7 ottobre 2025

Modello redditi PF 2025: come compilare il quadro RW

Speciale dichiarazioni n. 47 - 2025
Autore: Serena Pastore

Premessa

L’articolo 4, comma 1, D.L. n. 167/1990 prevede che le persone fisiche residenti in Italia che, nel periodo d’imposta, detengono investimenti all’estero o attività estere di natura finanziaria, suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia, sono tenute agli obblighi di monitoraggio fiscale, attraverso l’indicazione dei relativi valori nel quadro RW della dichiarazione annuale dei redditi.

La compilazione del suddetto quadro RW assolve un duplice obiettivo:

  • monitoraggio fiscale, da soggetti residenti in Italia che detengono investimenti all’estero e attività estere di natura finanziaria a titolo di proprietà o di altro diritto reale indipendentemente dalle modalità della loro acquisizione;
  • determinazione dell’imposta sul valore degli immobili all’estero (IVIE) e dell’imposta sul valore dei prodotti finanziari dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all’estero (IVAFE).

IVIE - Imposta sul Valore degli Immobili all’Estero, disciplinata dall’art. 19, comma 13 e seguenti, del D.L. n. 201/2011. Tale imposta prende in considerazione gli immobili situati all’estero detenuti dalle persone fisiche residenti in Italia, pertanto, anche i cittadini stranieri ed extracomunitari, con residenza in Italia.

IVAFE - Imposta sul valore delle attività all’estero, disciplinata dall’articolo 19 commi da 13 a 23, D.L. n. 201/2011. Prende in considerazione le attività finanziarie detenute all’estero dalle persone fisiche residenti in Italia, e quindi anche gli stranieri residenti in Italia ai fini fiscali per la maggior parte del periodo di imposta.

Il quadro RW deve essere compilato anche per assolvere agli obblighi del versamento dell’imposta sul valore delle cripto-attività.

L’obbligo di comunicazione ai fini del monitoraggio fiscale prevede che nel quadro W sia indicata la consistenza degli investimenti e delle attività detenute all’estero nel periodo d’imposta; questo obbligo sussiste anche se il contribuente nel corso del periodo d’imposta ha totalmente disinvestito.

L’obbligo di monitoraggio non sussiste per i depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d’imposta non sia superiore a 15.000 euro. Resta fermo l’obbligo di compilazione del quadro RW qualora sia dovuta l’IVAFE.
Il quadro RW non va compilato per le attività finanziarie e patrimoniali affidate in gestione o in amministrazione agli intermediari residenti e per i contratti comunque conclusi attraverso il loro intervento, qualora i flussi finanziari e i redditi derivanti da tali attività e contratti siano stati assoggettati a ritenuta o imposta sostitutiva dagli intermediari stessi.

L’obbligo di monitoraggio non sussiste, inoltre per:

  • le persone fisiche che prestano lavoro all’estero per lo Stato italiano, per una sua suddivisione politica o amministrativa o per un suo ente locale e le persone fisiche che lavorano all’estero presso organizzazioni internazionali cui aderisce l’Italia la cui residenza fiscale in Italia sia determinata, in deroga agli ordinari criteri previsti dal TUIR, in base ad accordi internazionali ratificati;
  • i contribuenti residenti in Italia che prestano la propria attività lavorativa in via continuativa all’estero in zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi con riferimento agli investimenti e alle attività estere di natura finanziaria detenute nel Paese in cui svolgono la propria attività lavorativa.

L’esonero viene riconosciuto solo qualora l’attività lavorativa all’estero sia stata svolta in via continuativa per la maggior parte del periodo di imposta e a condizione che entro sei mesi dall’interruzione del rapporto di lavoro all’estero, il lavoratore non detenga più le attività all’estero.

Diversamente, se il contribuente entro tale data non ha riportato le attività in Italia o dismesso le stesse, è tenuto ad indicare tutte le attività detenute all’estero durante l’intero periodo d’imposta.

Qualora il contribuente sia esonerato dal monitoraggio, è in ogni caso tenuto alla compilazione della dichiarazione per l’indicazione dei redditi derivanti dalle attività estere di natura finanziaria o patrimoniale nonché del presente quadro per il calcolo dell’IVIE e dell’IVAFE.

