29 ottobre 2022

Sentiero perduto

Autore: Paolo Iaccarino
Qual è il senso, qual è l’opportunità, ora? Non appena insediato, il nuovo Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha già avallato, non si comprende ancora entro quale soglia, la proposta di innalzamento del limite all’uso del denaro contante effettuato a qualsiasi titolo fra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche. Non sono passate inosservate, inoltre, le dichiarazioni in materia di lotta all’evasione, apparentemente più attenta nei confronti dei grandi contribuenti, indulgente verso i piccoli. Apriti cielo.

Non si vuole entrare nel merito del dibattito rispetto all’eventuale connessione fra la limitazione imposta all’utilizzo del denaro contante dall’articolo 49 del Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231 e la propensione all’evasione fiscale. Né questa è la sede opportuna per valutare la strategia dell’Amministrazione Finanziaria rispetto ai controlli ispettivi. Vogliamo semplicemente riportare ordine e dettare le priorità del settore che conosciamo meglio di tutti gli altri.

Per quanto ci interessa, tali dichiarazioni, condivisibili o meno, hanno inevitabilmente determinato l’effetto negativo di rubare l’attenzione rispetto ai veri problemi che affliggono l’ordinamento tributario. In questo senso, infatti, sono altri i temi che dovrebbero essere al centro dell’attenzione dell’esecutivo: vera semplificazione degli adempimenti tributari, nuovo calendario fiscale, l’efficienza, oggi carente ad ogni livello, dell’Amministrazione Finanziaria nella sua azione amministrativa e informativa, il profilo dilettantistico della giustizia tributaria.
Tutti tasselli di un puzzle che conferiscono al sistema tributario la sua immagine precaria.

Inoltre, potrebbe essere tutto tempo perso. Le limitazioni all’uso del denaro contante si inseriscono nel complessivo Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231 dedicato alla prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, disciplina in cui le limitazioni previste dall’articolo 49 rappresentano una goccia nel mare.

Un eventuale innalzamento significativo della soglia di attenzione non esonererebbe i destinatari della normativa antiriciclaggio dalle procedure di identificazione, adeguata verifica, analisi del rischio e segnalazione delle operazioni sospette. Attenzione che è inevitabilmente destinata ad aumentare in un contesto di crisi economica in cui di contante ne gira davvero poco, e non per colpa delle sue limitazioni.

L’innalzamento della soglia rischia di rimanere solo sulla carta.
 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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