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ll rinnovo 2025-2027 del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione non si esaurisce negli incrementi economici, pur rilevanti, ma interviene in modo strutturale sull’organizzazione del lavoro in un settore ad alta intensità di flessibilità e appalto. Accanto agli aumenti retributivi, costruiti anche attraverso l’introduzione dell’Elemento Professionale d’Area (EPA), destinato a incidere su TFR e istituti indiretti, il contratto ridefinisce classificazioni professionali, regole di utilizzo dei contratti a termine, gestione della somministrazione e disciplina dei cambi appalto. Il cuore del rinnovo è il tentativo di riequilibrare flessibilità produttiva e stabilità occupazionale: vengono tipizzate le causali per i contratti a termine oltre i 12 mesi, rafforzata la clausola sociale nei cambi appalto, aggiornati i profili professionali in chiave digitale e introdotte misure su sicurezza, conciliazione vita-lavoro e trasparenza della filiera.
Il nuovo CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione è stato sottoscritto il 6 dicembre 2024 dalle principali associazioni datoriali e sindacali del settore (tra cui Assologistica, Assoespressi, Confetra, FIT-CISL, FILT-CGIL, UILTRASPORTI). L’accordo mette fine a una lunga fase di trattative e scioperi, ed è valido fino al 31 dicembre 2027.
In un comparto che coinvolge oltre 1 milione di lavoratori, il rinnovo non si limita a recuperi salariali ma introduce innovazioni normative su profili professionali, orari, appalti, sicurezza, diritti di conciliazione e flessibilità organizzativa, per rispondere alle esigenze di un mercato in trasformazione.
La decorrenza di validità è fissata dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2027 per le imprese di logistica, autotrasporto merci per conto terzi, spedizione, magazzini e centri di distribuzione, trasporto combinato, attività di e-commerce anche integrate.
Il rinnovo prevede l’aggiornamento della classificazione del personale, con profili più aderenti alle competenze legate alla digitalizzazione e alla logistica 4.0. Questo favorisce una maggiore riconoscibilità delle professionalità e facilita la contrattazione aziendale. La logistica moderna non è più solo movimentazione fisica di merci. È gestione informatica dei flussi, tracciabilità, sistemi automatizzati, integrazione con piattaforme digitali. Il rinnovo aggiorna la classificazione introducendo profili più coerenti con:
Questo passaggio ha una doppia valenza:
Per il personale non viaggiante (magazzino, stoccaggio, officine), il contratto introduce maggiore flessibilità per modificare l’orario in relazione alle esigenze tecniche e di mercato, con meccanismi di consultazione sindacale più snelli. Nel comparto logistica la variabilità dei volumi (picchi stagionali, e-commerce, commesse improvvise) è strutturale. Il rinnovo riconosce questa esigenza, introducendo strumenti di flessibilità dell’orario più adattabili soprattutto per il personale non viaggiante.
Tuttavia, la flessibilità non è lasciata a gestione unilaterale: viene incardinata in meccanismi di confronto sindacale e procedure definite.
La logica è quella di consentire alle imprese di modulare turni e organizzazione, ma evitare pratiche disomogenee o eccessivamente discrezionali.
Il testo rafforza le regole sui cambi appalto, introducendo una clausola sociale per tutelare l’occupazione e prevedendo criteri di qualificazione della filiera e trasparenza nelle esternalizzazioni.
Uno dei punti più sensibili del settore è infatti rappresentato dalla frammentazione della filiera e l’ampio ricorso all’appalto.
Il rinnovo interviene rafforzando la clausola sociale nei cambi appalto, con l’obiettivo di garantire continuità occupazionale e maggiore tracciabilità nella filiera.
Non si tratta solo di tutela del singolo lavoratore, ma di una scelta di sistema:
Sono introdotte disposizioni su:
Ampliati i permessi per nascita, affido/adozione, lutti e sono previste tutele per casi di violenza di genere e ferie solidali.
Il rinnovo introduce un percorso di adeguamento economico in più tranche con un pacchetto complessivo di aumenti retributivi per:
Gli aumenti combinano incrementi sui minimi tabellari e l’introduzione di una nuova componente retributiva denominata Elemento Professionale d’Area (EPA), che incide su tutti gli istituti contrattuali inclusi TFR, ferie e permessi.
L’aumento economico (che a regime supera i 200 euro mensili per molti livelli) non è costruito esclusivamente sull’incremento del minimo tabellare. Il rinnovo introduce una componente autonoma, l’Elemento Professionale d’Area (EPA).
E’ importante sottolineare che l’EPA diventa una voce strutturale della retribuzione, con riflessi su:
In questo modo si consolida una parte della retribuzione che in passato era spesso “frammentata” tra indennità e compensazioni variabili.
Il contratto regolamenta limiti quantitativi, deroghe e criteri di utilizzo per contratti a termine e lavoro somministrato, con attenzione alla stabilizzazione delle unità operative nel tempo.
Dopo la riforma del D.L. 48/2023 (che ha riaperto lo spazio alle causali contrattuali definite dai CCNL), il contratto collettivo interviene tipizzando le ipotesi che consentono l’apposizione del termine oltre i 12 mesi (e comunque entro i 24 mesi di durata massima legale).
Le causali sono ricondotte principalmente a:
Pur non introducendo un obbligo generalizzato di stabilizzazione come in altri settori, il rinnovo valorizza il principio di continuità occupazionale nei cambi appalto.
In sostanza:
Con l’ammodernamento dei profili professionali, HR deve predisporre piani di formazione continua legati all’innovazione digitale e ai nuovi profili contrattuali.
Scenario: dipendente logistica non viaggiante, livello 3S.
Retribuzione base attuale: X €
Aumento EPA + minimi progressivi (2025-2027) = +230 € mensili in busta paga a regime.
Impatto su TFR (basato su EPA consolidato): + Y € annui in maturato TFR.
1) Il nuovo CCNL si applica automaticamente alle aziende?
Sì, ove si verificano i presupposti di appartenenza settoriale e di applicazione collettiva in busta paga.
2) Cosa cambia per il personale viaggiante?
Oltre agli aumenti, resta la disciplina specifica della discontinuità oraria e l’introduzione di profili tecnici legati a competenze digitali/logistiche.
3) Come si calcola l’EPA?
L’EPA è una voce contrattuale distinta che integra il minimo tabellare in proporzione al livello e va consolidata su tutti gli istituti retributivi di riferimento
(prezzi IVA esclusa)