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Non accadeva dal 2002, ma dopo 14 anni l’euro è tornato a scendere, arrivando sotto la soglia di parità col dollaro. Nella tarda mattinata di ieri, infatti, ha toccato i 0,999 per poi riportarsi a 1,006. A contribuire al rafforzamento del dollaro, cresciuto del 14%, a sfavore della moneta unica europea, il rincaro delle materie prime, commerciate proprio in dollari, e il caro energia che minaccia una recessione in Eurozona. Il risvolto positivo un incoraggiamento alla capacità europea di esportare, ma un euro debole ha conseguenze soprattutto inflazionistiche, che indurranno probabilmente a risposte politiche, come un aumento dei tassi d’interesse da parte della Bce.