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Editoriali

12 dicembre 2019

Commercialisti, business e mele marce

A cura del Direttore Antonio Gigliotti

Img editoriale
Cari amici, cari (quasi tutti) colleghi,
siamo al capitolo finale. Il fondo è stato toccato, più un basso di così non so immaginare cos’altro potrebbe accadere. A quale ulteriori incredibili esternazioni dovremo assistere, ingoiando come sempre, magari con un sorrisetto di presunta superiorità?

Quando una categoria non sa difendere la propria professionalità, quando viene regolarmente calpestata e presa in giro da improvvisati tuttologi, quando vale di più un blog che anni ed anni di preparazione, non vi è dubbio che siamo messi male, ma si dice che al peggio non vi è mai fine, e ancora una volta debbo dire che i detti popolari non sbagliano mai.

Cosa è accaduto questa volta, vi domanderete?

Ebbene, è presto detto. Ora siamo al “cannibalismo”. Visto che evidentemente il numero dei soggetti che vogliono divorare la figura del Commercialista non era ancora abbastanza numeroso, ora siamo passati al divorarci tra di noi.

Non in termini di sana concorrenza, che se effettuata con rispetto, deontologia e professionalità è legittima. È bene che ci capiamo su questo punto: se un professionista è più preparato di un altro, è giusto che evidenzi le proprie qualità, ed è altresì giusto che a fronte di tali qualità guadagni clientela.

Tutto questo, però, non ha nulla a che fare con la denigrazione di una categoria tutta, sulla base di accuse talmente incredibili da sfiorare il ridicolo e che, tuttavia, ben sappiamo che possono avere un certo appeal sui non addetti ai lavori.

In rete, infatti, si trova questa “gemma” pubblicitaria:
Sai perché il tuo commercialista non te lo dice?
Perché è abituato alle ditte individuali che hanno la contabilità semplificata e, quando gli capita la SRL, non è buono a niente, quindi ti consiglierà sempre la ditta individuale perché così il tuo consulente lavora meno (e quindi ha meno rogne).
Per questo motivo ti dirà che la contabilità costa TANTO di più.
Dal momento che non la vuole fra i piedi alzerà la tariffa al punto da farti cambiare idea, e in quel momento sai per certo che è meglio cercare un nuovo consulente.

Intanto, qualche piccola considerazione di base su queste affermazioni, fatte da un soggetto che non merita nemmeno di essere nominato: prima di tutto, stante quanto espresso dall’autore di questa perla, i Commercialisti sarebbero evidentemente dei beoti ignoranti, incapaci di gestire SRL (!) e talmente sciocchi da rifiutare lavoro più qualificato e remunerativo. Cominciamo bene.

Non solo! Attenzione, perché le parole ed il messaggio che con le stesse si vuole veicolare è sottile nelle conclusioni: premesso che il commercialista non te lo dice, allora è meglio cercare un nuovo consulente. Come non notare il fatto che il suggerimento non sia, eventualmente, quello di cambiare commercialista, mentre sia opportuno cercare un nuovo consulente? Si tratta forse di una raffinatezza lessicale legata alla volontà di non ripetere la medesima parola nell’ambito di poche frasi?

No, cari amici. Io non credo proprio, anche perché facendo una breve ricerca salta fuori che l’autore della “perla” è niente meno che un soggetto che si qualifica nel proprio blog come persona che per anni ha fatto proprio il commercialista, mentre ora sarebbe un “Business Coach”, uno che, come egli stesso scrive, non passa tutto il tempo a fare tasse, bensì sarebbe davvero vicino agli imprenditori. Eccolo quindi il consulente che ti risolve ogni problema, a differenza dell’impreparato Commercialista.

Come dire, fare il commercialista è una schifezza, mentre “io” - che a differenza vostra – “so”, non faccio più il commercialista, bensì business coach. Vuoi mettere che salto di qualità?

Beh, cari amici, ormai siamo abituati, dirlo in inglese fa tanto super esperto, ma se i consigli sono questi, prima di tutto poveri coloro che si rivolgono a questo soggetto, che evidentemente ritiene che pure il mini contribuente debba essere gestito in ordinaria, sotto forma di società di capitale, come se gli aggravi contabili, amministrativi e fiscali fossero un optional. Viene da chiedersi, e chiedere a questo signore: Esattamente, su quale pianeta o galassia vivi? Hai idea delle difficoltà in cui incorrono le imprese? Vuoi davvero ucciderle ancora prima di nascerle gravandole di adempimenti anche quando non necessari?

Ma non è nemmeno questo il punto. Il vero punto, che distingue questo denigratore dei commercialisti da tutti gli altri denigratori è che egli stesso risulta essere un commercialista! Sì, avete letto bene. È ancora, tutt’oggi, un collega.

Per questa ragione, chiedo con forza a chi di dovere di intervenire per la difesa della nostra sudata professione, cui il soggetto non merita di appartenere, così come sarebbe ora di intervenire con forza contro tutti coloro che indegnamente, quotidianamente, tale professione sporcano.

Un antico proverbio africano recita:
Ogni tanto è bene scuotere l’albero dell’amicizia, per far cadere i frutti marci.
Vale per gli amici, a maggior ragione deve valere per i colleghi, quanto meno perché questo impone il nostro codice deontologico, se proprio non ci si arriva in termini di dignità.
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