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Il Governo e le professioni - E’ il caso di dire che per alcuni e importanti aspetti inerenti alla sfera delle professioni regolamentate, questo Governo di tecnici non convince. Eppure la speranza non accenna a lasciare il campo alla desolazione, in quanto può comunque correggere il tiro se prenderà in considerazione le proposte della categoria come una sorta di folgorazione sulla via di Damasco. Per il momento, però, da quel che è emerso per canali ufficiosi, le disposizioni non incontrano benevola accoglienza sul fronte dei professionisti, soprattutto per quel che riguarda i commercialisti e gli esperti contabili che vedono nei temi inerenti al collegio sindacale un affronto del tutto personale.
La delusione – Denso di delusione è l’intervento del presidente dell’Unione giovanile dei dottori commercialisti ed esperti contabili, Eleonora Di Vona. Il leader dei giovani professionisti ha sottolineato che se dovessero andare in porto le presunte modifiche agli articoli 2397 e 2477 del codice civile, così come parrebbe prevedere quello che da indiscrezioni sembrerebbe essere l’articolo 36 del dl. sulle semplificazioni, verrebbe meno una rosa di possibilità per i giovani commercialisti. La delusione ha due volti, secondo la Di Vona; da un lato vi sarebbe l’indignazione suscitata dalla presunta volontà di sopprimere i collegi sindacali dalle società a responsabilità limitata a prescindere dalle dimensioni, dall’altro emergerebbe lo scoraggiamento per l’introduzione dell’organo sindacale unico anche per molte spa. La guida del sindacato dei commercialisti ed esperti contabili under 35 ha chiarito con estrema onestà che è indubbio il fatto che i professionisti della propria categoria temono una tale disposizione anche in virtù di una possibile contrazione del proprio spazio operativo, ma allo stesso tempo afferma che l’importanza del ruolo dei collegi sindacali è fondamentale per l’effettuazione di controlli certi perso le società.
I controlli – Lungi dal ritenere che un collegio sindacale a tre o cinque membri sia garanzia di un controllo irreprensibile, Eleonora Di Vona non tralascia di porre in risalto la necessità che si punti al massimo livello qualitativo. Risultato che è evidente non si possa ottenere se ad effettuare il controllo verrà posta una sola persona. I controlli “devono esserci – afferma il presidente dell’Ungdcec – devono essere efficaci e devono essere capaci di indurre efficienza ne sistema economico”. Proprio in virtù di tale caratteristica alla base della funzione del collegio sindacale, non si può pensare che esso venga ridotto a un solo controllore. Se ciò dovesse definitivamente verificarsi verrebbe meno il principio di efficacia che ha la sua forza nel confronto tra più competenze individuali. “In quelle decisioni così gravi per la sopravvivenza dell’impresa – ha spiegato la Di Vona - la collegialità, il confronto tra professionisti che condividono le stesse responsabilità, diviene fondamentale”.
I giovani commercialisti – In definitiva, l’appello promosso dal presidente dell’Ungdcec ai giovani commercialisti è quello di mobilitarsi per la categoria e per il Paese, poiché solo manifestano il desiderio e la volontà di perseguire obiettivi legali si potrà raggiungere il duplice risultato del contenimento dei conti e l’argine degli atti socialmente illeciti.