24 febbraio 2026

CCNL Terziario Confcommercio: cosa cambia dopo il rinnovo

Lavoro & Previdenza n. 07 - 2026
Autore: Debhorah Di Rosa

Il rinnovo del CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi – Confcommercio non si esaurisce nell’aggiornamento dei minimi retributivi, ma interviene in modo strutturale su numerosi istituti che incidono direttamente sulla gestione del rapporto di lavoro. Accanto alla revisione della parte economica, il contratto rafforza e riorganizza la disciplina normativa in materia di orario di lavoro, flessibilità, part-time, apprendistato, contratti a termine e tutele individuali, con ricadute operative rilevanti per aziende, consulenti e payroll specialist. L’articolo analizza in modo sistematico le principali novità del CCNL, distinguendo tra interventi economici e modifiche normative, e ne esamina gli effetti sui flussi payroll, sull’aggiornamento delle anagrafiche contrattuali e sulle procedure HR, fornendo una chiave di lettura integrata del rinnovo contrattuale.

 

Il CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi – Confcommercio rappresenta uno dei contratti collettivi più applicati nel settore privato, interessando un bacino estremamente ampio e variegato di imprese. Il rinnovo contrattuale si colloca in un contesto di progressiva revisione degli equilibri tra costo del lavoro, flessibilità organizzativa e tutele del lavoratore.

L’impianto complessivo del contratto si muove lungo due direttrici principali. Da un lato, il rafforzamento della parte economica, attraverso l’aggiornamento dei minimi tabellari e degli istituti collegati, con effetti diretti su TFR, mensilità aggiuntive e contribuzione indiretta. Dall’altro, una razionalizzazione della parte normativa, finalizzata a rendere più coerente la disciplina degli istituti di flessibilità e delle tipologie contrattuali rispetto alle esigenze organizzative delle imprese del terziario.

Incrementi dei minimi tabellari

Il rinnovo prevede un incremento progressivo dei minimi retributivi per tutti i livelli di inquadramento, con decorrenze differenziate nel periodo di vigenza contrattuale. Gli aumenti incidono non solo sulla retribuzione base mensile, ma producono riflessi automatici su una pluralità di istituti indiretti e differiti.

Dal punto di vista operativo, l’aggiornamento dei minimi comporta:

  • la revisione delle tabelle retributive applicate nei software paghe;
  • la verifica degli assorbimenti in presenza di superminimi individuali;
  • il ricalcolo degli importi utili ai fini di TFR, tredicesima e quattordicesima mensilità.

L’aumento dei minimi tabellari determina anche un incremento della quota di TFR maturata e delle mensilità aggiuntive, con effetti che si riflettono anche sui costi indiretti aziendali. È quindi necessario verificare la corretta imputazione delle nuove basi di calcolo nelle procedure di fine rapporto e nei prospetti di accantonamento.

Orario di lavoro e flessibilità organizzativa

Il CCNL Terziario conferma l’impianto generale dell’orario di lavoro, ma rafforza gli strumenti di flessibilità, lasciando maggiore spazio alla contrattazione di secondo livello. L’utilizzo di regimi di flessibilità oraria richiede tuttavia un’attenta gestione documentale e procedurale, in particolare per quanto riguarda:

  • la programmazione degli orari;
  • la tracciabilità delle variazioni;
  • il coordinamento con le maggiorazioni previste.

Per le aziende, ciò implica la necessità di un allineamento tra organizzazione del lavoro e sistemi di rilevazione presenze, al fine di evitare disallineamenti tra orario effettivo e orario retribuito.

Lavoro a tempo parziale

Il contratto conferma la centralità del part-time nel settore terziario, disciplinandone in modo puntuale le clausole elastiche e flessibili. Dal punto di vista operativo, l’applicazione di tali clausole richiede:

  • un’esplicita previsione contrattuale;
  • una corretta gestione delle maggiorazioni;
  • un costante monitoraggio delle variazioni di orario ai fini retributivi e contributivi.

Il contratto:

  • valorizza il part-time come modalità ordinaria di organizzazione del lavoro, soprattutto nei servizi e nel commercio;
  • consente una gestione flessibile dell’orario attraverso clausole elastiche e flessibili, che tuttavia devono essere: espressamente pattuite, accompagnate da specifiche maggiorazioni, gestite con adeguato preavviso.

Apprendistato

L’apprendistato continua a essere uno strumento centrale per l’ingresso nel mondo del lavoro nel settore terziario. Il CCNL rafforza l’impianto formativo e ribadisce la necessità di una coerenza tra:

  • inquadramento;
  • progressione retributiva;
  • piano formativo individuale.

Per il payroll specialist, ciò si traduce nella necessità di monitorare attentamente le decorrenze degli scatti di livello e le variazioni retributive collegate alle diverse fasi del percorso di apprendistato.

Contratti a termine

La disciplina dei contratti a tempo determinato assume particolare rilievo, soprattutto alla luce del coordinamento con la normativa legale. Il CCNL individua specifiche ipotesi che giustificano l’apposizione del termine e rafforza il ruolo della contrattazione collettiva nel definire i limiti di utilizzo.

Dal punto di vista gestionale, diventa essenziale:

  • verificare la corretta indicazione delle causali;
  • monitorare la durata complessiva dei rapporti;
  • coordinare i rinnovi con le previsioni contrattuali e di legge.

