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Dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri del nuovo codice degli appalti, le nuove procedure d’emergenza, adottate durante i mesi di pandemia per permettere un sistema più snello e veloce degli appalti pubblici, diventano strutturali e saranno in vigore da luglio. L’innalzamento delle soglie oltre le quali sarà obbligatoria la gara, tuttavia, comporterà un’assegnazione di lavori pubblici senza gara nel 98% dei casi. Secondo l’ultima relazione Anac, infatti, nel 2022 sono state 61.731 le procedure di importo inferiore a 5 milioni, per un valore di 18,9 miliardi. Una semplificazione delle procedure, insomma, che rischia di compromettere un sistema di assegnazione trasparente e aperto a tutti.