11 marzo 2022

Il contratto di stock lending agreement

Autore: Gianfranco Antico
In tema di imposte sui redditi, l’operazione di "stock lending", ossia di prestito di azioni, che preveda, a favore del mutuatario, il diritto all’incasso dei dividendi dietro versamento al mutuante di una commissione (corrispondente, o meno, all’ammontare dei dividendi riscossi) realizza il medesimo fenomeno economico dell’usufrutto di azioni, senza che rilevi, ai fini tributari, che in un caso si verta su un diritto reale e, nell’altro, su un diritto di credito, sicché è soggetta ai limiti previsti dall’art. 109, comma 8, del T.U.I.R. n. 917/86, restando il versamento della commissione costo indeducibile.

Sono queste le conclusioni raggiunte dalla Corte di Cassazione nell’ordinanza n. 6063 del 23 febbraio 2022.

Il fatto - Una s.r.l. ricorre per la cassazione della sentenza della Commissione tributaria regionale del Veneto, che ha rigettato l’appello della contribuente contro la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Vicenza, che aveva respinto il ricorso della medesima società avverso l’avviso di accertamento notificatole dall’Agenzia delle Entrate ed avente ad oggetto l’Ires, l’Iva e l’Irap di cui all’anno d’imposta 2007. Nella sentenza impugnata il giudice a quo richiama in fatto la descrizione della fattispecie contenuta nell’avviso di accertamento, rappresentata dal contratto di prestito alla s.r.l. di azioni di una società, società avente sede nella zona franca di Madeira, da parte di una società di diritto ceco, che era titolare dei titoli azionari prestati. La CTR conferma «l’invalidità del contratto che sostanzialmente è stato posto in essere allo scopo di conseguire indebiti vantaggi fiscali, senza ulteriori apprezzabili ragioni economiche e con un’alea che, in concreto, attese le modalità dell’operazione e le evidenti asimmetrie informative riscontrate tra le parti, si è apprezzata come inesistente».

Il pensiero della Corte - La Corte rileva, in apertura, che la fattispecie in esame ha ad oggetto la stipula di un contratto denominato stock lending agreement tra la odierna ricorrente e una società ceca, che consiste in un prestito di titoli contro pagamento di una commissione (fee) e contestuale costituzione da parte del mutuatario (borrower) di una garanzia, rappresentata da denaro o da altri titoli di valore complessivamente superiore a quello dei titoli ricevuti in prestito, chiamata Collaterale, a favore del mutuante (lender), a garanzia dell'obbligo di restituzione dei titoli ricevuti.

Osserva la Corte che – richiamando un proprio pronunciamento - «I vantaggi che il contratto di stock lending consente di conseguire al soggetto che presta i titoli vanno individuati nella possibilità di beneficiare di margini reddituali senza assumere ulteriori rischi di mercato rispetto a quelli già presenti in portafoglio, mantenendo inalterata la flessibilità nella gestione dell'investimento senza ostacolare in alcun modo le scelte operative. Autorevole dottrina, occupandosi dell'argomento, ha posto in rilievo che la fattispecie in esame è di norma caratterizzata dall'assenza di qualsiasi alea contrattuale in ordine al versamento della commissione, ben sapendo le parti sin dalla conclusione del contratto che il prestatario dovrà pagare la fee, sia che l'importo di tale commissione sarà più o meno equivalente al valore dei dividendi distribuiti. Si è, pertanto, ritenuto che, sul piano civilistico, l'operazione sia sostanzialmente «neutrale» per il prestatario che ottiene unicamente un vantaggio fiscale, che gli deriva dalla intassabilità dei dividendi riscossi e dalla integrale deducibilità della commissione versata al prestatore.» (Cass. 13/04/2021, n. 9628).

Nel caso di specie, la ricorrente ha sottoscritto con la società ceca un contratto di prestito di azioni di una società portoghese, con sede nella zona franca di Madeira, di cui era unica azionista la società ceca). Il contratto tra le società prevedeva che se la società portoghese avesse distribuito dividendi inferiori ad € 765.000,00, la s.r.l. non avrebbe dovuto corrispondere alla società ceca alcuna commissione (fee); se, invece, avesse distribuito dividendi per un ammontare superiore ad € 765.000,00, la s.r.l. avrebbe dovuto corrispondere una fee di importo pari agli stessi utili, maggiorata di una posta pari al 6,912% dell’ammontare di questi ultimi, ma comunque non superiore ad € 1.160.000,00.

Dal punto di vista fiscale, la commissione pagata dalla s.r.l. alla società ceca veniva integralmente dedotta ex art. 109 del d.P.R. n. 917 del 1986, a fronte di dividendi esclusi ai sensi e nei limiti di cui all'articolo 89 d.P.R. n. 917 del 1986.

Come rilevato la CTR, con la decisione impugnata in questa sede, ha confermato l’invalidità del contratto, ritenendo che esso fosse stato concluso sostanzialmente allo scopo di conseguire indebiti vantaggi fiscali, senza ulteriori apprezzabili ragioni economiche e senza alea, per l’asimmetria informativa a favore della società lender, che controllava interamente la società dalla quale provenivano i dividendi.

Tanto premesso, ritiene il collegio che la decisione impugnata sia da confermare. Infatti, in fattispecie analoga, la Corte ha già ritenuto, con orientamento consolidato da una serie di pronunce conformi, che «In tema di imposte sui redditi, l’operazione di "stock lending", ossia di prestito di azioni, che preveda, a favore del mutuatario, il diritto all’incasso dei dividendi dietro versamento al mutuante di una commissione (corrispondente, o meno, all’ammontare dei dividendi riscossi) realizza il medesimo fenomeno economico dell’usufrutto di azioni, senza che rilevi, ai fini tributari, che in un caso si verta su un diritto reale e, nell’altro, su un diritto di credito, sicché è soggetta ai limiti previsti dall’art. 109, comma 8, del d.P.R. n. 917 del 1986, restando il versamento della commissione costo indeducibile.» (Cass. 12/05/2017, n. 11872; conformi Cass. 28/09/2020, n. 20424; Cass. 23/03/2021, n. 8061; Cass. 13/04/2021, n. 9628; Cass. 09/06/2021, n.16145).
 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.