Le causali specificate sono:

  1. Esigenze tecniche: impiego di lavoratori per l’utilizzo di attrezzature o specifiche metodologie non permanenti.
  2. Esigenze organizzative e produttive: collegate a situazioni strutturali o programmate dell’attività aziendale che giustificano una durata limitata del rapporto.
  3. Esigenze sostitutive: il contratto è utilizzabile per sostituire lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto (malattia, maternità, aspettative, ecc.).
  4. Incrementi temporanei e non programmabili dell’attività: fattispecie tipiche di picchi di lavoro non prevedibili in modo continuativo nel corso dell’anno.
  5. Eventuali condizioni legate ad accordi collettivi: specifiche esigenze individuate in sede di contrattazione collettiva di secondo livello o aziendale, purché conformi ai criteri generali previsti dal CCNL.

Tutele individuali e conciliazione vita-lavoro

Il rinnovo contrattuale consolida l’attenzione verso i temi della tutela della persona, della salute e della conciliazione tra vita privata e lavoro. Pur senza introdurre stravolgimenti, il CCNL rafforza l’impianto delle assenze tutelate e delle aspettative, richiedendo alle aziende una gestione sempre più strutturata delle assenze e dei relativi riflessi retributivi. In particolare:

  • viene confermata la tutela del posto di lavoro nei periodi di assenza per maternità, paternità e congedi parentali;
  • il rientro al lavoro dopo periodi di assenza tutelata deve avvenire senza penalizzazioni in termini di inquadramento;
  • l’utilizzo di strumenti come il part-time e la flessibilità oraria assume una funzione di accompagnamento nelle fasi di rientro.

Accanto ai permessi previsti dalla legge, il contratto collettivo disciplina una serie di assenze giustificate che contribuiscono alla conciliazione vita-lavoro, tra cui:

  • permessi per motivi personali documentati;
  • assenze legate a eventi familiari rilevanti;
  • istituti che consentono una gestione programmata delle assenze, riducendo il ricorso a soluzioni informali.

L'esperto

1. In che modo il rinnovo del CCNL Terziario incide sulla gestione dei costi del lavoro?

Il rinnovo del CCNL Terziario incide sul costo del lavoro non solo attraverso l’incremento dei minimi tabellari, ma anche per i riflessi indiretti sugli istituti collegati, quali TFR, tredicesima e quattordicesima mensilità. Per le aziende è quindi necessario procedere a una revisione complessiva delle basi retributive utilizzate nei sistemi paghe, verificando al contempo l’eventuale assorbimento dei superminimi individuali e l’impatto sugli accantonamenti di fine rapporto. Una gestione parziale degli aumenti, limitata al solo minimo contrattuale, rischia di produrre errori di calcolo e disallineamenti nel tempo.

2. Quali strumenti contrattuali favoriscono la conciliazione vita-lavoro nel CCNL Terziario?

Il CCNL Terziario non concentra la conciliazione vita-lavoro in un singolo istituto, ma la realizza attraverso un sistema integrato di strumenti. Il lavoro a tempo parziale, la disciplina delle clausole elastiche, la gestione programmata dell’orario e la tutela della genitorialità rappresentano i pilastri principali. A questi si affianca il ruolo della contrattazione di secondo livello, che consente di introdurre misure di flessibilità aggiuntive e strumenti di welfare aziendale orientati alle esigenze familiari. L’efficacia delle tutele dipende quindi dalla capacità dell’azienda di coordinare correttamente le previsioni contrattuali con l’organizzazione del lavoro.

3. Quali sono i principali profili di attenzione per HR e payroll nell’applicazione del rinnovo?

Dal punto di vista operativo, le aree più sensibili riguardano l’aggiornamento delle anagrafiche contrattuali, la corretta gestione del part-time e delle variazioni di orario, nonché il monitoraggio dei contratti a termine. In particolare, la mancata coerenza tra accordi individuali, prassi aziendali e applicazione delle regole contrattuali può esporre l’azienda a contestazioni ispettive e contenzioso. Il rinnovo richiede quindi un approccio strutturato, che coinvolga congiuntamente funzioni HR e payroll.

Ambito

Novità / contenuto

Impatto operativo

Minimi retributivi

Incrementi progressivi dei minimi tabellari per tutti i livelli

Aggiornamento tabelle paghe, verifica assorbimenti, riflessi su TFR e mensilità aggiuntive

Istituti indiretti

Effetti automatici su TFR, tredicesima e quattordicesima

Ricalcolo accantonamenti e basi di calcolo

Orario di lavoro

Conferma della flessibilità con rinvio alla contrattazione di secondo livello

Necessità di programmazione e tracciabilità delle variazioni

Lavoro part-time

Rafforzamento del ruolo del part-time e disciplina delle clausole elastiche

Gestione accordi individuali, maggiorazioni e controlli ispettivi

Conciliazione vita-lavoro

Integrazione tra part-time, flessibilità oraria, tutele per genitorialità

Coordinamento tra esigenze organizzative e tutela del lavoratore

Contratti a termine

Utilizzo consentito nei limiti di legge e CCNL, con attenzione alle causali

Monitoraggio durata, proroghe e causali per evitare trasformazioni

Contrattazione di secondo livello

Valorizzazione di accordi aziendali su flessibilità e welfare

Spazio per soluzioni personalizzate e misure family-friendly

Gestione HR-Payroll

Maggiore integrazione tra regole economiche e normative

Necessità di revisione procedure interne e formazione degli addetti

 

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