Soggetti tenuti agli obblighi di monitoraggio
  • titolari delle attività detenute all’estero,
  • coloro che ne hanno la disponibilità o la possibilità di movimentazione (come, ad esempio, la delega al prelievo su un conto corrente estero);
  • persone fisiche che, pur non essendo possessori diretti degli investimenti esteri e delle attività estere di natura finanziaria, sono “titolari effettivi” come definito dalla normativa antiriciclaggio.
Comunione o cointestazioneciascun soggetto intestatario deve compilare il quadro con riferimento all’intero valore delle attività e con l’indicazione della percentuale di possesso.
Più diritti realisono tenuti all’effettuazione dell’adempimento sia il titolare del diritto di usufrutto sia il titolare della nuda proprietà
Delega al prelievoIl soggetto è tenuto alla compilazione del quadro salvo che non si tratti di mera delega ad operare per conto dell’intestatario, come nel caso di amministratori di società.

L’obbligo di compilazione del quadro RW sussiste anche nel caso in cui le attività siano possedute dal contribuente per tramite di interposta persona.

SituazioneCosa deve indicare il contribuente nel Quadro RWNote e precisazioni
Investimento o attività finanziaria detenuta direttamente all’estero
  • Valore dell’investimento o attività;
  • Quota di possesso (%).
Obbligo sempre presente per investimenti o attività estere dirette.
Partecipazione in società estera residente in Paese collaborativo (trasparente)
  • Valore della partecipazione nella società estera;
  • Percentuale di partecipazione;
  • Codice fiscale o identificativo della società estera.
Obbligo per chi è “titolare effettivo” secondo la normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007).
Partecipazione in società residente in Paese non collaborativo (black list)
  • Valore degli investimenti esteri detenuti dalla società e delle attività estere finanziarie intestate alla società;
  • Percentuale di partecipazione nella società.
Si applica l’approccio “look through”: si guarda al valore effettivo dei beni detenuti nei Paesi non collaborativi. Obbligo finché nella catena partecipativa c’è almeno una società in tali Paesi e vi è controllo ai sensi antiriciclaggio.
Partecipazione in società di diritto estero (generale)L’obbligo di dichiarazione vale solo per le società estere, non per società italiane che investono all’estero.Partecipazioni in società italiane che investono all’estero non obbligano alla dichiarazione, salvo cumulo con altre partecipazioni che configurano titolarità effettiva estera.
Partecipazione in società residenti italiane + partecipazioni estere che nel complesso configurano “titolare effettivo”
  • Valore complessivo della partecipazione nella società estera (diretta e indiretta);
  • percentuale di partecipazione complessiva (considerando effetto demoltiplicativo).
L’obbligo nasce solo se, combinando le partecipazioni, il contribuente è titolare effettivo di attività estere.
Partecipazioni in società estere quotate in mercati regolamentati (UE o standard equivalenti)valorizzazione diretta nel quadro RWIn questo caso non si verifica la qualifica di “titolare effettivo”, ma le partecipazioni vanno comunque indicate per valore.
Titolare effettivo tramite entità giuridiche diverse dalle società (es. trust, fondazioni)
  • Valore degli investimenti e delle attività estere intestate all’entità;
  • Percentuale di patrimonio posseduta nell’entità.
Rilevano sia le entità residenti in Italia sia quelle estere, a prescindere dallo Stato in cui sono istituite.
Gli investimenti

Gli investimenti sono i beni patrimoniali collocati all’estero e che sono suscettibili di produrre reddito imponibile in Italia.

Queste attività vanno sempre indicate nel quadro RW indipendentemente dalla effettiva produzione di redditi imponibili nel periodo d’imposta (ad esempio, gli immobili esteri, gli oggetti preziosi all’estero anche se custoditi in cassette di sicurezza, oppure le imbarcazioni iscritte nei pubblici registri esteri).

Vanno altresì indicate le attività patrimoniali detenute per il tramite di soggetti localizzati in Paesi diversi da quelli collaborativi nonché in entità giuridiche italiane o estere, diverse dalle società, qualora il contribuente risulti essere “titolare effettivo”.

Sono considerati “detenuti all’estero”, ai fini del monitoraggio, gli immobili ubicati in Italia posseduti per il tramite fiduciarie estere o di un soggetto interposto residente all’estero.

Attività estere di natura finanziaria

Le attività estere di natura finanziaria sono quelle attività da cui derivano redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria di fonte estera.

Queste attività vanno sempre indicate nel quadro RW in quanto di per sé produttive di redditi di fonte estera imponibili in Italia (ad esempio, le attività i cui redditi sono corrisposti da soggetti non residenti, tra cui, le partecipazioni al capitale o al patrimonio di soggetti non residenti, le obbligazioni estere, gli investimenti e i metalli preziosi detenuti all’estero).

