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Casi Fiscali

30 luglio 2020
Categorie: Agevolazioni > Imprese

R&S: credito d’imposta per l’attività effettivamente svolta

Autore: Redazione Fiscal Focus
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Domanda - Una società è specializzata nello sviluppo tecnologico finalizzato alla creazione di nuovi e innovativi strumenti di ricerca. L’attività di ricerca è svolta esclusivamente attraverso il lavoro del socio unico, nonché amministratore unico della società. Le spese sostenute nelle attività di ricerca e sviluppo, in particolare il compenso corrisposto all’amministratore, limitatamente alla parte imputabile all’attività di ricerca effettivamente svolta, sono eleggibili al credito d’imposta ai sensi dell’articolo 3 del D.L. n. 145/2013?

Risposta - Il comma 1 dell’articolo 3 del DL n.145/2013 prevede un credito d’imposta per tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo “a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2020” in misura pari al 25 per cento “delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015”. Detta aliquota è elevata al 50 per cento con riferimento alle spese indicate al comma 6-bis. Le tipologie di spese ammissibili sono elencate al comma 6, lettere a), a-bis) b), c), c-bis), d) e d-bis) del citato articolo 3.

Con la circolare n. 5/2016 è stato specificato che sono considerati ammissibili i compensi corrisposti all’amministratore non dipendente dell’impresa che svolge attività di ricerca e sviluppo. Analogamente, la circolare n. 13/2017 ha ribadito che tra il c.d. “personale non altamente qualificato” possano essere ricompresi “anche soggetti non dipendenti dell’impresa, aventi con la stessa un rapporto di collaborazione. Tra i medesimi, quindi, può essere ricompreso anche l’amministratore il cui compenso è agevolabile solo per la parte che remunera l’attività di ricerca effettivamente svolta”.

A partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018, i costi del personale non dipendente dell’impresa godono dell’aliquota del 25 per cento (comma 6, lettera a-bis) del comma 6 dell’articolo 3.

Resta inteso che l’attività svolta deve essere adeguatamente comprovata e il compenso è agevolabile solo per la parte che remunera l’attività di ricerca effettivamente svolta dall’amministratore.
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