14 marzo 2012

Ungdcec: quale utilità per il nuovo istituto?

Autore: Redazione Fiscal Focus

Il nuovo istituto - Ancora maretta tra l’Agenzia delle Entrate e l’Unione giovani dottori commercialisti ed esperti contabili. L’associazione sindacale guidata da Eleonora Di Vona segnala una complicazione inerente al processo tributario che è stato fatto oggetto dell’introduzione del nuovo istituto consistente nel reclamo finalizzato alla mediazione tributaria. Il parere dell’Unione è che si sia al cospetto di “un puro e semplice ricorso amministrativo” valido solo per le controversie che abbiano un valore non superiore a 20.000 euro e del quale in contribuente potrà avvalersi solo prima di ricorrere al giudice tributario.

Il parere Ungdcec – Secondo l’Unione, si tratterebbe esclusivamente di un ricorso amministrativo, in quanto il cosiddetto “mediatore” sarà comunque appartenente al comparto dell’Amministrazione finanziaria che nella controversia risulta essere una delle due controparti. Pertanto, da ciò se ne deducono forti dubbi che l’Unione pone in evidenza.

Il dubbio – Il dubbio in merito all’utilità del nuovo istituto insorge nel momento in cui si prende atto, come spiega l’Unione giovani tramite un comunicato, che vi è già l’opportunità per il contribuente di “conciliare” con il Fisco. Dunque, a questo punto l’associazione sindacale presieduta da Di Vona non intravede il senso di un ennesimo onere per il contribuente. “Forse a dargli l'impressione che tanto e tale è il tempo, in cui rimane ‘in balia’ della sola amministrazione che gli è controparte, da indurlo a una definizione conciliativa per sfinimento, più che per reale convinzione dell'equità dell'accordo proposto? – si chiede l’Ungdcec - Si aggiungano poi le perplessità derivanti dal fatto che il ‘reclamo’, costituendo poi anche il vero e proprio ricorso avanti al giudice tributario, deve anticipare tutta la strategia difensiva che il contribuente intende adottare, con evidente vantaggio di solo una delle parti in causa: l’Agenzia delle Entrate”. Ciò detto, l’Unione ricorda che nei giorni scorsi l’Amministrazione finanziaria aveva promesso di chiarire la questione, promessa però rimasta non mantenuta. Pertanto, l’unica conclusione possibile è quella che nell’immediato l’Agenzia spieghi a mezzo di un comunicato l’utilità dell’introduzione del nuovo istituto in seno alla controversia tributaria.

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