Il contribuente dovrà compilare il quadro RW per assolvere sia agli obblighi di monitoraggio fiscale che per il calcolo delle imposte dovute (IVIE, IVAFE e imposta sul valore delle cripto-attività).

In caso sia richiesto di assolvere ai soli obblighi di monitoraggio, va barrata la colonna 16 e le caselle relative alla liquidazione delle imposte non dovranno essere compilate.

Occorre compilare il quadro anche se l’investimento non è più posseduto al termine del periodo d’imposta (ad esempio nel caso di un conto corrente all’estero chiuso nel corso del 2024).

Gli obblighi dichiarativi non sussistono per gli immobili situati all’estero per i quali non siano intervenute variazioni nel corso del periodo d’imposta, fatti salvi i versamenti dovuti relativi all’IVIE. Ai soli fini della corretta determinazione dell’IVIE complessivamente dovuta, in caso di variazioni intervenute anche per un solo immobile, il quadro va compilato con l’indicazione di tutti gli immobili situati all’estero compresi quelli non variati.

L’IVIE

Il possesso di immobili situati all’estero, da parte di soggetti residenti fiscalmente in Italia, costituisce presupposto per l’imposta patrimoniale sul valore degli immobili all’estero.

Oggetto dell’imposta

Il possesso a qualunque titolo di immobili situati all’estero:

  • fabbricati;
  • aree fabbricabili;
  • terreni.
Esclusione

Sono esclusi dall’applicazione del tributo, salvo che le medesime non risultino classificabili nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (articolo 19, comma 15-bis, del, D.L., n. 201/2011):

  • l’abitazione principale e le relative pertinenze;
  • la casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

La Legge di Stabilità 2016 (Legge n. 208/2015) ha apportato una modifica alla disciplina dell’IVIE. Dal 1° gennaio 2016, tale imposta non si applica al possesso dell’abitazione principale e delle relative pertinenze e alla casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di un provvedimento di separazione.

L’imposta è dovuta in proporzione alla quota di possesso e al periodo dell’anno nel quale si è protratto il possesso, computando per mese intero quello nel quale il possesso si è protratto per almeno quindici giorni.

Base imponibile
  • per i Paesi appartenenti alla Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo (Norvegia e Islanda) che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, il valore da utilizzare è prioritariamente quello catastale, così come è determinato e rivalutato nel Paese in cui l’immobile è situato, per l’assolvimento di imposte di natura reddituale o patrimoniale, oppure di altre imposte determinate sulla base del valore degli immobili, anche se gli immobili sono pervenuti per successione o donazione. In mancanza del valore catastale, si fa riferimento al costo che risulta dall’atto di acquisto e, in assenza, al valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile.
  • Per gli altri Stati, il valore dell’immobile è costituito dal costo risultante dall'atto di acquisto o dai contratti e, in mancanza, dal valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l'immobile.
Aliquote dell’impostasono differenziate in base alla destinazione dell’immobile
Immobile% IVIEDetrazione
Generalità degli immobili (l’imposta è dovuta solo se l’importo risulta superiore alla franchigia di euro 200,00)1,06%Nessuna
Immobili adibiti ad abitazione principale od assegnati al coniuge separato/divorziato (abitazioni “di lusso”)0,40%200,00 euro

IVIE - Determinazione del valore – immobili situati in Europa

Per gli immobili situati in Paesi appartenenti alla Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo (SEE) che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, il valore da utilizzare al fine della determinazione dell’imposta è prioritariamente quello catastale, come determinato e rivalutato nel Paese in cui l’immobile è situato ai fini dell’assolvimento di imposte di natura reddituale o patrimoniale ovvero di altre imposte determinate sulla base del valore degli immobili, anche se gli immobili sono pervenuti per successione o donazione. (Circ. n°28/2012).

Nel caso in cui ad uno stesso immobile siano attribuibili diversi valori catastali ai fini delle imposte reddituali e delle imposte patrimoniali, deve essere preso in considerazione il valore catastale utilizzabile ai fini delle imposte patrimoniali, comprese quelle di competenza di enti locali e territoriali.

Pertanto, per gli immobili nei predetti Stati si assume direttamente il valore catastale, intendendosi per tale il valore dell’immobile preso a base per la determinazione di imposte ivi dovute. 

In mancanza del valore catastale, si deve fare riferimento al costo risultante dall’atto di acquisto e, in assenza, al valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile. 

