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Il documento analizza l’obbligo di formazione antiriciclaggio negli studi professionali, evidenziando come non si tratti più di un adempimento formale ma di un requisito strutturale e permanente. La normativa di riferimento è multilivello e comprende il Regolamento UE 2024/1624, il D.Lgs. 231/2007, le indicazioni della Banca d’Italia e del CNDCEC. La formazione deve essere continua, proporzionata all’attività svolta e rivolta a tutti i soggetti dello studio, inclusi titolari, collaboratori, dipendenti e praticanti. I contenuti devono coprire normativa, adeguata verifica della clientela, segnalazione delle operazioni sospette, conservazione dei dati e sanzioni. È richiesta la tracciabilità documentale delle attività formative, che assume valore probatorio in caso di controlli. L’assenza o inadeguatezza della formazione aumenta il rischio operativo e comporta possibili sanzioni disciplinari, amministrative e responsabilità civile. La formazione è parte integrante della valutazione del rischio e strumento essenziale di prevenzione.