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Editoriali

31 agosto 2019
Categorie: Isa > dichiarazione

Calcoli Isa: è tutto da rifare

Autore: Mimma Cocciufa e Tonino Morina
editoriale morina
I nuovi Isa, che da quest’anno hanno sostituito gli studi di settore e i parametri, sono un continuo rompicapo. Alla prova dei fatti, i nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale rischiano di rivelarsi l’ennesimo strumento che contrasta con la propria denominazione. Si parla di affidabilità, ma lo strumento è ancora inaffidabile. Un po’ come parlare di semplificazione del sistema fiscale, che, però, nei fatti è una continua complicazione. Una dimostrazione è nel debutto degli indici sintetici di affidabilità fiscale, cioè gli Isa, che per i Redditi 2019, per l’anno 2018, hanno sostituito i vecchi studi di settore ed i parametri, ma che ancora oggi sono soggetti a modifiche. Gli Isa hanno già comportato la lunga proroga al 30 settembre 2019 dei versamenti dei redditi e delle imposte collegate, che erano in scadenza il 30 giugno 2019. Lunga proroga già disposta per legge, ma che, per assurdo, rischia di rivelarsi insufficiente, visto che con decreto del 9 agosto 2019, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale 192 del 17 agosto 2019, sono state approvate delle modifiche agli indici sintetici di affidabilità fiscale applicabili per il periodo d’imposta 2018.

Le variazioni apportate
Con il predetto decreto del 9 agosto 2019, il ministero dell’Economia e delle finanze ha sostituito la nota tecnica e metodologica contenente le variabili precalcolate ai fini degli indici sintetici di affidabilità fiscale, applicabili al periodo d’imposta 2018. Rispetto alla versione precedente, la nuova nota contiene:
  • la formula del calcolo del reddito ai fini Isa per le imprese del comparto delle costruzioni (AG40U, AG69U, AK23U) che hanno applicato gli studi di settore, con le indicazioni, per le imprese che hanno applicato i parametri, per il raccordo tra le voci contabili del modello parametri con le voci contabili del modello studi di settore;
  • la formula del calcolo del reddito ai fini Isa per i professionisti che hanno applicato gli studi di settore con le indicazioni di raccordo per i professionisti che hanno applicato i parametri;
  • interventi per le imprese con determinazione del reddito per cassa e trattamento dei passaggi competenza-cassa per il periodo d’imposta 2017 ai fini del calcolo delle variabili precalcolate; in particolare, per il corretto calcolo del reddito di riferimento, è stata individuata una metodologia che consente di trattare, con riferimento alle imprese in contabilità semplificata, il passaggio dal sistema contabile improntato al criterio di competenza a quello di cassa;
  • la formula del calcolo dei “canoni da locazione desumibili dal modello registro locazioni immobili” corrispondenti all’importo in euro dei canoni di locazione di cui il contribuente è dante causa con riferimento all’anno 2018, calcolati sulla base dell’importo annuale dei canoni di locazione dichiarati nel modello RLI, normalizzati con il numero di giorni di locazione nel 2018.

Tutto sbagliato, tutto da rifare
Come disposto dall’articolo 2 del decreto, queste modifiche sono considerate ai fini del calcolo del nuovo strumento induttivo. È infatti stabilito che “il programma informatico, realizzato dall’agenzia delle entrate, di ausilio dell’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale, tiene conto delle modifiche agli stessi indici di cui al presente decreto”. Insomma, come diceva il grande ciclista Gino Bartali, in un suo libro pubblicato nel 1979, “Tutto sbagliato, tutto da rifare”. Ed i contribuenti che hanno già fatto i calcoli, dovranno ripeterli per verificare se le modifiche apportate hanno inciso sui ricavi o compensi stimati dal nuovo strumento induttivo.

