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L’audizione - Come annunciato ieri, l’Unione nazionale dei giovani dottori commercialisti e degli esperti contabili sarà chiamata in audizione proprio oggi presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati. L’appuntamento al quale la sigla parteciperà con dichiarata soddisfazione avrà come tema focale il disegno di Legge C-2012 sul rientro dei capitali detenuti all’estero ed altre disposizioni urgenti in materia tributaria e contributiva. Nello specifico, l’Unione ha affermato che l’incontro di oggi rappresenta un’occasione di fondamentale importanza, in quanto consente alla categoria, per mezzo della sigla sindacale, di “far sentire la propria voce e, soprattutto, di dare il proprio contributo scientifico su un tema delicato che potrebbe interessare un’ enorme platea di contribuenti”.
La relazione – All’audizione prenderà parte una delegazione che presenterà un rapporto redatto da membri della Giunte e della Fondazione Studi. Questa relazione contiene le proposte che l’Unione intende presentare e sostenere nel corso dell’iter di conversione in legge del decreto legge n. 4 del 2013. “Con riferimento alla Voluntary Disclosure, le osservazioni contenute nel suddetto documento sono state elaborate tenendo conto dei condivisi obiettivi prefissati dal Governo italiano concernenti la volontà di pervenire ad un cospicuo rientro dei capitali dall’estero. In tale ottica è stato predisposto il suddetto elaborato, finalizzato dunque a proporre modifiche procedurali o normative volte ad agevolare ed incentivare i contribuenti italiani verso la regolarizzazione degli investimenti da essi costituiti e/o posseduti all’estero, in linea con i principi-guida elaborati dall’OCSE, richiamati dal Relatore della VI Commissione Permanente (Finanze) nel Disegno di Legge C-2012”, spiega il leader dell’Unione nella lettera diffusa ieri.
Le proposte – La rosa di proposte illustrata da Eleonora Di Vona è costituita da dodici punti sui quali la sigla sindacale intende focalizzare l’attenzione dei deputati membri della VI Commissione Permanente di Montecitorio. I temi di spunto e riflessione possono essere sintetizzati nei seguenti punti: introduzione di un contraddittorio preliminare in anonimato; eliminazione di alcuni obblighi antiriciclaggio a carico dei Professionisti; introduzione di un meccanismo forfettario di quantificazione delle imposte, delle sanzioni e degli interessi dovuti su “piccoli” patrimoni; circoscrizione del “nuovo” reato (ex art. 5-septies del Dl 167/1990) di esibizione di atti falsi e comunicazione di dati non rispondenti al vero, al soggetto “richiedente”; eliminazione dell’obbligo di giustificazione dei prelievi e/o della rilevanza reddituale per il percipiente; precisazione del ruolo degli “altri soggetti coinvolti” nella procedura; precisazione della non applicazione della “presunzione ex art. 12 Dl n. 78/2009”, relativamente ai periodi di imposta non più accertabili; introduzione dell’istituto della “compensazione”, anche relativamente alle somme dovute a seguito dell’adesione alla procedura di collaborazione volontaria; abbattimento alla metà dei minimi edittali delle sanzioni previste per le “omissioni da RW”, anche con riferimento alle violazioni sui redditi e in materia di successioni e donazioni; introduzione del limite temporale di un anno, riferito al “regime di controllo” delle somme rimpatriate a seguito dell’adesione alla collaborazione volontaria, al fine di considerare i capitali rimpatriati alla stregua di altri capitali non oggetto della procedura in quanto già regolari; destinazione delle risorse all’eliminazione dell’Irap a carico di piccoli imprenditori e professionisti senza organizzazione; precisazione dell’ambito di applicazione della presunzione di redditività delle somme possedute all'estero ex art. 6 del dl. 167/1990. Questi sono i temi espressamente indicati dall’Unione giovani come fulcro delle proposte che la stessa sigla avanzerà nel processo di conversione in legge del già citato D.L.
I chiarimenti - Nell’aggiungere poi una nota informativa, il presidente Di Vona sottolinea che il dimezzamento delle pene stabilite dagli artt. 2 e 3, del D.Lgs. n. 74/2000 (per il delitto di dichiarazione fraudolenta, come introdotto dalla lettera b), del comma 1, dell’art. 5-quinquies) non appare coerente con quanto previsto dai principi OCSE che mirano all’aumento del gettito e a un perfezionamento del tasso di adesione all’obbligo tributario presso i contribuenti, oltreché a un chiaro risparmio sul fronte del contenzioso anche di tipo penale. Per concludere, il numero uno dell’Unione chiarisce che l’audizione non mancherà si esaminare anche questioni relative alle misure in materia tributaria e di potenziamento della lotta all’evasione fiscale.
Rappresentanza e informazione - La Di Vona chiude sottolineando che sarà cura della sigla sindacale, “svolta l’audizione, divulgare il documento redatto per l’occasione ed aggiornare sugli sviluppi futuri che questo nostro contributo auspichiamo determini ai fini di un miglioramento operativo dello strumento”.