L'esperto risponde

7 dicembre 2018
Categorie: Iva > E-Fattura  –  Regimi speciali > Regime Forfettario

E-fattura forfettari: attenzione rivolta alla conservazione digitale

Autore: Pasquale Pirone
professionista lavoro esperto
Domanda – L’Agenzia delle Entrate, di recente, ha chiarito che per chi agisce in regime forfettario e, quindi, è esonerato dall’obbligo di emissione di fattura in forma digitale, non sussiste obbligo di conservazione elettronica delle fatture ricevute, qualora questi NON comunichi al fornitore alcun codice destinatario o PEC. Al riguardo, però, si pone un dubbio: cosa succede nel caso in cui il fornitore già conosce la PEC del cliente e, nonostante questi non gliel’abbia appositamente comunicata per la ricezione dell’e-fattura, venga utilizzata, comunque, per fargli recapitare la fattura?

Risposta – Siamo ormai vicini al debutto dell’obbligo di emissione della fattura elettronica per tutte le operazioni IVA (B2B e B2C) e tra i soggetti esonerati vi rientrano quelli che operano in regime forfettario. In altre parole, per tali soggetti l’emissione della fattura in formato digitale è una facoltà (essi potranno continuare con l’emissione cartacea). Tuttavia, tali contribuenti non possono esimersi dal ricevere la fattura elettronica e, quindi, anch’essi sono costretti a farsi trovare pronti all’appuntamento.

Come si sa, per chi deve ricevere la fattura digitale ci sarà la necessità di comunicare al fornitore il canale telematico su cui ricevere il file. Il canale è rappresentato dal codice destinatario (codice di 7 cifre appositamente generato) registrato al SDI e sarà quello di default dove verranno fatte pervenire le fatture. Il fornitore, nel compilare la fattura, deve tener presente che nel caso in cui il cliente non comunichi alcun indirizzo telematico oppure è un consumatore finale ovvero un operatore in regime di vantaggio o forfettario, ovvero un piccolo agricoltore (ossia soggetti esonerati dall’obbligo di emissione dell’e-fattura), sarà sufficiente compilare solo il campo “Codice Destinatario” con il valore “0000000” ma occorrerà rilasciargli una copia su carta (o inviarla per email) della fattura inviata al SdI comunicandogli anche che potrà consultare e scaricare l’originale della fattura elettronica nella sua area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate (per gli operatori Iva, tale area è quella denominata “Consultazione - Dati rilevanti ai fini IVA” del portale “Fatture e Corrispettivi”).

Di recente, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il soggetto esonerato dall’onere di emettere la fattura in forma digitale (e quindi anche il forfettario) ha obbligo di conservare in forma elettronica le fatture ricevute solo qualora abbia comunicato al fornitore il canale telematico (codice destinatario o PEC) su cui volerle ricevere.

Spesso potrebbe capitare che il fornitore già possieda un indirizzo PEC del cliente perché, ad esempio, già era stato comunicato in precedenza per finalità diversa dalla fatturazione elettronica. In tal caso, non c’è alcuna presa di posizione o chiarimento da parte dell’Amministrazione finanziaria, per cui si, a parere di chi risponde, si consiglia di agire personalmente chiedendo eventualmente al proprio fornitore di NON utilizzare quell’indirizzo per la finalità in esame, per evitare il rischio che venga comunque utilizzato.
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