8 settembre 2022

200 euro autonomi, la prova che esistono cittadini di serie A e di serie B

Autore: Sandra Pennacini
Lo chiamavano decreto Aiuti - così potremmo titolare una sitcom avente quali protagonisti il dott. Mario, consulente fiscale, e la signora Antonella, titolare di un piccolo esercizio commerciale.

Antonella è disperata, come non esserlo? Manco il tempo di tirare il fiato dopo il cataclisma pandemia (o forse dovremmo dire dopo il cataclisma dovuto alla gestione che della pandemia è stata fatta), ed ecco soffiare venti di guerra, le sanzioni e tutto quel che ben sappiamo.

Risultato? Bollette stratosferiche, ed un decreto (il D.L. 50/2022) che doveva rappresentare un piccolo spiraglio di speranza, un aiuto – seppur minimo – ad affrontare questa ennesima situazione drammatica.

Peccato che, caso mai avessimo ancora dei dubbi, esistano cittadini di serie A e di serie B. Accade, pertanto, che il dott. Mario, giusto qualche tempo fa, abbia informato i suoi clienti, compresa la signora Antonella, che il bonus dei 200 euro, del quale sin da subito si era tanto parlato, sarebbe stato erogato automaticamente (o quasi) in busta paga a dipendenti e pensionati. La signora Antonella aveva tirato un piccolo sospiro di sollievo: suo marito è lavoratore dipendente, e 200 euro fanno molto comodo di questi tempi.

Tuttavia, la signora è ora giustamente interessata anche ai “suoi” 200 euro, visto che il suo reddito è basso come non mai. E quindi?

Qui entra in gioco il (povero) dott. Mario, costretto a puntualizzare alcuni aspetti e a farsi carico di rendere intellegibile una norma che di chiaro ha ben poco.

In sequenza, quindi, il nostro eroe deve esporre, innanzitutto, i requisiti per accedere al beneficio. Tra questi, senza entrare troppo in questa sede negli aspetti tecnici, vi è il rispetto di una determinata soglia “reddito”. Peccato che questo “reddito” non sia né quello imponibile, né quello “per agevolazioni” presente in dichiarazione dei redditi. È una cosa strana, un’invenzione degna del “fatturato” per il contributo a fondo perduto (e chi ha seguito quelle vicende ben comprende che ciò significa tanti altri conteggi da effettuare, tra mille dubbi). La norma è nebulosa, e dimentica del tutto le eventuali locazioni a cedolare secca o i redditi soggetti a imposta sostitutiva (es. forfettari) e, in ogni caso, impone di guardare ad una variabile che non è prelevabile da alcun rigo dei Redditi: tocca mettere mano alla calcolatrice, e fare due conti.

Che poi… noi diciamo la norma, ma norma de che? Ormai da giorni e giorni è circolato il decreto attuativo bollinato, ovverosia il decreto che dovrebbe stabilire le regole concrete del gioco e che, essendo appunto bollinato, non dovrebbe assolutamente essere soggetto a modifiche. Peccato che, anche in questo caso, con un nostalgico occhio al tempo del covid, di questo decreto non vi sia traccia in Gazzetta Ufficiale, il che comporta che giuridicamente quel decreto non esista.

Ma tralasciamo questi che ironicamente vogliamo definire “dettagli”, e concentriamoci sulla sostanza. Ammesso che la Sig.ra Antonella rientri nei parametri richiesti, i 200 euro arrivano in automatico?

Sia mai! Occorre presentare domanda, e pertanto va da sé che la signora Antonella si aspetti, ancora una volta, che il buon dott. Mario si occupi dell’incombenza.

Peccato che ciò sia materialmente impossibile.

Per quanto ad oggi noto, infatti, la domanda dovrà essere inserita agendo tramite l’area riservata del sito INPS, cui si accede solo con SPID, CIE o carta CNS. Dispone, la cara signora Antonella, di almeno uno di questi strumenti? Beh, sì, probabilmente, sì, ma altrettanto probabilmente li ha utilizzati una volta sola in vita sua, con il buon Mario a fianco a guidarla passo per passo, magari al fine per conferire a quest’ultimo la delega al Cassetto Fiscale.

Ora, possiamo noi immaginare le enne signore Antonella smanettare da sole con il sito INPS?

Francamente, si fa molta fatica, e altrettanto si fatica ad immaginare il buon Mario passare le giornate e dirigere il traffico in studio, mentre una lunga coda di clienti si reca munito dell’essenziale chiave per essere assistito nella pratica (peraltro, viene da chiedersi, quanto bisognerebbe farsi pagare?).

Ma noi siamo ottimisti, comunque, perché non ci dobbiamo far scoraggiare dalle prime difficoltà e poi, con tutto quello che abbiamo passato negli ultimi anni, non ci spaventa nulla.

Andiamo avanti, quindi, e in rigorosa sequenza temporale ipotizziamo di aver verificato tutti, ma proprio tutti, i requisiti richiesti, ed ipotizziamo anche che la signora Antonella sia in grado di cavarsela da sola, oppure, in alternativa, che il buon dott. Mario raccolga tutto lo staff dello studio per stare dietro a questa essenziale pratica, dall’alto valore aggiunto e, soprattutto, molto soddisfacente dal punto di vista professionale (sì, è tutto assolutamente ironico).

C’è solo un altro, piccolissimo, problema. Ammesso che il decreto attuativo venga pubblicato, e che si capisca qual è la scadenza ultima, in realtà di tale scadenza poco ci interessa. Infatti, il vero punto da considerare, quello che definitivamente appone a fuoco il marchio di “cittadino di serie B” all’autonomo, è lo stanziamento previsto per coprire la misura. Detto più semplicemente, non ci sono soldi sufficienti per tutti, e non appena i fondi saranno finiti, le domande pervenute successivamente verranno respinte.

In una parola, il classico click-day, dalle conseguenze notoriamente devastanti.

Mettiamoci quindi l’anima in pace, su più fronti. Se, come pare, le domande saranno inviabili dal 15 settembre, prima di tutto in quel giorno vi sono alte probabilità di collasso del sistema SPID, come già accaduto, ad esempio, in occasione del bonus bicicletta.

Non solo. Sempre in quel giorno, fortunati saranno coloro che disporranno di una connessione Internet veloce e che, ammesso che il sistema regga, riusciranno ad inserire la domanda in tempo.

Per gli altri, non resteranno nemmeno le briciole. Tutto questo, senza dimenticare un vecchio amico del dott. Mario, il caro sig. Vangone! Chissà che non decida di rifare capolino dal sito dell’INPS e, se dovesse succedere, si salvi chi può!
 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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