29 giugno 2026

Dichiarazione IMU in comproprietà: deve presentarla ogni contitolare?

Autore: Lucia Giampà

Tre fratelli sono comproprietari, ciascuno per un terzo, di un fabbricato che nel corso del 2025 è stato dichiarato inagibile e di fatto non utilizzato. Poiché l’immobile beneficia della riduzione del 50% della base imponibile IMU, si chiede se sia sufficiente la presentazione di un’unica dichiarazione IMU da parte di uno solo dei comproprietari oppure se ciascun contitolare debba presentare una dichiarazione autonoma per la propria quota.

In linea generale, quando l’immobile agevolato è in comproprietà, ciascun contitolare è tenuto a presentare la dichiarazione IMU con riferimento alla propria quota di possesso.

La ragione è legata alla natura stessa dell’IMU: il tributo è dovuto da ciascun soggetto passivo in proporzione alla quota e ai mesi di possesso. Di conseguenza, anche l’adempimento dichiarativo segue la posizione del singolo contribuente. Nel caso prospettato, quindi, ciascuno dei tre fratelli dovrebbe presentare la dichiarazione IMU indicando la propria quota pari a un terzo e comunicando al Comune la sussistenza del presupposto agevolativo, ossia l’inagibilità del fabbricato e il mancato utilizzo dello stesso.

La dichiarazione assume particolare rilievo perché la riduzione della base imponibile per i fabbricati inagibili o inabitabili non dovrebbe essere trattata come un beneficio automatico. Anche quando il Comune sia venuto a conoscenza dello stato dell’immobile per altra via, è opportuno che il contribuente formalizzi la situazione mediante dichiarazione IMU, conservando la relativa prova di presentazione.

Nella pratica, alcuni Comuni ammettono una dichiarazione cumulativa, presentata da uno solo dei comproprietari, purché nel modello siano indicati in modo chiaro tutti i contitolari, le rispettive quote e la circostanza che l’agevolazione riguarda l’intero immobile. Si tratta, tuttavia, di una semplificazione che deve essere verificata preventivamente con l’ufficio tributi.

In assenza di una conferma espressa da parte del Comune, la soluzione più prudente resta quella della dichiarazione separata da parte di ciascun comproprietario. Tale impostazione consente di evitare contestazioni future, soprattutto nei casi in cui l’agevolazione incida in modo significativo sull’imposta dovuta.

Occorre inoltre precisare che la comproprietà, di per sé, non fa nascere sempre l’obbligo dichiarativo. La dichiarazione IMU è necessaria solo quando vi siano variazioni rilevanti ai fini del tributo che il Comune non può conoscere autonomamente o che devono comunque essere formalizzate per fruire di riduzioni o esenzioni. Rientrano in questa casistica, ad esempio, l’inagibilità, il riconoscimento del vincolo storico o artistico, il comodato agevolato e le altre situazioni che incidono sulla base imponibile o sull’imposta dovuta.

Pertanto, nel caso esaminato, la soluzione consigliabile è che ciascun fratello presenti la propria dichiarazione IMU pro quota entro il 30 giugno 2026 ossia il termine ordinario previsto per le variazioni intervenute nell’anno precedente, salvo che il Comune confermi espressamente la possibilità di utilizzare una dichiarazione cumulativa.

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