Investimenti esteri, quando la scatta la presunzione di fruttuosità
Le attività finanziarie detenute all’estero si presumono produttive di reddito, salvo prova contraria del contribuente. Documentazione idonea e corretta compilazione della dichiarazione diventano decisive per evitare l’imputazione di proventi presunti e possibili contestazioni
Autore: Francesco Paolo Fabbri
Le previsioni del D.L. 167/1990 sul monitoraggio fiscale delle attività detenute (non solamente) all’estero non si limita a prevedere obblighi dichiarativi, ma stabilisce anche specifiche presunzioni in ordine alla capacità reddituale degli investimenti esteri. Il legislatore ha in particolare…
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