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Tagliate di 2,6 punti le stime di crescita italiana secondo l’agenzia di rating Fitch. Per il 2023 prevede infatti una discesa del Pil dello 0,7%, una previsione molto più negativa di quelle pubblicate finora. A pesare sulla crescita è soprattutto la dipendenza dal gas e la conseguente crisi energetica di questi mesi, che avrà inevitabili ripercussioni sulla nuova legge di bilancio, in eredità al nuovo esecutivo dopo il governo Draghi e con spazi più ridotti a causa di contrazioni per investimenti e consumi. Stime che riguardano però tutta Europa, traducendosi in una crescita negativa per l’area dello 0,1%, contro il +2,9% di quest’anno, riportando al timore per una possibile recessione. Uno scenario complesso, in cui ulteriori rialzi dell’inflazione peserebbero ulteriormente nella spesa per interessi, per l’indicizzazione delle pensioni, per i consumi intermedi e i rinnovi dei dipendenti pubblici.