18 febbraio 2022

Induttivo “puro” al netto dei costi

Cassazione tributaria, ordinanza depositata il 17 febbraio 2022

Autore: Paola Mauro
In ipotesi di accertamento induttivo c.d. “puro” (art. 39, comma 2, D.P.R. n. 600/1973), sussiste la necessità di ricostruire, a fronte di accertati maggiori ricavi, anche le componenti negative che li hanno generati, seppure non transitate in contabilità; a tal fine il contribuente può versare nel processo una perizia giurata stragiudiziale, che è liberamente apprezzabile dal Giudice, a condizione che egli spieghi le ragioni per cui la ritiene corretta e convincente, oppure il contrario.

È quanto emerge dalla lettura dell’ordinanza n. 5177/2022 della Corte di Cassazione (Sez. V civ.), pubblicata il 17 febbraio.

Il caso - L’avviso di accertamento che ha dato luogo alla controversia in esame è stato emesso a carico di un soggetto, cui l’Agenzia delle Entrate ha attribuito lo svolgimento “in nero” di un’attività d’impresa, a causa di numerose compravendite di fabbricati, comprensive di interventi di ristrutturazione, demolizione, cambio d’uso, realizzo di plusvalenze.

Il contribuente in questione ha ricevuto un questionario, ma non è riuscito a esibire le fatture riguardanti gli interventi di ristrutturazione degli appartamenti e, dato il tempo trascorso, neppure è riuscito a indicare i nomi dei fornitori, sicché, al fine di ricostruire i costi sostenuti per gli interventi sui fabbricati, ha depositato una relazione di stima.

Ebbene, l’Agenzia, ai sensi dell’art. 39, comma 2, D.P.R. n. 600 del 1973, ha individuato l’esistenza di proventi per 1.006.500,00 euro, con recupero su tale somma delle imposte dovute per il 2007, e, per farla breve, la vicenda è approdata davanti ai giudici tributari di Milano che, sia in primo, che in secondo grado, hanno rigettato il ricorso del contribuente.

Il contribuente ha invece ottenuto un verdetto a sé favorevole, all’esito del giudizio intrapreso di fronte alla Corte di Cassazione.

Ragioni della decisione - In buona sostanza, la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia è incorsa in errore rispetto alla valutazione della relazione tecnica di parte, prodotta sin dal primo grado di giudizio.

Gli Ermellini, nel cassare con rinvio la sentenza di secondo grado, hanno preso le mosse dalla qualificazione giuridica della fattispecie, ossia hanno rilevato che l’avviso di accertamento per cui è causa è stato emesso utilizzando il metodo induttivo ex art. 39, comma 2, D.P.R. n. 600/1973, e, di conseguenza, hanno evidenziato che la giurisprudenza di legittimità ha affermato che:
  • «In tema di accertamento induttivo cd. puro, l’Amministrazione finanziaria deve ricostruire il reddito del contribuente tenendo conto anche delle componenti negative emerse dagli accertamenti compiuti ovvero, in difetto, determinate induttivamente, al fine di evitare che, in contrasto con il principio della capacità contributiva di cui all’art. 53 Cost., venga sottoposto a tassazione il profitto lordo, anziché quello netto» (Cass. n. 26748/2018; nello stesso senso, Cass. n. 3995/2009);
  • Tale determinazione induttiva dei costi presunti può essere compiuta anche sulla base di una perizia stragiudiziale - ancorché, considerata anche l’assenza di un obbligo del Giudice di tenerne conto (Cass. n. 33503/2018), essa abbia il valore di mero argomento di prova (Cass. n. 8621/2018), che dà luogo a semplici indizi - liberamente apprezzabile dal giudice, a condizione che egli spieghi le ragioni per le quali la ritiene corretta e convincente.
Pertanto, il Collegio di legittimità ha ritenuto non giuridicamente corretta la decisione della Commissione regionale, posto che – chiosano gli Ermellini – «nella specie, la CTR, pur avendo preso in considerazione la perizia stragiudiziale prodotta dal contribuente, non spiega in nessun modo le ragioni per le quali non l’ha ritenuta corretta e convincente, essendosi limitata ad affermare, in modo del tutto anapodittico, che “nel caso in questione non vi sono elementi per attribuire alla perizia tale forza probatoria”. In tal modo la stessa CTR è venuta meno al proprio potere/dovere di determinare, nelle ipotesi accertamento induttivo cosiddetto “puro”, anche i costi presunti».

Ne è derivato il rinvio della causa a una diversa Sezione della C.T.R. della Lombardia, per la rinnovazione del giudizio.
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