Per evitare disparità di trattamento tra contribuenti che hanno acquisito l’immobile in epoche diverse, qualora la legislazione estera preveda un valore espressivo del reddito medio ordinario e non vi siano meccanismi di moltiplicazione e rivalutazione analoghi a quelli previsti dalla legislazione italiana, può essere assunto come base imponibile dell’IVIE il valore dell’immobile che risulta dall’applicazione al predetto reddito medio ordinario dei coefficienti stabiliti ai fini dell’IMU.

In questa ipotesi, il reddito medio ordinario è assunto tenendo conto di eventuali rettifiche previste dalla legislazione locale. È il caso, ad esempio, degli immobili siti in Francia, laddove il valore locativo catastale presunto è abbattuto del 50 per cento ai fini dell’applicazione della tax fonciere.

L’IVAFE

Le persone fisiche residenti in Italia che detengono all’estero prodotti finanziari, conti correnti e libretti di risparmio, devono versare un’imposta sul loro valore: l’Ivafe.

L’imposta, calcolata sul valore dei prodotti finanziari e dovuta proporzionalmente alla quota di possesso e al periodo di detenzione, è pari al 2 per mille.

Per i prodotti finanziari detenuti in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati dal decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 4 maggio 1999 e successive modifiche, dal 2024 l’imposta è stabilita nella misura del 4 per mille annuo (legge di bilancio 2024 – articolo 1, comma 91, lettera b).

Per i conti correnti e i libretti di risparmio detenuti all’estero dalle persone fisiche l’imposta è stabilita nella misura fissa di 34,20 euro per ciascun conto corrente o libretto di risparmio detenuti all’estero (100 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche).

L’imposta non è dovuta quando il valore medio di giacenza annuo risultante dagli estratti conto e dai libretti non è superiore a 5.000 euro. A tal fine occorre tener conto di tutti i conti o libretti detenuti all’estero dal contribuente presso lo stesso intermediario, a nulla rilevando il periodo di detenzione del rapporto durante l’anno. Se il contribuente possiede rapporti cointestati, al fine della determinazione del limite di 5.000 euro si tiene conto degli importi a lui riferibili pro quota.

Base imponibile

Il valore dei prodotti finanziari è costituito dal valore di mercato, rilevato al termine di ciascun anno solare nel luogo in cui le stesse sono detenute, anche utilizzando la documentazione dell’intermediario estero di riferimento per le singole attività o dell’impresa di assicurazione estera. Se al 31 dicembre le attività non sono più possedute, si fa riferimento al valore di mercato rilevato al termine del periodo di possesso.

Per le attività finanziarie che hanno una quotazione nei mercati regolamentati deve essere utilizzato questo valore. Per le azioni, obbligazioni e altri titoli o strumenti finanziari non negoziati in mercati regolamentati e, comunque, nei casi in cui le attività finanziarie quotate siano state escluse dalla negoziazione, occorre far riferimento al valore nominale o, in mancanza, al valore di rimborso, anche se rideterminato ufficialmente.

Se il titolo ha sia il valore nominale sia quello di rimborso, la base imponibile è costituita dal valore nominale. Quando, invece, manca sia il valore nominale sia il valore di rimborso, la base imponibile è costituita dal valore di acquisto dei titoli.

Dall’imposta dovuta si detrae, fino a concorrenza del suo ammontare, un credito d’imposta pari all’ammontare dell’eventuale imposta patrimoniale versata nello Stato in cui i prodotti finanziari, i conti correnti e i libretti di risparmio sono detenuti. Il credito non può in ogni caso superare l’imposta dovuta in Italia.

Non spetta alcun credito d’imposta se con il Paese nel quale è detenuta l’attività finanziaria è in vigore una convenzione per evitare le doppie imposizioni (riguardante anche le imposte di natura patrimoniale) che prevede, per l’attività, l’imposizione esclusiva nel Paese di residenza del possessore. In questi casi, per le imposte patrimoniali eventualmente pagate all’estero può essere chiesto il rimborso all’Amministrazione fiscale del Paese in cui le suddette imposte sono state applicate nonostante le disposizioni convenzionali.

Valorizzazione degli investimenti e delle attività di natura finanziaria

Per l’individuazione del valore degli immobili situati all’estero devono essere adottati gli stessi criteri validi ai fini dell’IVIE, anche se non dovuta.

Il valore dell’immobile è costituito dal costo risultante dall’atto di acquisto o dai contratti da cui risulta il costo complessivamente sostenuto per l’acquisto di diritti reali diversi dalla proprietà e, in mancanza, secondo il valore di mercato rilevabile al termine dell’anno (o del periodo di detenzione) nel luogo in cui è situato l’immobile.

