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Con una nota stampa pubblicata il 5 giugno 2020, l’Inps ritorna sull’argomento “indennità Covid-19” per fornire chiarimenti in merito all’erogazione del bonus 600 euro. l’Istituto, in particolare, spiega come è stata risolta la problematica relativa ai professionisti che non risultavano iscritti alla Gestione Separata alla data del 23 febbraio 2020, pur avendo inviato all’Agenzia delle Entrate la comunicazione di inizio attività e quindi aperto la partiva IVA con decorrenza precedente al 23 febbraio 2020.
Preliminarmente, ricorda che il decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020, convertito in Legge n. 27/2020) prevede l’erogazione di una indennità di sostegno al reddito destinata ai lavoratori colpiti dall’emergenza epidemiologica da Covid-19.
Più nel dettaglio, il bonus di 600 euro, erogato dall’INPS su domanda, è rivolto ai liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 e iscritti alla Gestione Separata.
L’iscrizione permette all’Istituto di creare la posizione contributiva e l’aggiornamento degli eventi di interesse della posizione stessa, come la cessazione dell’attività o l’inizio di una nuova attività, al fine della corretta gestione della posizione previdenziale.
Per quanto attiene la problematica relativa ai professionisti che non risultavano iscritti alla Gestione Separata alla data del 23 febbraio 2020, pur avendo inviato all’Agenzia delle Entrate la comunicazione di inizio attività e quindi aperto la partiva IVA con decorrenza precedente al 23 febbraio 2020, l’Inps fa sapere che - dopo averla analizzata - ha provveduto a risolverla come di seguito descritto: