Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
Il Governo è chiamato a intervenire nuovamente sul prezzo dei carburanti in vista della scadenza, il 26 agosto, della riduzione applicata al gasolio. L'intervento è particolarmente delicato perché coincide con gli ultimi giorni del mese e con il controesodo estivo, mentre i prezzi alla pompa restano su livelli elevati.
Il problema principale riguarda però le coperture finanziarie. Per finanziare un'ulteriore riduzione delle accise non sarà infatti immediatamente utilizzabile il maggior gettito IVA maturato nel corso di agosto, che potrà essere quantificato e contabilizzato solo all'inizio di settembre.
Il meccanismo delle cosiddette “accise mobili” consente di destinare le maggiori entrate IVA derivanti dall'aumento delle quotazioni dei prodotti energetici a una riduzione temporanea delle accise. Si tratta, tuttavia, di un meccanismo che opera sulla base del gettito già maturato e disponibile. Di conseguenza, negli ultimi giorni di agosto il Governo non potrà ancora utilizzare le maggiori entrate generate nello stesso mese. Proprio questo disallineamento temporale rende più complessa un'eventuale proroga immediata dello sconto.
L'intervento adottato a fine luglio aveva già seguito una logica analoga, con una riduzione concentrata sul gasolio e finanziata anche attraverso le maggiori entrate IVA disponibili.
I tecnici del Ministero dell'Economia stanno quindi valutando una soluzione che consenta di coprire il periodo compreso tra il 27 agosto e i primi giorni di settembre. L'ipotesi sarebbe quella di una misura temporanea, destinata a evitare il ritorno immediato alla piena imposizione sul diesel fino a quando non saranno disponibili i dati sul gettito IVA di agosto.
All'inizio di settembre è inoltre previsto un nuovo Consiglio dei ministri, nel quale potrà essere definito un intervento più strutturato sulla base delle risorse effettivamente disponibili. Il gettito aggiuntivo di agosto potrebbe risultare superiore a quello dei mesi precedenti, considerato che i prezzi alla pompa sono rimasti più elevati e che, di conseguenza, anche l'IVA incassata sui carburanti dovrebbe essere maggiore.
La mancata adozione di un nuovo intervento avrebbe effetti soprattutto sul gasolio. La benzina dovrebbe rimanere intorno ai 2 euro al litro, mentre il diesel, con il venir meno dello sconto fiscale, potrebbe avvicinarsi a 2,30 euro al litro.
Livelli analoghi sono già presenti in alcuni Paesi europei. Secondo le ultime rilevazioni della Commissione europea, il gasolio si attesta a 2,383 euro al litro nei Paesi Bassi, a 2,318 euro in Finlandia e a 2,266 euro in Germania. La pressione sui prezzi del diesel resta quindi il principale elemento alla base di un possibile nuovo intervento.
La scadenza del 26 agosto cade inoltre a ridosso del principale fine settimana di rientro dalle vacanze.
Il confronto con l'estate precedente evidenzia l'aumento dei costi sostenuti dagli automobilisti. Alla fine di agosto 2025 il prezzo medio della benzina era pari a circa 1,696 euro al litro, mentre quello del gasolio si attestava a 1,622 euro.
Rispetto ai livelli attuali, la differenza è quindi nell'ordine di 30 centesimi al litro per la benzina e di circa 50 centesimi per il diesel.
In assenza di una proroga dello sconto, per il gasolio il differenziale rispetto a un anno prima potrebbe salire fino a quasi 70 centesimi al litro.
Per un rifornimento da 50 litri, l'incremento di spesa rispetto alla fine di agosto 2025 arriverebbe così a circa 35 euro.
La questione immediata, dunque, non riguarda ancora la definizione di un nuovo intervento di lungo periodo, ma la possibilità di individuare risorse sufficienti per evitare un vuoto tra la scadenza dell'agevolazione e la disponibilità dell’extragettito IVA generato dai prezzi più alti di agosto