L’altalena degli Isa allo specchio con gli studi di settore
Sono diversi i contribuenti che hanno già eseguito i calcoli sulla base del programma attuale e che si sono sorpresi dei risultati degli Isa. Molti contribuenti, più o meno a parità di dati con gli anni precedenti, che avevano ricavi o compensi di ammontare superiore a quelli stimati dallo studio di settore, ora sono clamorosamente “bocciati” dagli Isa, con punteggi bassi e richiesta di adeguamenti esagerati. Capita anche il contrario, con contribuenti per i quali lo studio di settore richiedeva adeguamenti esagerati, ma che per gli Isa sono “affidabili” con punteggio magari pari a 10. Al riguardo, si ricorda che con i nuovi Isa il Fisco valuta l’affidabilità fiscale del contribuente attribuendo un voto, da 1 a 10. Però, il voto 6, che a scuola significa promozione, per gli Isa significa bocciatura. Infatti, da uno a sei, non si supera l’esame con il Fisco. Chi vuole la promozione Isa, deve pagare, nel senso che è permesso l’adeguamento, aumentando i componenti positivi, cioè i ricavi o i compensi dichiarati. Il livello di affidabilità minima deve essere superiore a sei. Per migliorare il basso voto Isa, il contribuente esercente impresa, arte o professione, può migliorare il punteggio di affidabilità. Si può fare, ad esempio, correggendo eventuali errori commessi in fase di compilazione del modello Isa, che possono avere condizionato negativamente il punteggio di uno o più indicatori elementari, oppure indicando in dichiarazione ulteriori componenti positivi che non risultano dalle scritture contabili ma che sono rilevanti ai fini delle imposte sui redditi, dell’Irap e dell’Iva.

Le note difensive per chi non intende adeguarsi
Resta fermo che il contribuente soggetto agli Isa non è obbligato ad eseguire alcun adeguamento. La scelta di adeguare i ricavi o compensi stimati dal nuovo strumento induttivo, così com’era per gli studi di settore o i parametri, è una facoltà. Per di più, per l’Isa, il contribuente può aumentare i ricavi o compensi, stabilendo a che livello adeguarsi, senza cioè l’obbligo di raggiungere il punteggio più alto. La valutazione va fatta caso per caso, in particolare, nei casi in cui il contribuente ha commesso qualche “peccato” di cui farsi perdonare. Invece, nei casi in cui il contribuente ritiene di non doversi adeguare, perché non ha evaso nulla, è bene che lo stesso lo faccia presente, indicando i motivi del mancato adeguamento nelle note del modello Isa. Ad esempio, un’annotazione, che significa anticipare la difesa da una eventuale richiesta di chiarimenti da parte del Fisco sul mancato adeguamento, può essere la seguente: “Il contribuente non esegue alcun adeguamento ai fini degli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa), in quanto le entrate dichiarate sono quelle effettivamente conseguite e regolarmente registrate sui libri contabili. La grave crisi economica, che da più anni attraversa il settore nel quale opera il contribuente, non consente in alcun modo di dichiarare più entrate di quelle effettivamente conseguite e regolarmente dichiarate”.

Isa bocciati e rimandati al prossimo anno?
Gli indici sintetici di affidabilità fiscale valutano l’affidabilità del contribuente attribuendo un voto, da 1 a 10, che è l’espressione della media aritmetica di una serie di indicatori elaborati dal programma “il tuo Isa”. Un po’ come il professore che valuta gli allievi, gli Isa valutano l’affidabilità fiscale dei contribuenti. Se, invece, dovessero essere i contribuenti a valutare il nuovo strumento induttivo, è certo che il risultato in pagella sarebbe pari a zero, in quanto, al momento, gli Isa sono inaffidabili. L’inaffidabilità del nuovo strumento e i ritardi con i quali sono stati forniti i primi dati per l’applicazione degli Isa, hanno già comportato la proroga al 30 settembre 2019, dei versamenti delle imposte sui redditi e delle altre somme collegate al modello Redditi 2019, per l’anno 2018, scaduti il 1° luglio 2019 (il 30 giugno, di scadenza ordinaria, era domenica). Si tratta della proroga più lunga nella storia dei versamenti delle imposte sui redditi degli ultimi 40 anni. Si deve considerare inoltre che si è a fine agosto, che le case software dovranno rifare un nuovo programma e la stessa agenzia delle Entrate deve ancora fornire il programma di controllo delle dichiarazioni annuali dei Redditi 2019, per il 2018. Insomma, per evitare ulteriore confusione, forse sarebbe il caso di bocciare gli Isa 2019 e rinviarli al prossimo anno, considerando i modelli Isa 2019 solo come prove “sperimentali”, in attesa di un “tuo Isa” più affidabile.
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