Immobili acquisiti per successione o donazioneIl valore è quello dichiarato nella dichiarazione di successione o nell’atto registrato o in altri atti previsti dagli ordinamenti esteri con finalità analoghe; in mancanza, si assume il costo di acquisto o di costruzione sostenuto dal de cuius o dal donante come risulta dalla relativa documentazione.
Immobili situati in Paesi appartenenti all’UEIl valore è quello catastale o, in mancanza, il costo risultante dall’atto di acquisto o, in assenza, il valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile.

Per l’individuazione del valore dei prodotti finanziari devono essere adottati gli stessi criteri validi ai fini dell’IVAFE. Pertanto, il valore è pari al valore di quotazione rilevato al 31 dicembre o al termine del periodo di detenzione. Per i titoli non negoziati in mercati regolamentati e, comunque, nei casi in cui i prodotti finanziari quotate siano state escluse dalla negoziazione si deve far riferimento al valore nominale o, in mancanza, al valore di rimborso, anche se rideterminato ufficialmente.

Nel caso in cui siano ceduti prodotti finanziari appartenenti alla stessa categoria, acquistati a prezzi e in tempi diversi, per stabilire quale dei prodotti finanziari è detenuta nel periodo di riferimento il metodo che deve essere utilizzato è il cosiddetto “L.I.F.O.” e, pertanto, si considerano ceduti per primi quelli acquisiti in data più recente.

Per esigenze di semplificazione, il contribuente indica, per ciascuna società o entità giuridica, il valore complessivo di tutti i prodotti finanziari e patrimoniali di cui risulta essere il titolare effettivo, avendo cura di predisporre e conservare un apposito prospetto in cui devono essere specificati i valori delle singole attività. Detto prospetto deve essere esibito o trasmesso, su richiesta, all’Amministrazione Finanziaria.

In presenza di più operazioni della stessa natura, il contribuente può aggregare i dati per indicare un insieme di prodotti finanziari omogenei caratterizzati, cioè, dai medesimi codici “investimento” e “Stato Estero”.

In tal caso il contribuente indicherà nel quadro RW i valori complessivi iniziali e finali del periodo di imposta, la media ponderata dei giorni di detenzione di ogni singolo prodotto finanziario rapportato alla relativa consistenza, nonché l’IVAFE complessiva dovuta.

Per le attività finanziarie l’importo da indicare nel quadro è prioritariamente pari al valore che risulta dal documento di rendicontazione predisposto dall’istituto finanziario estero o al valore di mercato, a condizione che siano coincidenti.

La compilazione del quadro RW

Righi da RW1 a RW5
Col. 1indicare il codice che contraddistingue a che titolo i beni sono detenuti:
1Proprietà
2Usufrutto
3Nuda proprietà
4altro (altro diritto reale, beneficiario di trust, ecc.)
Col. 2Cod. 1se il contribuente è un soggetto delegato al prelievo o alla movimentazione del conto corrente;
Cod. 2se il contribuente risulta il titolare effettivo.
Col. 3indicare il codice di individuazione del bene.
Col. 4

indicare il codice dello Stato estero, rilevato dalla tabella 10 “Elenco Paesi e Territori esteri” posta in Appendice alle istruzioni del fascicolo I (pag. 175)

Tale codice non è obbligatorio nel caso di compilazione per dichiarare “valute virtuali”.

Col. 5indicare la quota di possesso (in percentuale) dell’investimento situato all’estero;
Col.6indicare il codice che contraddistingue il criterio di determinazione del valore:
1valore di mercato;
2valore nominale;
3valore di rimborso;
4costo d’acquisto;
5valore catastale;
6valore dichiarato nella dichiarazione di successione o in altri atti.
Col. 7indicare il valore all’inizio del periodo d’imposta o al primo giorno di detenzione dell’attività;
Col. 8

indicare il valore al termine del periodo di imposta ovvero al termine del periodo di detenzione dell’attività.

Per i conti correnti e libretti di risparmio va indicato il valore medio di giacenza.

Col. 9indicare l’ammontare massimo che il prodotto finanziario ha raggiunto nel corso del periodo d’imposta se il prodotto riguarda conti correnti e libretti di risparmio detenuti in Paesi non collaborativi;
Col. 10

indicare il numero di giorni di detenzione per i beni per i quali è dovuta l’IVAFE o l’imposta sulle cripto-attività.

Il campo va compilato solo nel caso in cui sia dovuta l’IVAFE ovvero l’imposta sulle cripto-attività.

Col. 11

indicare il numero di mesi di possesso per i beni per i quali è dovuta l’IVIE.

Si considerano i mesi in cui il possesso è durato almeno 15 giorni.

