13 gennaio 2012

UNGDCEC: soddisfazione al 4%

Autore: Daniela Lucia

L’unione dei giovani è soddisfatta dell’avvenuta approvazione, da parte anche del Tesoro dopo quella incassata dal Welfare, della delibera della CNPADC inerente in ritorno al contributi integrativo al 4%.

Il nulla osta - Qualcosa di nuovo è effettivamente accaduto sul fonte della previdenza del campo professionale. Lo si è potuto constatare nei giorni scorsi, la Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti ha incassato una vittoria insperata, almeno alla luce del percorso lungo il quale la questione si stava incamminando. Come già abbiamo illustrato su queste pagine, il mancato nulla osta da parte del Ministero guidato ad interim dal primo ministro Monti entro il 31 dicembre aveva gettato nello sconforto i commercialisti, cha a partire dal 1° gennaio avevano iniziato a fatturare con il contributo integrativo al 2%, in quanto la firma alla delibera presentata dalla Cassa guidata da Walter Anedda nel maggio scorso era stata posta solo dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali. Per quasi due settimane non si è più saputo quale criterio operativo applicare e lo spettro di una firma ad anno in corso, che le confuse conseguenze che avrebbe comportato, non aveva fatto altro che peggiorare la percezione di abbandono avvertita dai commercialisti e dagli esperti contabili. Tant’è che non poche sigle sindacali di categoria si erano dilungate nel commentare amaramente lo scarso interesse e l’evidente disattenzione palesata dal premier facente funzioni di ministro del Tesoro. Tuttavia, la serata di martedì 10 è stata particolarmente proficua per la Cassa e per l’intera categoria, in quanto finalmente il nulla osta è avvenuto e al provvedimento, nonché al decreto che da qui a breve verrà emanato, è stata attribuita una validità retroattiva, vale a dire che esso è entrato in vigore a partire dal 1° gennaio 2012, data per la quale si attendeva l’effettivo regime del contributo integrativo al 4% e l’innalzamento del contributo soggettivo all’11% in maniera immediata e al 12% negli anni a venire. L’unico onere per i commercialisti sarà quello di inoltrare ai clienti una nota di debito.

Il parere dell’UNGDCEC - Il risultato ottenuto, sebbene se ne sottolinei l’emblematico ritardo, è stato accolto di buon grado dalla maggior parte delle associazioni di categoria che dalla scorsa primavera si erano predisposte in attesa dell’avvio di suddetto regime. Non ultima ad esprimere il proprio plauso alla Cassa nazionale di previdenza e sicurezza dei dottori commercialisti è l’Unione giovanile presieduta da Eleonora Di Vona, che ha manifestato un’ampia soddisfazione alla luce del conseguimento del contributo integrativo al 4% sine die. Il parere dell’associazione è che il ripristino di un metodo di tale natura, che per la categoria è stato in vigore fino al 1987, è un adeguato strumento al fine di recuperare il sano equilibrio all’interno dell’apparato previdenziale che, secondo la sigla sindacale, aveva segnalato una grave iniquità intergenerazionale.

Gli auspici – A fronte del momento storico e politico che l’Italia sta vivendo, la categoria deve avere il coraggio, la forza e la volontà di affrontare di petto le avversità, al fine di trainarsi fuori dall’incedere insicuro e disequilibrato che finora è stato il riflesso di scelte governative infelici. Il parere dell’associazione guidata dalla Di Vona, è che sia ormai arrivato il momento di difendere senza indugi i “diritti acquisiti” nel corso degli anni, perché solo percorrendo un cammino di tale natura si può intravedere garanzia e tutela per gli iscritti. Tant’è che il progetto dell’Unione giovanile è quello di mettere insieme studi e proposte inerenti al sistema previdenziale, così da contribuire nel processo di riordino del settore in maniera produttiva. Nello specifico, un modus operandi di questa natura mira a recuperare terreno nel campo dei diritti ancora da acquisire, al fine anche di spianare la strada ai giovani che decidono di approcciarsi in maniera costruttiva alla professione.

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