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Lo smart working ordinario non può più essere gestito in modo informale o “di fatto”, ma richiede un accordo scritto obbligatorio tra datore di lavoro e dipendente. Gli adempimenti principali comprendono la stipula dell’accordo individuale, la comunicazione al Ministero, la consegna dell’informativa annuale sulla sicurezza, l’aggiornamento del DVR e la formazione del lavoratore. Sul piano della sicurezza cambia anche l’approccio: il datore non è tenuto a un controllo diretto dei luoghi in cui il dipendente lavora, ma deve informarlo correttamente e responsabilizzarlo sui comportamenti da adottare. L’attenzione si concentra in particolare sull’uso dei videoterminali, sulla postura corretta e sulla necessità di pause periodiche, indicate ogni due ore. Tra gli errori più frequenti delle aziende rientrano la mancanza dell’accordo, l’assenza dell’informativa e il mancato aggiornamento del DVR. Il mancato rispetto di questi obblighi può comportare conseguenze rilevanti, tra cui ammende fino a circa 7.400 euro, possibile arresto e responsabilità in caso di infortunio.