Il campo va compilato solo nel caso in cui sia dovuta l’IVIE.

Col. 12

riportare il credito d’imposta pari al valore dell’imposta patrimoniale versata nello Stato in cui è situato l’immobile o prodotto finanziario nonché cripto attività.

L’importo indicato in questa colonna non può comunque essere superiore all’ammontare dell’imposta dovuta indicata in colonna 29 o 31 o 33.

Col. 13

riportare la detrazione di 200 euro rapportata al periodo dell’anno durante il quale l’immobile e relative pertinenze sono state adibite ad abitazione principale.

Se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.

Il campo va compilato solo nel caso in cui sia dovuta l’IVIE.

Col. 14va indicato un codice per indicare la compilazione di uno o più quadri reddituali conseguenti al cespite indicato oggetto di monitoraggio ovvero se il bene è infruttifero. In particolare, indicare:
1compilazione quadro RL;
2compilazione quadro RM;
3compilazione quadro RT;
4compilazione contemporanea di due o tre quadri decritti con i codici precedenti;
5nel caso in cui i redditi relativi ai prodotti finanziari verranno percepiti in un successivo periodo d’imposta ovvero se i predetti prodotti finanziari sono infruttiferi. In questo caso è opportuno che gli interessati acquisiscano dagli intermediari esteri documenti o attestazioni da cui risulti tale circostanza;
Col. 15indicare la percentuale di partecipazione nella società o nell’entità giuridica nel caso in cui il contribuente risulti titolare effettivo;
Col. 16La colonna va barrata nel caso in cui il contribuente adempia ai soli obblighi relativi al monitoraggio fiscale, ma per qualsiasi ragione non è tenuto alla liquidazione della IVIE ovvero dell’IVAFE ovvero delle cripto-attività;
Col. 17inserire il codice fiscale o il codice identificativo della società o altra entità giuridica nel caso in cui il contribuente risulti titolare effettivo (in questo caso la colonna 2 va compilata con il codice 2 e la colonna 15 va compilata con la percentuale relativa alla partecipazione);
Col. 18 e 19

inserire i codici fiscali degli altri soggetti che a qualsiasi titolo sono tenuti alla compilazione della presente sezione nella propria dichiarazione dei redditi.

Nel caso in cui i cointestatari siano più di due barrare la colonna 20.

Col. 21barrare nel caso di prodotti finanziari detenuti in stati o territori a regime fiscale privilegiato.
Col. 29

riportare l’IVAFE calcolata rapportando il valore indicato in colonna 8 alla quota e al periodo di possesso. In particolare:

  • lo 0,20 per cento per i prodotti finanziari diverse dai conti correnti e libretti di risparmio, ovvero lo 0,40% per i prodotti finanziari detenuti in stati o territori a regime fiscale privilegiato per i quali è stata barrata la colonna 21;
  • in misura fissa pari a 34,20 euro, rapportati alla quota e al periodo di possesso, per i conti correnti e libretti di risparmio (codice 1 nella colonna 3). In presenza di più conti presso lo stesso intermediario, per la verifica del superamento del limite va calcolato il valore medio di giacenza complessivo, sommando il valore di tutti i conti.

Esempio - due conti correnti presso lo stesso intermediario

Conto APossesso 100%365 giorniValore medio 1.000 €
Conto BPossesso 50%365 giorniValore medio 7.000 €
Totale valore medio = 1.000 + (7.000 x 0,5) = 4.500 euro

Il valore medio di giacenza complessivo (pro quota) è inferiore a 5.000 euro, l’imposta non è dovuta.

In ogni caso il contribuente dovrà compilare il quadro RW ai fini dei soli obblighi di monitoraggio qualora i depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero abbiano un valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d’imposta superiore a 15.000 euro.

Conto APossesso 50%365 giorniValore medio 5.000 €
Conto BPossesso 100%365 giorniValore medio 3.000 €

Il valore medio di giacenza complessivo (pro quota) è ((5.000 x 0,5) + 3.000) = 5.500 euro, pertanto è dovuta la relativa imposta. 

In questo caso vanno compilati due distinti righi del quadro RW e il valore medio da indicare nella colonna 8 di entrambi i righi è “5.500”, mentre nella colonna 11, rigo RW1, relativo al primo conto corrente va indicato “17” dato da ((34,20 * 50% (365/365)) e nella colonna 11, rigo RW2, relativo al secondo conto corrente va indicato 34,20 euro dato da ((34,20 100%*(365/365)).

