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Per il comodato d’uso gratuito ai genitori non va più presentata la dichiarazione IMU entro il 30 giugno 2026, giusto?
No, attenzione: se si vuole beneficiare dell’aliquota IMU agevolata prevista dal Comune, la dichiarazione IMU va comunque presentata entro il 30 giugno 2026, con riferimento alle variazioni intervenute nel 2025. Il tema nasce da un equivoco frequente. Per gli immobili concessi in comodato gratuito a genitori o figli, la disciplina IMU prevede, a livello nazionale, una riduzione del 50% della base imponibile, ma solo al ricorrere di condizioni precise.
La norma di riferimento è l’articolo 1, comma 747, lettera c), della legge 27 dicembre 2019, n. 160. L’agevolazione riguarda le unità immobiliari, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado, quindi genitori o figli, che le utilizzano come abitazione principale.
Non basta, però, la semplice consegna dell’immobile. Il contratto di comodato deve essere registrato. Il comodante deve possedere in Italia una sola abitazione, oppure, oltre all’immobile concesso in comodato, un solo altro immobile adibito a propria abitazione principale nello stesso Comune. Inoltre deve risiedere anagraficamente e dimorare abitualmente nello stesso Comune in cui è situato l’immobile dato in comodato. Restano escluse le abitazioni di lusso.
Diverso è il caso dell’aliquota agevolata deliberata dal Comune. Molti enti locali, oltre alla riduzione statale della base imponibile, prevedono un’aliquota IMU più favorevole per gli immobili concessi in comodato gratuito a parenti. In questa ipotesi la dichiarazione IMU conserva una funzione essenziale: comunicare al Comune che l’immobile rientra nella fattispecie agevolata e che sussistono i presupposti per applicare l’aliquota ridotta.
Il riferimento generale è l’articolo 1, comma 769, della legge n. 160/2019, secondo cui la dichiarazione IMU deve essere presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta. La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi, salvo che cambino gli elementi dichiarati.
Pertanto, per il 2026, se il comodato ai genitori è iniziato nel 2025, o se nel 2025 sono cambiati i requisiti rilevanti, il contribuente deve verificare la delibera e il regolamento IMU del Comune. Se l’agevolazione consiste nell’applicazione di una specifica aliquota comunale ridotta, la dichiarazione va presentata entro il 30 giugno 2026, salvo diverse modalità o comunicazioni previste dal regolamento locale.
Dunque, non bisogna confondere la riduzione statale della base imponibile con l’aliquota agevolata comunale. Per fruire dell’aliquota agevolata, la dichiarazione IMU resta necessaria quando il Comune la richiede come condizione o strumento di riconoscimento del beneficio. In assenza della dichiarazione, il rischio è l’applicazione dell’aliquota ordinaria, con possibile recupero d’imposta, sanzioni e interessi.