25 novembre 2022

IMU: la residenza anagrafica è solo presuntiva

Autore: Giulio Bartoli
In tema di agevolazioni IMU, le risultanze anagrafiche hanno valore presuntivo riguardo alla residenza effettiva del contribuente, che può sempre dimostrare la sua reale dimora con una analitica prova contraria contrapposta a quanto risulta all’anagrafe.

Questo è quanto statuito dalla Corte di Giustizia Tributaria di Primo Grado di Milano, sezione 11, con la recente sentenza n. 2636/2022 del 28/09/2022 (Presidente: Di Rosa, Relatore: Mazza).

Il contribuente ha presentato ricorso contro il comune di Milano per l’annullamento dell’avviso di accertamento ed irrogazione contestuale delle sanzioni IMU per gli anni 2018 e 2019 relativamente ad un immobile di proprietà del ricorrente (come prima casa) in cui questi afferma di risiedere e abitare effettivamente.

Il comune di Milano, di contro, si costituisce affermando che nelle annualità in questione, il contribuente non risultava residente anagraficamente nell’immobile oggetto dell’avviso di accertamento, se non dal 2020, e dunque mancava il requisito della effettiva dimora, sempre obbligatorio per stabilire che l’abitazione in questione è quella principale.

Secondo il comune di Milano, il ricorrente era si sempre residente nel palazzo in cui è sito l’appartamento in questione ma in un altro appartamento, ovvero quella della madre, come risultava dall’iscrizione anagrafica, in cui i due soggetti erano confluenti nello stesso nucleo familiare.

Il Collegio giudicante si esprime a favore del ricorrente, adducendo come motivazioni quanto statuito dalla Suprema Corte (Cassazione Sezione Tributaria n. 8628 del 28.03.2019, che richiama la Cassazione n. 26895/2009; oltre a n. 113151/2010) che evidenzia che, in tema di agevolazioni IMU, quanto risulta anagraficamente è puramente presuntivo riguardo al luogo di residenza effettiva e può essere dimostrata, con prove analitiche, una situazione anagrafica diversa.

Il tutto coerente con quanto affermato da Cassazione Civile, con la sentenza depositata il 14.5.2013 dove si precisa che "il luogo della effettiva dimora è accertabile con ogni mezzo di prova, anche contro le risultanze anagrafiche (Cass. 19132/04; 11562/03) assumendo rilevanza esclusiva il luogo ove il destinatario dimori di fatto in via abituale (Cass. 12303/08)".

Infatti, nella causa de quo, il ricorrente aveva depositato come prova della sua reale residenza la denuncia Tari del 2013 e tutti gli avvisi di pagamento degli anni successivi dello stesso comune di Milano per l’utenza domestica relativa all’immobile oggetto del ricorso e relative ricevute di pagamento, come anche bollette dell’energia elettrica, del gas, tutto intestato all’appellante e due dichiarazioni, della madre e dell’amministratore del condominio, attestanti che il ricorrente viveva nell’appartamento dal 2012.

A fronte di questi documenti, che attestano l’effettiva residenza dell’appellate nell’appartamento in questione (e non in quello secondo il Comune il ricorrente viveva) la Corte Tributaria di I Grado di Milano, accoglie il ricorso.
 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.