Col. 30indicare l’IVAFE dovuta pari alla differenza tra l’imposta calcolata (colonna 29) e il credito d’imposta spettante (colonna 12);
Col. 31

riportare l’IVIE calcolata rapportando il valore indicato in colonna 8 alla quota e al periodo di possesso. In particolare:

  • l’aliquota dello 1,06 per cento;
  • l’aliquota dello 0,40 per cento per l’immobile, e relative pertinenze, se adibito ad abitazione principale (in questo caso in colonna 3 indicare il codice 19) solo per le unità immobiliari che in Italia risultano classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Dal 1° gennaio 2016, infatti, l’IVIE non si applica al possesso dell’abitazione principale e delle relative pertinenze nonché alla casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio (art. 1 comma 16 legge n. 208 del 2015) che non risultano classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;.
Col. 32indicare l’IVIE dovuta pari alla differenza tra l’imposta calcolata (colonna 31) e il credito d’imposta spettante (colonna 12) e la detrazione (colonna 13);
Col. 33riportare l’imposta sulle cripto-attività (codice 21 da inserire in colonna 3), calcolata rapportando il valore indicato in colonna 8 alla quota e al periodo di possesso. Tale imposta è pari allo 0,20 per cento;
Col. 34

indicare l’imposta sulle cripto attività dovuta pari alla differenza tra l’imposta calcolata (colonna 33) e il credito d’imposta spettante (colonna 12).

Nel caso in cui sono stati utilizzati più moduli va compilato esclusivamente il rigo RW6 e/o RW7 e/o RW8 del primo modulo indicando in ciascuno di essi il totale di tutti i righi compilati.

Rigo W6
Col. 1Indicare il totale dell’imposta dovuta che risulta sommando gli importi determinati nella colonna 30 dei righi compilati nella presente sezione;
Col. 2riportare l’eventuale credito dell’imposta sul valore delle attività finanziarie possedute all’estero che risulta dalla dichiarazione relativa ai redditi 2023, indicato nella colonna 5 del rigo RX26 del Mod. REDDITI PF 2024;
Col. 3indicare l’importo dell’eccedenza di IVAFE eventualmente compensata utilizzando il modello F24;
Col. 4indicare l’ammontare degli acconti dell’IVAFE versati per l’anno 2024 con il modello F24.

Per determinare l’IVAFE a debito o a credito effettuare la seguente operazione:

col. 1 – col. 2 + col. 3 – col. 4.

Se il risultato di tale operazione è positivo (debito) riportare l’importo così ottenuto nella colonna 5 (Imposta a debito). In tal caso l’imposta sul valore dell’IVAFE va versata con il modello F24, indicando il codice tributo 4043, con le stesse modalità e scadenze previste per l’Irpef ivi comprese quelle relative alle modalità di versamento dell’imposta in acconto e a saldo. 

Se il risultato di tale operazione è negativo (credito) riportare l’importo così ottenuto nella colonna 6 (Imposta a credito).

Rigo W7
Col. 1Indicare il totale dell’imposta dovuta che risulta sommando gli importi determinati nella colonna 32 se le attività sono soggette all’IVIE dei righi compilati nella presente sezione;
Col. 2riportare l’eventuale credito dell’imposta sul valore degli immobili posseduti all’estero che risulta dalla dichiarazione relativa ai redditi 2023, indicato nella colonna 5 del rigo RX25 del Mod. REDDITI PF 2024;
Col. 3indicare l’importo dell’eccedenza di IVIE eventualmente compensata utilizzando il modello F24;
Col. 4indicare l’ammontare degli acconti dell’IVIE versati per l’anno 2024 con il modello F24.

Per determinare l’IVIE a debito o a credito effettuare la seguente operazione:

col. 1 – col. 2 + col. 3 – col. 4.

Se il risultato di tale operazione è positivo (debito) riportare l’importo così ottenuto nella colonna 5 (Imposta a debito). In tal caso l’imposta sul valore degli immobili situati all’estero va versata con il modello F24, indicando il codice tributo 4041, con le stesse modalità e scadenze previste per l’Irpef ivi comprese quelle relative alle modalità di versamento dell’imposta in acconto e a saldo. L’imposta non va versata se l’importo di questa colonna non supera 12 euro. Per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), i versamenti in acconto delle imposte sostitutive IVIE e IVAFE sono effettuati in due rate ciascuna nella misura del 50 per cento (risoluzione n. 93 del 12 novembre 2019).

Se il risultato di tale operazione è negativo (credito) riportare l’importo così ottenuto nella colonna 6 (Imposta a credito).

