una trovata sintesi, sia nella componente dottori, che in quella ragionieri. A seguito delle vicende che erano intervenute all’indomani del voto, poi invalidato dal Ministero, l’Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili si era già espressa invitando i principali attori a trovare una soluzione che conducesse ad un’unica lista. Troppo tempo è passato e troppo tempo la nostra categoria è rimasta senza una governance in grado di rappresentarla. Non ci possiamo davvero permettere altri contrasti o frizioni in questo momento delicato e drammatico per la categoria e per il Paese. Quanto accaduto deve invitare tutti i commercialisti a riflettere”. Un’esortazione alla riflessione è quindi quella proposta dall’Unione.

Costruire il futuro - I commercialisti non possono più indugiare, devono andare avanti per il bene dell’intera categoria ma anche in ragione di un apparato fiscale che necessita di una presenza tecnica costante e attiva. Il futuro del corpo professionale al quale appartengono i dottori commercialisti e gli esperti contabili dev’essere pertanto ricostruito all’insegna della collaborazione e della condivisione degli interessi. “Dobbiamo impiegare i prossimi due anni in primo luogo per tornare a questa normalità e ricostruire le fondamenta della categoria”.
Il prossimo Cndcec - Il nuovo Consiglio nazionale, che nascerà dalle consultazioni di luglio, dovrà essere volano della rinascita della categoria. Alla futura squadra governativa l’Unione chiede un serio lavoro mirato a recuperare tutto quanto è andato perduto in questi anni di forte divisione. In un percorso di tale natura non potrà quindi venir meno l’impegno e la partecipazione dei giovani professionisti che, a parere della sigla sindacale, sono i soggetti ai quali il futuro della categoria sta maggiormente a cuore poiché coincide col futuro personale, per questo sono “forse davvero più di tutti interessati ad una categoria forte ed autorevole”. Proprio in ragione di ciò, l’Unione sarà sempre vigile, seriamente intenzionata a dare una mano non facendo sconti a nessuno.

La nuova fase, il futuro e i giovani – L’Unione chiede quindi che si dia avvio a una nuova fase dove davvero i commercialisti della base possano essere i protagonisti indiscussi, i soggetti per i quali e coni quali lavorare. Una nuova fase nel corso della quale si possa lavorare per ripristinare il ruolo del commercialista sia per quel che concerne l’autorevolezza che ai fini del riconoscimento di competenza tecnica e scientifica da parte della collettività. “Un pensiero sentito va a tutti i colleghi che in questo periodo, restando in trincea con i loro clienti in questo momento di crisi, tra mille difficoltà, hanno tenuto alto il buon nome di una categoria che ha dato tanto all’economia del Paese e che ancora tanto certamente darà in futuro. I giovani, nonostante le asprezze del momento, sono ancora orgogliosi di essere commercialisti e questo aggrava ancora di più le responsabilità di chi si accinge a governare la categoria. Come giovani commercialisti abbiamo cercato di fare la nostra parte in questi anni per garantire, con i nostri eventi e le nostre iniziative, la presenza dei commercialisti nel Paese e nella politica e crediamo che questo impegno sia stato sentito ed apprezzato. Forti di questo lavoro fatto dal disinteressato impegno di centinaia di colleghi in tutta Italia, oggi con tutta la nostra energia chiediamo di arrivare in brevissimo tempo a una sintesi che dia alla categoria il suo Consiglio Nazionale”. Ha chiarito l’Unione, riconoscendo in chiusura che il compito sarà sicuramente arduo, soprattutto alla luce dei tempi che corrono. “Per conto nostro chiediamo come prima regola per chi rivestirà ruoli apicali nella categoria, di ricordare sempre che si è prima di tutto professionisti al servizio della collettività. Questo costituisce senza dubbio un buon inizio”. Quindi, buon lavoro a tutti.

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