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Editoriali

Forfettari: cambio di linea per la decorrenza dei nuovi limiti

Autore: Redazione Fiscal Focus
editoriale forte
A distanza di una settimana dalla presentazione del question time alla Commissione Finanze della Camera del 15.01.2020, i contribuenti potenzialmente coinvolti dalle nuove cause di esclusione dal regime forfettario non hanno ancora certezza sui comportamenti da adottare, o meglio, che già avrebbero dovuto adottare dal 1 gennaio 2020 (si veda Forfettari: rispettato lo statuto dei contribuenti del 16.01.2020). In quella sede, sono state presentate le interrogazioni a risposta immediata n. 5/03395 e n. 5/03396 rispettivamente, dall'on.le Trano (M5S) e dall'on.le Centemero (L-Sp) e rivolte al Ministro dell'economia e delle finanze a fronte dell’evidente necessità di ottenere chiarimenti in merito, soprattutto, alla decorrenza del nuovo limite di 30.000 euro per i redditi di lavoro dipendente percepiti nell’anno precedente.

Tuttavia, in quella sede, nonostante gli ulteriori solleciti provenienti dalla stampa specializzata e dalle associazioni di categoria, il Sottosegretario MEF Villarosa ha risposto che la questione, particolarmente delicata, era allo studio del Governo, riservandosi di fornire una risposta ufficiale nel giro di una settimana (ma ad oggi non ancora pervenuta). E di fronte all’incalzante richiesta di chiarimenti da parte degli On.li promotori, lo stesso Sottosegretario aveva confermato la volontà di fornire un chiarimento, mediante norma di interpretazione autentica o con l’inserimento di un apposito emendamento nel Decreto Milleproroghe, lasciando intendere di voler “risolvere” le problematiche sollevate circa il rispetto dello Statuto del Contribuente (L. 212/2000).

Ciò che è arrivato, invece, è stato un cambio di rotta annunciato dalla stessa collega di Villarosa, il Sottosegretario MEF Maria Cecilia Guerra, la quale, in occasione del convegno organizzato dell’Associazione Nazionale Commercialisti e tenutosi a Roma il 23.01.2020 ha commentato le nuove disposizioni ritenendole conformi ai diritti del Contribuente, anche laddove le nuove cause di esclusione dovessero applicarsi “retroattivamente” e, quindi, già con riferimento al 2019.

Se si dovesse confermare tale approccio, come già più volte evidenziato non solo su questa rivista, ci si troverebbe di fronte ad una palese violazione dello Statuto del Contribuente che non solo fissa in 60 giorni il limite di tempo che deve intercorrere tra l'approvazione delle modifiche in materia fiscale e la loro applicazione, ma all’articolo 3, comma 1, secondo periodo, dello Statuto del contribuente, dispone che “Relativamente ai tributi periodici le modifiche introdotte si applicano solo a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni che le prevedono”.

Ma il motivo dell’urgenza, sollevato ad alta voce da tutti i soggetti del settore coinvolti, è quello della certezza del diritto applicabile a chi, come tanti, abbiano percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati oltre la soglia di 30.000 euro e, considerata l’entrata in vigore a fine anno delle nuove disposizioni, non abbiano avuto il tempo per rimuovere le cause ostative, mediante la risoluzione del proprio rapporto di lavoro.

Anche questa volta, pertanto, non resta che attendere l’arrivo di un chiarimento ufficiale da parte del MEF o dall’Agenzia delle Entrate, anche in previsione degli eventi organizzati dalla stampa specializzata in programma nei prossimi giorni.
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