Rigo W8
Col. 1Indicare il totale dell’imposta dovuta che risulta sommando gli importi determinati nella colonna 34 dei righi compilati nella presente sezione;
Col. 2riportare l’eventuale credito dell’imposta sul valore delle cripto-attività possedute all’estero che risulta dalla dichiarazione relativa ai redditi 2023;
Col. 3indicare l’importo dell’eccedenza dell’imposta sulle cripto-attività eventualmente compensata utilizzando il modello F24;
Col. 4indicare l’ammontare complessivo degli importi versati con il modello F24 indicando i codici tributo 1728 (primo acconto) e 1729 (secondo acconto) e l’anno 2024

Per determinare l’imposta sulle cripto-attività a debito o a credito effettuare la seguente operazione:

col. 1 – col. 2 + col. 3 – col. 4.

Se il risultato di tale operazione è positivo (debito) riportare l’importo così ottenuto nella colonna 5 (Imposta a debito). In tal caso l’imposta sul valore dell’imposta va versata con il modello F24, indicando il codice tributo 1727, con le stesse modalità e scadenze previste per l’Irpef ivi comprese quelle relative alle modalità di versamento dell’imposta in acconto e a saldo. L’imposta non va versata se l’importo di questa colonna non supera 12 euro.

Se il risultato di tale operazione è negativo (credito) riportare l’importo così ottenuto nella colonna 6 (Imposta a credito).

L’esperto risponde…

Quesito n. 1

Quali soggetti sono obbligati a compilare il quadro RW?

  • Tutte le persone fisiche residenti in Italia che, nel periodo d’imposta, detengono investimenti all’estero o attività estere di natura finanziaria a titolo di proprietà o di altro diritto reale (art. 4, D.L. 167/1990).
  • Anche i titolari effettivi, ai sensi della normativa antiriciclaggio, di partecipazioni o entità (trust, fondazioni, ecc.) con attività estere.
  • L’obbligo vale indipendentemente dal fatto che i redditi siano prodotti o meno e permane anche se l’investimento è stato dismesso nel corso dell’anno.

Esoneri: conti correnti esteri con giacenza massima ≤ 15.000 €, personale diplomatico o di impiego continuo all’estero in Paesi limitrofi (con rientro attività entro 6 mesi), intermediari italiani che applicano ritenuta o imposta sostitutiva sui redditi esteri.

Quesito n. 2

Che cos’è l’IVIE e come la si calcola?

L’IVIE (Imposta sul Valore degli Immobili all’Estero) grava sul possesso di fabbricati, aree fabbricabili e terreni situati all’estero da parte di residenti italiani (art. 19 D.L. 201/2011).

Base imponibile:

  • Paesi UE/SEE con scambio informazioni → valore catastale rivalutato ; in mancanza, costo d’acquisto;
  • Altri Stati → costo d’acquisto; in mancanza, valore di mercato.

Aliquote:

  • 1,06 % sul valore (se imponibile > 200 €)
  • 0,40 % per unità classificate A/1, A/8, A/9 adibite ad abitazione principale (con detrazione fissa di 200 €).

Si applica in proporzione a quota di possesso e mesi di detenzione (mese intero se ≥ 15 gg).

Quesito n. 3

Che cos’è l’IVAFE e quando non si versa?

L’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie detenute all’Estero) si applica su:

  • prodotti finanziari diversi da conti/libretti → 2‰ del valore (4‰ per Paesi a fiscalità privilegiata);
  • conti correnti e libretti esteri → 34,20 € fissi per conto/libretto (100 € se non persona fisica).

Base imponibile: valore di mercato al 31/12 (o all’estero dal rendiconto intermediario). Per titoli quotati si usa il prezzo di mercato; altrimenti valore nominale o di rimborso; in mancanza costo d’acquisto.

Esenzione: valore medio di giacenza annuo ≤ 5.000 € (somma pro‐quota su rapporti cointestati).

L’obbligo di monitoraggio (quadro RW) sussiste comunque se la giacenza massima supera 15.000 €.

Esempio pratico

Un contribuente residente in Italia detiene il 100% della proprietà di un immobile tenuto a disposizione in Germania.  Non si ha a disposizione il valore catastale rivalutato dell’immobile da parte della Germania e, pertanto, si prende in considerazione il costo di acquisto pari a euro 180.000 euro. 

Il credito di imposta è pari a euro 460.

BASE IMPONIBILE IVIE: costo di acquisto immobile 180.000,00 

IVIE: 180.000 *1,06%= 1.908 euro

IVIE dovuta: 1.908 – 460= 1.448 euro

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