24 settembre 2022

Da lunedì una nuova fase per la categoria

Autore: Paolo Iaccarino
Che mondo sarebbe senza commercialista? Non si tratta di una provocazione. Quanti di noi, guardandosi alle spalle, non si sono già posti questo semplice interrogativo? Dopo due anni di pandemia e otto mesi di conflitto in Ucraina, e tutti i decreti legge che hanno contraddistinto questa lunga fase emergenziale, è diffusa nella categoria la sensazione di come la macchina amministrativa della Pubblica Amministrazione non possa fare a meno del nostro costante supporto.

Non siamo utili al Paese, ma indispensabili. Come le piccole rondelle di un ingranaggio, dalla cui efficienza dipende la stabilità economica e finanziaria dell’intera struttura. Sia per questioni prettamente tecniche, nel nostro ruolo di intermediari del fisco telematico, che più squisitamente giuridiche, l’intera galassia degli adempimenti amministrativi, contabili e tributari passa per un rappresentante nella nostra grande categoria. E non solo. In un mondo in continua evoluzione, il tessuto economico produttivo, ad ogni livello, non può prescindere dal confronto con il proprio professionista di fiducia, in un vero e proprio rapporto simbiotico.

Per questo motivo, a sole poche ore dalle elezioni politiche, è doveroso riaffermare il ruolo imprescindibile che in Italia assume il commercialista. Non si tratta di un rigurgito di orgoglio, ma è una questione di sopravvivenza, per lo Stato e per i suoi umili servitori. Continuare con questi ritmi, incessanti, senza che siano introdotte vere semplificazioni, rischia di portare entrambi al collasso.

È davanti agli occhi di tutti come l’intera categoria, per troppo tempo, sia risultata trasparente alle istituzioni. Certi di essere utili al Paese, la politica ci guardava con assoluta indifferenza. Lungi dal presidiare i palcoscenici in cui si discuteva di imprese e fisco, l’interlocuzione era lasciata ai singoli, in un’azione autoreferenziale.

Evidentemente non è questa la strada da percorrere. Da lunedì, quando gli esiti delle urne saranno chiari, è indispensabile iniziare una rinnovata azione di lobby nei confronti della maggioranza e del nuovo esecutivo. Una presenza costante, costruttiva, a difesa dei propri interessi e che si ponga al servizio della collettività. Quanti errori, infatti, si sarebbero potuti evitare, Superbonus in primis, se la categoria fosse stata coinvolta sin dall’origine? Quante vere semplificazioni si sarebbero potute introdurre, per professionisti e contribuenti, se ci fosse stato riservato un posto ai tavoli che contano?

Bene, chiunque saranno i vincitori di queste travagliate elezioni, chiediamo loro di essere ascoltati. Le nostre preziose competenze sono a disposizione. A beneficiarne sarà l’intera collettività.
 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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