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Nel caso di un ristorante che concorda con il cliente 5 pranzi per complessivi 300 euro, predispone una fattura datata 1° marzo e la trasmette allo SdI il 10 marzo, mentre i singoli pagamenti avvengono con carta tramite POS nei giorni in cui i pranzi sono effettivamente consumati, è corretto non emettere una fattura a ogni pagamento e, soprattutto, questa gestione è compatibile con il nuovo obbligo di collegamento tra POS e registratore telematico?
Sì, in linea generale la procedura è sostenibile e può considerarsi corretta, ma va fatta una precisazione tecnica importante: bisogna distinguere bene la disciplina IVA della fattura da quella del collegamento POS-RT. Le due cose sono collegate solo indirettamente.
Sul piano IVA, per le prestazioni di servizi l’articolo 6 del DPR 633/1972 stabilisce che l’operazione si considera effettuata al momento del pagamento del corrispettivo oppure, se precedente, al momento di emissione della fattura. Questo passaggio è decisivo: una fattura emessa prima dei singoli pagamenti o prima della completa esecuzione delle prestazioni può anticipare il momento impositivo.
La stessa Agenzia delle Entrate, nella prassi e nel principio di diritto n. 17/2020, ribadisce che nelle prestazioni di servizi l’emissione anticipata della fattura fa considerare effettuata l’operazione e che è ammissibile fissare contrattualmente il momento di emissione prima del pagamento, purché tale momento sia anteriore all’incasso.
Applicando questa regola al caso descritto, il ristorante decide di documentare l’intero pacchetto dei 5 pranzi con un’unica fattura anticipata di 300 euro. I pasti vengono poi fruiti entro il 10 marzo. I pagamenti con POS avvengono nei vari giorni di consumazione. La fattura, datata 1° marzo, viene trasmessa allo SdI il 10 marzo. Questo schema, sotto il profilo dei termini di emissione, è coerente con la disciplina della fattura immediata, che va emessa entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione.
Inoltre, per la fattura elettronica, l’Agenzia ha chiarito che la data da indicare nel file è quella riportata nel campo “Data” e che il documento va trasmesso allo SdI entro il termine previsto. In particolare, quando la fattura è “anticipata”, non diventa per questo una fattura differita, ma resta una fattura immediata, con invio entro 12 giorni dalla data indicata.
Dunque, non occorre emettere una nuova fattura ogni volta che il cliente paga con POS, se quei pagamenti si riferiscono a un’operazione già documentata da una fattura unica. In pratica il POS è solo lo strumento di incasso; non genera, da solo, un autonomo obbligo di nuova fatturazione. Né si deve duplicare la certificazione emettendo, oltre alla fattura, anche il documento commerciale per gli stessi importi. La certificazione deve essere una sola, coerente e completa.
Qui entra in gioco il secondo piano, quello del collegamento POS-registratore telematico. Dal 1° gennaio 2026 il collegamento è obbligatorio per le operazioni effettuate da tale data. Il servizio online è attivo dal marzo 2026. L’obbligo di collegamento non vige solo se tutti i corrispettivi sono certificati esclusivamente mediante emissione di fattura. Se invece lo stesso POS viene usato sia per operazioni documentate con documento commerciale sia per operazioni fatturate, il collegamento va comunque registrato. Occhio quindi all’equivoco più frequente.
Se il ristorante utilizza quel POS solo per incassi riferiti a operazioni sempre e soltanto fatturate, allora, secondo le FAQ dell’Agenzia, l’obbligo di collegamento non opera. Ma se, come normalmente accade nella ristorazione, lo stesso POS serve anche per i clienti ordinari a cui viene rilasciato il documento commerciale, allora il POS deve essere collegato al sistema dei corrispettivi, anche se in alcuni casi particolari l’operazione è certificata da fattura.
Sul piano della fatturazione, quindi, la procedura descritta è difendibile e sostanzialmente corretta: una sola fattura anticipata per 300 euro, datata 1° marzo e inviata il 10 marzo, può coprire i 5 pranzi consumati entro quella data, senza necessità di emettere una fattura a ogni pagamento POS. Sul piano del collegamento POS-RT, però, bisogna verificare se quel POS sia utilizzato esclusivamente per operazioni tutte fatturate oppure anche per operazioni certificate con documento commerciale.