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Casi Fiscali

4 settembre 2019
Categorie: Dichiarazione > Visto di conformità

Visto di conformità: obbligatorietà e sanzioni

Autore: Serena Pastore
esperto risponde casi e questioni caso domanda dubbio professionista
Domanda- Sono un professionista incaricato dai clienti ad effettuare la trasmissione telematica dei modelli dichiarativi. Pertanto sono tenuto a verificare, prima dell’invio, se per la dichiarazione da trasmettere sussiste l’obbligo di apporre il c.d. visto di conformità. Quali sono i casi in cui il visto di conformità è obbligatorio? E le sanzioni sono a mio carico, o del cliente per cui ho effettuato la trasmissione?

Risposta- La normativa di riferimento individua espressamente i casi in cui l’apposizione del visto di conformità risulta obbligatoria. Si tratta nello specifico di:
  • presentazione delle dichiarazioni “Modello 730”;
  • eseguire dei rimborsi dei crediti IVA di ammontare superiore a 30.000 euro senza la necessità, per l’avente diritto al rimborso, di prestare la prescritta garanzia a tutela dell’Erario;
  • compensare dei crediti IVA per importi superiori a 5.000 euro annui sulle dichiarazioni o i modelli IVA;
  • compensare dei crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte di cui all’articolo 3, del DPR n. 602/73, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito e all’imposta regionale sulle attività produttive, per importi superiori a 5.000 euro annui, relativamente alle singole dichiarazioni dalle quali emerge il credito.

Sul punto, è doveroso ricordare, inoltre, che con l’articolo 3 del D.L. n. 50/2017 è stata ridotta da 15.000 euro a 5.000 euro (al pari dell’IVA) la soglia oltre la quale, per poter compensare i crediti relativi ad imposte dirette, IRAP e ritenute alla fonte (di qualunque tipologia), sorge l’obbligo di apporre il visto di conformità sulle dichiarazioni da cui emergono i crediti stessi, ovvero, in alternativa, per i contribuenti di cui all’articolo 2409-bis del Codice civile, di far sottoscrivere la dichiarazione dai soggetti che esercitano il controllo contabile. Tale disposizione trova applicazione per le dichiarazioni fiscali presentate a decorrere dal 24 aprile 2017.

Si precisa, altresì, che l’obbligo dell’apposizione del visto di conformità non dipende dall'importo del credito, ma dall'ammontare del suo utilizzo in F24 per le compensazioni orizzontali. Infatti, solo l’utilizzo di un credito d’imposta (da dichiarazione fiscale) in compensazione per un importo superiore a 5.000 euro, fa scattare l’obbligo di apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione da presentare.

L’articolo 7-bis D.L. n. 4/2019, convertito con modificazioni dalla L. 26/2019, è intervenuto sulle disposizioni inerenti il visto “leggero”, prevedendo che, in caso di visto di conformità infedele apposto a una dichiarazione dei redditi da presentare con il modello 730, i CAF/professionisti siano tenuti al pagamento in solido di un importo pari al 30% della maggiore imposta riscontrata, sempre che il visto infedele non sia stato indotto dalla condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente. Tale misura trova applicazione nell’ambito dell’assistenza fiscale prestata a partire dal 2019, con riferimento all’anno d’imposta 2018.

In forza dei chiarimenti forniti con la Circolare n. 12/E/2019, la nuova disciplina si applica limitatamente alle fattispecie che conseguono la liquidazione automatica e il controllo formale delle dichiarazioni, effettuati ai sensi degli articoli 36-bis e 36-ter del DPR n. 600/73, non potendosi invece estendere a fattispecie per le quali operano le ordinarie procedure di accertamento.
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