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Il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, può colpire anche i beni riconducibili al commercialista che si sospetta abbia avuto un ruolo di primo piano nella frode fiscale (nella specie, istigatore della condotta illecita del cliente e legale rappresentate delle società utilizzatrici delle fatture false). È quanto si ricava dalla sentenza n. 36734, pubblicata il 3 settembre 2014 dalla Sezione Terza Penale della Corte di Cassazione. I supremi giudici hanno respinto il ricorso di un commercialista indagato in ordine ai reati di cui agli artt. 2 e 8 del D.Lgs. n. 74/2000.
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